Il Colore …..

colori 12

Come un grande cerchio, come un serpente che si morde la coda (simbolo dell’infinito e dell’eterno), stanno dinanzi a noi i sei colori, che a coppie costituiscono tre grandi contrari. E a destra e a sinistra stanno le due grandi possibilità del silenzio: del silenzio della morte e di quello della nascita …. Vasilij Kandinskij

Gaio, brillante, dipinto, fastoso

vivido, violento e vistoso

Livido,sgargiante,abbagliante, ardente,

chiassoso, marziale, orgoglioso, stridente,

armonico, cupo,pastoso,fosco,

pastello,sobrio, morto e spento.

Costante, colorito, cromatico,

semicolorato e prismatico.

Caleidoscopico, variegato,

tatuato, tinteggiato, illuminato,

imbrattato e velato.

Bagnato e tinto,

colore acuto, colore indistinto……

Derek Jarman

 

In un blog che ha come obiettivo il “ri-trovarsi” non poteva mancare una sezione dedicata al “colore” che per chi scrive è stata la chiave di accesso al proprio mondo interiore e la bussola che mi ha guidata fuori dalla tempesta inconsapevole delle mie emozioni . Una scia fatta di goccioline colorate come i sassolini di Pollicino che tra mille sobbalzi dell’anima mi ha riportato a casa…..

Ecco quindi una serie di post dedicati ciascuno ad un colore per formare un virtuale arcobaleno in cui ognuno di voi può ri-trovare una parte di se stesso…..

Dice Ruggero Sicurelli, sociologo e psicologo, “la percezione del colore va intesa come un evento rivelatore di una dinamica emozionale profonda, che dipende dalle caratteristiche personologiche del percepiente. In altri termini, la tavolozza cromatica interna dipende non solo dal nostro modo di percepire i colori esterni, ma anche dalla nostra specifica modalità di rivisitare emozionalmente gli stessi”.

Viviamo immersi in un flusso vitale di colore che accompagna la nostra vita e scorre nel nostro mondo in infiniti rivoli di sfumature, orientando le nostre scelte, entrando nel nostro linguaggio, modulando le nostre emozioni ed esprimendole, e se il colore si ritraesse dal mondo e la luce scivolassero via dagli oggetti, dalla natura, dai nostri corpi, tutto apparirebbe spento ed indistinguibile.

Se un tale scenario si presentasse ai nostri occhi saremmo invasi da una sensazione di smarrimento, di sospensione: la realtà intorno diventerebbe estranea e c’immobilizzeremmo in un infinito silenzio.

Sappiamo che i colori, a seconda della tonalità considerata, evocano non solo differenti emozioni ma esprimono anche un’ampia gamma di sentimenti che spaziano da un polo positivo ad uno negativo, abbracciando la complessità dei vissuti psichici connessi ad un determinato colore.

Esso è qualcosa che ci appartiene intimamente,rende percepibile il mondo che ci circonda, connota la vita, ed è in strettissimo rapporto con un linguaggio quotidiano convenzionale tanto che i vissuti affettivi si tingono di colore quando cerchiamo d’esprimerli: “La mia vita è grigia…”, “Sono nero…”, ecc.

Parole di poeti e immagini di grandi artisti ci aiutano a comprendere gli stati affettivi da cui il colore prende vita, diventando specchi dell’esperienza vissuta dall’artista.  “Nel dipingere c’è qualcosa di infinito, i colori celano armonie o contrasti, cose che agiscono passando per se stesse e che non si possono esprimere attraverso alcun altro mezzo”. Pensiamo ad esempio ai gialli di Van Gogh così corposi e pieni che manifestano l’energia creativa del suo periodo di Arles dove il sole inondava talmente ogni cosa da diventare poi, come scriveva al fratello Theo, “atmosfera di zolfo con un sole che ti dà alla testa” indicando con questo come il suo diverso sentire trasformasse la percezione del colore.

E qui la doppia polarità del singolo colore assume tutta la sua importanza facendo entrare in gioco la dimensione psicologica; diventando un segnale emotivo che crea un linguaggio che, a differenza di quello verbale volontariamente controllabile, contiene una valenza informativa automatica che ci aiuta a capire le diverse emozioni attraverso le quali un individuo può passare…..

La realtà è colorata!

Per giungere a questa banale affermazione è stato necessario compiere un lungo cammino evolutivo e un complesso percorso scientifico.

Il colore nasce dalla luce.  La luce che colpisce un oggetto viene parzialmente assorbita a seconda del colore. La parte non assorbita viene riflessa e trasmessa ai recettori cromatici all’interno dell’occhio umano. Questi ultimi trasformano la luce assorbita in impulsi che percorrono le vie nervose fino a raggiungere il cervello, dove vengono interpretati: nasce così un’impressione cromatica. Dal punto di vista prettamente biologico il colore si genera pertanto nell’occhio dell’osservatore e costituisce un’impressione sensoriale.

A proposito di impressione sensoriale: ciascun individuo “percepisce” il colore in modo differente. Tale fenomeno non è riconducibile solamente al fatto che non esistono mai due occhi uguali tra loro. Anche l’interpretazione del colore varia infatti da individuo ad individuo. Perfino la stessa persona può percepire differentemente il colore in momenti diversi ed in base allo stato d’animo. Il colore stesso può pertanto generare sensazioni differenti.

Le emozioni come i colori sono un fenomeno fisico.

Come ho detto sopra,è la luce che causa l’effetto colore. I cosiddetti colori fisici di un oggetto esistono solo nella misura in cui la luce che rimbalza viene modificata dal materiale.

Se adesso trasliamo il concetto luce a quello della gioia di vivere, troviamo interessanti analogie che ci fanno scoprire come possiamo scegliere noi i colori e quindi le emozioni per colorare il quadro della nostra vita. I cosidetti colori fisici e quindi le emozioni esistono nella misura in cui la luce e quindi la gioia di vivere, che entra in contatto con l’essere umano, viene modificata dalla qualità della percezione di quest’ultimo. Come abbiamo scritto sopra per la luce, ciò che modifica i colori degli oggetti, è la reazione della luce al contatto con la materia degli stessi oggetti.

Ciò significa che la gioia di vivere, qualitativamente pura ed universale, si manifesta nelle varie emozioni, in funzione della qualità emotiva dei soggetti con cui entra in contatto. Ancora più precisamente possiamo dire che siamo noi stessi a modificare la manifestazione esterna della gioia attraverso le emozioni.

Quindi l’inglobamento della gioia di vivere, funziona come l’assorbimento per il colore e consiste nell’inclusione della gioia di vivere nella materia fisica e nella successiva trasformazione in calore/energia.. così il soggetto trattiene l’energia esacerbandosi divenendo più scuro ……

Possiamo così sintetizzare le associazioni tra colori ed emozioni: In linea di massima, i colori caldi (giallo, arancione e rosso) sono aggressivi, irrequieti o stimolanti e positivi, mentre quelli freddi (violetti, blu e verdi) sono scostanti e riservati, tranquilli o sereni.

Ma occorre stare attenti poiché i colori vivaci non implicano necessariamente vivacità emotiva: è nella relazione tra colore, vissuto interno e storia della persona che si può evincere il significato psicologico soggettivo del colore.
Per alcuni studiosi, inoltre, per valutare la risonanza emotiva di un colore occorre valutarlo nei diversi contesti associativi rispetto ad altri colori: attraverso dinamiche cromatiche.

I colori, quindi, ricevono il loro contenuto emotivo tramite le relazioni in cui essi vengono rappresentati.

Le relazioni sono il risultato di esperienze o associazioni soggettive, le quali, come nel caso dell’arte espressionistica possono risultare estremamente individuali.

La “tavolozza cromatica interna” dipende non solo dal nostro modo di percepire i colori esterni, ma anche dalla nostra specifica modalità di rivisitare emozionalmente gli stessi nel vissuto interno.

Relativamente al modo personale di rivisitare le tinte percepite da parte di un determinato soggetto, occorre ricordare il pensiero di W. Kandinsky, per il quale il colore è un mezzo per stimolare direttamente l’anima. In merito egli amava dire che “l’armonia dei colori è fondata su un solo principio: l’efficace contatto con l’anima”.

“Il colore è l’espressione di una virtù nascosta” Marguerite Yourcenar