Quando l’Arte “cura”

artcounseling 1

Che atmosfera unica si percepisce entrando in un museo e percorrendo i corridoi e le stanze dove i quadri sono appesi alle pareti ….

Che emozione osservare quei dipinti, fermarsi davanti ad uno in particolare o evitare quello di fronte che ci suscita uno strano sentimento.

E’ così che si comincia a rendersi conto che ogni opera dice qualcosa, che un quadro seppur antico ha il potere di trasmettere un significato, anche semplice: mi piace o non mi piace.

Si può cogliere ciò che il pittore voleva esprimere dipingendo quel quadro, ma può anche essere che la nostra esperienza di vita ci porti a vedere in quell’opera un significato che è vero solo per noi.

Questa è l’arte che senza le parole racconta colui che passando si ferma ad ammirare.

L’ArtCounseling parte da qui, dalla capacità che hanno i colori di dire qualcosa a chi osserva. Colori, linee, forme, ombre, luci, vuoti e pieni sono le parole di un alfabeto nuovo.

E poi si va oltre: c’è un setting ricco di materiali, c’è un artcounselor che accoglie senza giudicare  e c’è un cliente che quasi mai è un pittore, spesso “non sa disegnare”, ma riesce benissimo a “tirar fuori da sé” tutti quegli elementi che gli servono a realizzare la sua opera; sì perché l’ARTcounseling è capace di rimuovere dallo sfondo e di portare a galla. E dietro l’immagine c’è lo stile e il contenuto unico che appartiene solo al soggetto che lo produce e lui solo sarà capace di trovarne il significato nascosto.

L’ArtCounseling è l’arte della narrazione, una narrazione fatta di immagini e di simboli in cui ogni persona che intraprende questo percorso trova la propria modalità per esprimersi. E’ l’arte del mettere a posto, del fare meglio, dell’aggiustare, del ricordo che porta lentamente a ritessere la propria identità.

Attraverso un percorso di ArtCounseling si ritrova fiducia in se stessi. Si trovano capacità impensabili e si recuperano quelle che si credevano perse, ci si scopre e ci si racconta.

Ci sono disegni che sono veri e propri fumetti, altri che ricordano dei racconti a puntate nei quali si riconoscono momenti di vita anche sotto vesti insolite. Altri che sembrano cartoline, piene di minuziosità che spiegano cosa è successo. Ci sono dei manufatti che non si sa se siano reali o fantastici, i cui dettagli, pescati nel passato, possono benissimo essere stati inventati in un momento in cui il ricordo si è intrecciato con la fantasia.

Ogni opera è un messaggio anche se non sempre voluto consciamente; certi problemi, emozioni e dolori vengono trascinati dalle linee e dai colori. In ogni lavoro ci sono due parti: una in primo piano e una più nascosta. Il corpo è il veicolo di trasmissione dall’interno all’esterno. Il cliente prova una certa soddisfazione quando riscontra tra la propria opera e i suoi intenti rappresentativi una certa corrispondenza. E’ importante, a questo punto, che egli riconosca cosa si muove dentro di sé e che tipo di emozione vive consapevolizzandola.

L’espressione artistica, che sia un disegno, una scultura, un collage, e non necessariamente estetica, riesce a superare le barriere difensive facendo emergere dall’inconscio senza alcun filtro tutto quanto vi è di più nascosto e difficile da comunicare. La ricerca di una forma porta poi il cliente alla presa di coscienza di sé come donna o uomo, in quanto l’arte utilizza un linguaggio arcaico che supera quello verbale, smuovendo gli strati più profondi dell’inconscio e pone così l’individuo di nuovo in armonia con se stesso; ritrovare questo collegamento equivale a ri-trovare il Ben-Essere.

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