Sentirsi nei luoghi sbagliati

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foto di:  https://www.flickr.com/photos/nanasupergirl/2435718931https://www.flickr.com/photos/nanasupergirl/2435718931

Nella vita tutti noi abbiamo ricevuto un rifiuto, ci siamo sentiti dire di No rispetto a qualcosa o a qualcuno a cui tenevamo moltissimo.

La cosa importante perché questo “rifiuto” non ci faccia sentire sbagliati è ricordare che siamo noi a dare significato a quello che ci succede, sia nel bene ma anche e soprattutto quando le cose non vanno come vorremmo.

Anche qui l’esercizio è provare a cambiare prospettiva. Pensiamo che ogni momentaneo “No” che ci viene detto dalla vita, non significa rifiuto bensì occasione per qualcosa di altro.

Se proviamo a mettere insieme acqua e olio, l’acqua respinge l’olio quando si separa da esso? Le due estremità positive di un magnete non si respingono a vicenda? No. E’ solo un dato di fatto che non si combinano. Non è niente di personale, semplicemente non si possono adattare l’una all’altra.

E proprio come il magnete o l’olio ci sono situazioni o persone che non si adattano a noi, ma non è qualcosa di personale, semplicemente non siamo compatibili.

La sofferenza del sentirsi sbagliati nasce perché prendiamo tutto come se fosse rivolto contro di noi per punirci, farci male, per ferirci.

In realtà niente e nessuno ci respinge, gli unici siamo noi stessi che vogliamo a tutti i costi che le cose funzionino come pensiamo debbano funzionare.

Per cui se basiamo la nostra storia del non sentirci degni sul fatto che ci hanno detto di “no, in realtà questo è l’unico vero modo per essere respinti.

In fondo sta a noi la scelta e questo bisogna che ce lo ricordiamo bene!

Quando mettiamo sullo stesso piano desiderio ed emozione, quello che scopriamo può essere doloroso ma la sofferenza dipende poi dalla storia che ci raccontiamo.

Spesso il rifiuto, provando sempre a vedere da un’altra prospettiva, può essere una sorta di protezione che ci offre l’Universo. Non siamo rifiutati, bensì messi di nuovo in corsa, perché siamo l’olio e non possiamo mescolarci con l’acqua. Il “No” in realtà è un “Si” a qualcosa di altro, è come se ci fosse mostrata un’altra strada perché quella in cui eravamo non era per noi.

Ognuno di noi ha una mission nella vita e spesso pensiamo di aver imboccato la strada giusta, ma in realtà i “no” e i rifiuti che riceviamo ci stanno dicendo che quel percorso era solo un abbaglio e ci invitano a cambiare direzione.

Per accogliere tutto questo è necessario essere molto onesti con noi stessi, calandoci nella nostra parte più profonda pere ascoltare quella parte saggia che sa.

Relazionarsi al mondo è un viaggio alla scoperta di sé, confidando nella vita stessa come guida nel nostro viaggiare.

Se ci affidiamo un po’ di più alla nostra intuizione possiamo davvero confidare in ciò che la vita ci riserva come una mappa per trovare chi siamo, per trovare chi può procedere al nostro passo, per trovare la condizione che più si addice al nostro evolvere.

La nostra crescita in realtà non può essere fermata da niente, ma solo rimandata e i tempi li decidiamo noi.

E’ un attività che ci occupa ventiquattro ore su ventiquattro, anche quando apparentemente non sembra, è impegnativa, faticosa, ma la più arricchente che si possa fare.

Proviamo quindi a vedere il mondo con occhi nuovi, trovando il punto di equilibrio dentro di noi e ricordandoci del nostro scopo.

A volte, spesso, andiamo alla ricerca di cose giuste nei posti sbagliati; non è la fine del mondo nel momento in cui ce ne rendiamo conto è sempre possibile cambiare strada.

Quello che conta veramente è dentro di noi, ce lo portiamo appresso e possiamo sempre ritornarci; è nel momento in cui cominciamo ad amare veramente noi stessi che possiamo iniziare ad agire. E molte volte dobbiamo passare attraverso l’oscurità per poter trovare la luce all’interno.

Quando siamo distratti da tutte le luci esterne del mondo è facile non essere in grado di vedere la nostra luce.

Ma quando ci troviamo nel luogo più buio, nel luogo sbagliato, quello è il momento in cui siamo costretti ad evolverci, a brillare o spegnerci definitivamente.

Il “no” è un momento di buio. Il sentirsi negare una strada, una possibilità, una richiesta, una relazione spesso spegne la nostra luce.

Ricordiamoci allora che in quel momento siamo al buio non per punizione o perché non siamo meritevoli, siamo al buio in modo che non ci resta altra scelta che cambiare.

Ogni “no” che riceviamo dalla vita è un “si” alla nostra vita!

liberamente tratto da:

B.Pozzo “La vita che sei” Ed.BUR

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