Sfatare il mito: siamo tutti artisti!!

barattolo luce

 

“ Creare significa giocare, inventar concepire … significa fare tentativi ed errori, senza giudicarli, per puro piacere ….”

“Nella creatività, la fiducia in sé stessi non è una scelta, permea ogni istante. Il criterio principale è il sapore del momento presente, un momento di gioia, di puro piacere, di apertura e di piena e totale libertà ..”

“Creare significa lasciar fluire liberamente ciò a cui si è connessi e scoprirne la forma e il senso nell’opera sulla quale si agisce”

(Trovate nel web)

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Esiste ancora una certa forma di snobismo intorno alle definizioni di “artista” e “creatore”. Una volta era un’artista esclusivamente chi aveva studiato belle arti, preferibilmente a Parigi. Gli altri venivano considerati, nella migliore delle ipotesi, degli artigiani, nella peggiore, degli “artistucoli”.

Penso alle magliaie che fanno le pantofole in lana cotta, alle ricamatrici che perdono gli occhi dietro a capolavori di fili intrecciati, ai fiorai che compongono mazzi di fiori dai colori dell’arcobaleno  mescolando tra loro sfumature  come su una tavolozza …. E ne potrei aggiungere molti altri. Tutti etichettati per sempre.

Poi, poco per volta, il concetto di artista si è ampliato, permettendo ad un maggior numero di forme di espressione di essere definite “artistiche”. Oggi riconosciamo artisti della musica, del canto, della danza, della fotografia, della pittura in tutte le sue forme, della gastronomia, della degustazione dei vini … Alcuni fanno i “nasi” per rinomati produttori di profumo.

Altri restaurano mobili, scrivono romanzi, sceneggiature di film, testi teatrali …. C’è chi è molto bravo a recitare nel cinema, a dipingere su vetro, a creare alta moda, a ricamare pizzi, ad intagliare il legno, a pettinare le persone valorizzandole, a disegnare vestiti, a creare tessuti, mobili, a decorare appartamenti, scenografie teatrali, vetrine di negozi, a progettare giardini, senza parlare di tutti quelli che ho saltato e dimenticato.

Si dice anche che esista una forma di intelligenza “artistica”, definita come l’arte di fare qualcosa in modo nuovo, di disporre le cose come mai nessuno aveva fatto prima, di creare ciò che non esisteva. A volte si distingue tra riprodurre un modello e crearne uno di sana pianta. Riprodurre un modello tuttavia spesso richiede delle capacità che non tutti hanno. Ad esempio non è semplice riprodurre un pizzo … andate a Venezia, sull’isola di Burano, e ve ne renderete conto.

Come avrete capito, il mio discorso intende smitizzare le nozioni di artista e di creatività. Ho la pretesa di credere che siamo tutti artisti e che tutti possediamo una forma di creatività.

Alcuni artisti ignorano di esserlo, altri lo negano. Altri sviluppano le loro capacità e raggiungono l’apice della loro arte.

Detto questo, come si diventa artisti? Come mettersi in contatto con la propria creatività? La mia risposta a molti sembrerà ingenua: il piacere porta alla creatività, e la creatività porta all’artista che è dentro di noi.

Il principio è semplice: più facciamo le cose per il piacere che ci procurano, più entriamo direttamente in contatto con la sorgente della nostra creatività.

L’artista che è in noi spesso è silenzioso, discreto, assopito. Ma apparirà immediatamente al nostro richiamo. All’inizio forse sarà timido, o diffidente. Poi, in men che non si dica, come accade in ogni relazione, quando sentirà che ci fidiamo di lui, diventerà il nostro alleato, la nostra risorsa. Una volta poi che sarà diventato una nostra parte integrata, ci condurrà costantemente su sentieri piacevoli, efficaci, divertenti e insospettati.

Così la creatività, oltre a stimolare alleggerisce la vita. Il mio discorso, in questo contesto, non ha niente di teorico, né di euforico, e nemmeno si nutre del pensiero magico. La creatività esiste davvero ed è a nostra disposizione se solo lo desideriamo.

L’americana Giulia Cameron ha scritto un libro meraviglioso intitolato “Liberate la vostra creatività”; lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di sentirsi più vivi, più frizzanti, più liberi nella loro vita.

Poiché la creatività si trova dentro ognuno di noi, così come la gioia di vivere, vi si può accedere, innanzitutto basta crederci!!! Non dico che dentro tutti noi sonnecchi un Bach, un Monet , dico che tutti siamo dotati di un impressionante serbatoio di creatività e questo serbatoio è accessibile; basta aver voglia di scoprirne il sapore !!!

Quando si osserva a sua insaputa qualcuno che sta creando qualcosa, che abbia cinque o cinquant’anni, nei suoi occhi e sulla bocca si legge una grande intensità. Sembra essere altrove, come in un’altra dimensione.

Solitamente, ci crea si prepara con calma alla creazione. E’ completamente pervaso dal suo progetto, immagazzina le informazioni che provengono a caso dalle sue attività quotidiane, le lascia cuocere a fuoco lento dentro di sé, poi è pronto, al momento buono, a fare delle associazioni. Vede se il risultato gli piace oppure no, e continua finchè non avrà messo al mondo la sua opera., in maniera distinta.

L’opera vive dentro di noi, fino ad un certo punto in maniera simbiotica, e poi prende vita concretamente anche nel mondo esterno.

Provate a ricordare le vostre esperienze di creatività? Se non avete nessun ricordo di questo tipo, pensate a cosa vi ha impedito di accedervi. Una definizione riduttiva della creatività? Una mancanza di fiducia in voi stessi? L’obbligo di creare ogni volta un capolavoro? L’ignoranza del fatto che ognuno possiede un insospettato serbatoio di creatività?

Ho notato nel mio lavoro di Counselor che esistono almeno due categorie di individui nella vita. Quelli che subiscono la vita e quelli che ne sono padroni, che la creano.

Alle persone del primo gruppo manca sempre qualcosa per essere felici. Il denaro, il tempo, il talento, la baby-sitter, l’auto, il sostegno, l’audacia, la fiducia in se stessi, la fiducia negli altri, la fantasia …..

Gli altri hanno tutto quello che desiderano e sembra che non gli manchi nulla. Non accampano nessuna scusa. Se hanno delle difficoltà, le attraversano e le superano.

Subire o creare la propria vita è una questione di fortuna? Di karma? Ha qualcosa a che vedere con l’infanzia? Chi lo sa ….

Poco importa la causa: se si sta a guardare, sembra che sia una questione di atteggiamento. Dopo aver avuto un grande dolore o una grande paura, dopo aver capito che il futuro è adesso, chi crea la propria vita ha preso in mano le proprie redini e fa arrivare ciò che spera e che desidera giorno dopo giorno. Poi ci sono gli altri, che corrono, sfiniti, stanchi, e continuamente in balia dei rischi della vita.

E’ al tempo stesso troppo semplice e allettante pensare che sia solo una questione di atteggiamento. Diciamo che,le persone che creano la propria vita, hanno uno stato d’animo che permette loro di vedere e di creare la vita per stare bene.

La vita si presenta spesso come un crocevia. Possiamo scegliere la strada che solo a pensarci ci rende felici “qui e ora”, oppure possiamo scegliere quella che non ci rende felici, per una questione di automatismo, disfattismo, stanchezza, pigrizia o perchè in fondo crediamo che la felicità non appartenga a questo mondo (e alla fine anche questo ricasca nella storia dei miti).

Se non ci interroghiamo sulla strada che preferiamo in funzione delle informazioni che possediamo, andremo alla deriva verso l’ignoto, e più avanti dovremo quasi obbligatoriamente fare dietrofront …. per non finire nel circolo vizioso delle scuse e delle impossibilità.

Aprirsi a quello che ci fa bene, a quello che ci delizia e ci procura piacere, vuol dire aprire l’accesso alla nostra creatività. La creatività è l’antidepressivo più ecologico che ci sia, il sonnifero che agisce più rapidamente, l’antidoto meno caro contro la noia.

Detto tutto questo, come accedere alla nostra creatività?

  •        Credendo innanzitutto che “tutti sono artisti” quindi anche noi
  •        Facendo la lista delle attività che ci piacciono, che ci fanno stare bene e ci danno la sensazione di essere vivi, cioè di tutto ciò che ci appassiona.
  •          Mettendoci in contatto con l’artista che è in noi.

Se sapete spontaneamente quale attività creativa vi farebbe star bene e vi darebbe gioia, fatela. Praticate questa attività il più presto possibile, il più spesso possibile, assaporatela e divertitevi.

Se non sapete quale attività creativa potrebbe darvi gioia, dovete iniziare una gioiosa esplorazione. Guardatevi intorno per scoprire cosa vi attira, cosa vi affascina, cosa vi da’ voglia di investire le vostre energie, poi agite. Iscrivetevi ad un corso. Muovetevi. Passate all’azione. Seguite le vostre sensazioni. Orientatevi verso qualcosa che sia una fonte di piacere, qualcosa che vi dia energia.

Fidatevi, la troverete. La strada dell’esplorazione è altrettanto bella della destinazione e fa parte del vostro percorso creativo. Ogni passo che fate vi avvicina a voi stessi e vi aiuta a conoscervi meglio.

Cercate finchè non avete trovato un’attività creativa che vi appassiona.

Prendete coscienza del fatto che state trovando la vostra passione, la vostra passione di VIVERE !!

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