Mese: dicembre 2016

Inizio

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Un giorno, finalmente, hai capito quel che dovevi fare e hai cominciato, anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i loro cattivi consigli; anche se la casa intera si era messa a tremare e ti sentivi alle calcagna l’antico contrasto.

« Sistema la mia vita! », gridava ogni voce.

Ma non ti fermasti.

Sapevi quel che andava fatto, anche se il vento frugava con le sue dita rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia era terribile.

Era già piuttosto tardi, era una notte tempestosa, la strada era piena di sassi e rami spezzati.

Ma poco a poco, mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci, le stelle si sono messe a brillare attraverso gli strati di nubi e poi c’era una nuova voce che pian piano hai riconosciuto come la tua, che ti teneva compagnia mentre t’inoltravi sempre più, di buon passo, nel mondo, determinata a fare l’unica cosa che potevi fare; determinata a salvare l’unica vita che potevi salvare.

Mary Oliver – “Il Viaggio”

L’arte del buonumore

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immagine presa dalla pagina FB Nel nome della Madre

“La felicità non è un traguardo è il sentiero,è l’atto stesso della gestazione di un sogno. E’ deliziarsi con l’odore del pane che si sta impastando, è il costruirsi le ali e sentire mentre si intessono l’immensa gratitudine di essere già in volo” A. L. Márquez

Quando siamo di cattivo umore e pensiamo sia solo colpa del mondo in cui viviamo.

Quando crediamo che le persone di buonumore in realtà sono solo ingenue e superficiali.

Quando contiamo su un amico e scopriamo che l’amicizia è solo un utopia.

Quando un amico ci tradisce, quando non c’è o non ci capisce.

Quando ci accorgiamo che qualcuno ci ha abbandonato.

Quando facciamo affidamento su un amore e capiamo che anch’esso, un giorno o l’altro, finirà.

Quando camminiamo soli con nessuno per mano.

Quando non ci va di vedere gente.

Quando ci sentiamo soli contro tutti, quando non c’è nessuno che ci possa aiutare.

Quando abbiamo una delusione, quando piangiamo per una illusione.

Quando smettiamo di sognare.

Quando sentiamo che non ce la possiamo fare.

Quando facciamo fatica a respirare, a sentire i battiti del nostro cuore.

Quando ci criticano e ci disprezzano.

Quando ci chiudiamo nel nostro mondo e la vita sembra una barca già affondata per metà.

Quando non sentiamo più la nostra forza e la vita perde ogni senso.

Quando non ci batte più il cuore per un tramonto o un’alba.

Quando una rosa non ci emoziona.

Quando il buio diventa la nostra tana per difenderci dal mondo, per difenderci dalle emozioni, per difenderci dalla paura, per difenderci da altri sogni che andranno infranti e scoppieranno come bolle di sapone…..

LOTTIAMO …. Mettiamocela tutta.

Corriamo, saltiamo l’ostacolo più alto, nuotiamo nel più tempestoso dei mari, voliamo, aggiustiamo le nostre ali spezzate per arrivare alla stella più luminosa e poi sempre più su senza guardare in basso, sorridiamo perché tutto cambierà ….. E’ necessario solo aprire il nostro cuore ….

Amiamo, anche se può essere rischioso, buttiamoci a capofitto senza temere, sogniamo, facciamolo, perché senza sogni non si vive e se si smette di sognare ci perderemo e nessuno potrà più trovarci.

Viviamo perché la vita è una sola, non c’è una seconda occasione.

E soprattutto proviamo a non avere paura, se vogliamo dire una cosa diciamola, se vogliamo farla facciamola, se vogliamo dare un bacio diamolo.

Se ci accorgiamo che stavamo sbagliando percorso, abbandoniamolo e ricominciamo … in fondo alla strada, proprio dietro l’angolo, c’è qualcuno che ci aspetta. E se ancora non c’è arriverà presto, perché presto la nostra vita migliorerà e tingendo di ottimismo e buonumore i nostri giorni tutto cambierà aspetto.

Essere di buonumore non significa viverre ingenuamente.

Essere di buonumore non vuol dire banalizzare per nascondere la testa sotto la sabbia.

Il buonumore è una prospettiva realistica per far fronte a tutto il pessimismo che circola nel mondo soprattutto ora che la sfiducia e lo scetticismo sono imperanti.

L’ottimismo, la speranza, l’entusiasmo, la passione nascono e si mantengono anche grazie al buonumore. Se noi utilizziamo il buonumore come filtro attraverso il quale osservare la realtà, ricaviamo il grande vantaggio di vivere il presente nel modo più intenso possibile. Quando esso è vivo, tutti gli stati d’animo volti alla progettualità concorrono affinchè nel nostro intimo si crei una condizione di gioia ed armonia e quando questo succede vediamo il mondo con occhi diversi.

Il buonumore fa acuire i sensi e ci predispone alla logica del desiderio contrapposto al bisogno, è ottimismo costruttivo accompagnato dalla consapevolezza di poter realizzare qualcosa di buono per sé e per gli altri.

E’ una scelta e come tutte le scelte sta a noi decidere da che parte stare.

“Venite sull’orlo, disse.

Abbiamo paura, dissero.

Venite sull’orlo, disse.

Andarono.

Lui li spinse e volarono”

G.Apollinaire

Regala un abbraccio ….

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L’amore  connette con l’esistenza, é la nostra vera radice.

Così come hai bisogno di respirare, allo stesso modo, hai bisogno di amore: l’amore è il respiro interiore.

Se abbracci qualcuno con calore, con amore, se non è solo un gesto formale , se è un gesto caldo, espressivo, vero, se iltuo cuorefluisce in quell’abbraccio, immediatamente entro in contatto con il tuo bambino innocente dentro di te.

Questo bambino innocente, affiorando anche per un solo momento, provoca un cambiamento profondo, perchè l’innocenza del bambino è sempre sana e integra.

Hai raggiunto il punto più intimo della persona… hai raggiunto la terra vergine, ed è sufficiente tornare a far vibrare di vita questa terra vergine, per vivere una vita nuova, appagante e ricca.

E’ sufficiente un abbraccio per toccare la pienezza dell’essere ….

Osho

Questo Natale regala un abbbraccio ….. il tuo abbraccio da cuore a cuore. Un attimo di pura fusione dove i battiti diventano un battito solo …..

abbraccio6 BUON NATALE abbraccio6

Scelgo di lasciar fare alla vita

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Scelgo di lasciar fare alla vita, non cercherò di costringerla alla mia volontà, non cercherò di trascinarla a forza nei miei piani, non mi opporrò alla sua guida divina.

Lascio che mi attraversi, che entri nelle mie ossa, che riempia la mia anima.

Permetto alla tessitrice divina di filare i passi del mio percorso, intrecciare i miei fili a tutte le strade.

Le permetto di prendermi per mano, non mi opporrò alle vertigini affascinanti, seguo la mappa scritta dentro di me, i sacri simboli che scorrono dentro le mie vene, il loro forte richiamo.

Mi lascio guidare dallo stesso impulso che fa nascere le stelle.

Lascio fare alla vita, mi abbandono al suo ritmo, danzo scalza la sua eterna danza, le sue lune e maree dentro di me.

Lascio che accada o non accada, che fluisca o trattenga, lascio che sia ciò che deve essere.

Concedo alla Vita la possibilità di rendermi libera.

Ada Luz Márquez

 

 

Il tesoro

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photo by raica quilici:  http://www.flickr.com/photos/raicaaicar/4326327846/

“ … C’è una cosa che si può trovare in un unico luogo al mondo, é un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza. E il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova ….” Martin Buber

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Siamo noi il compimento della nostra esistenza …. tutto va ricondotto al centro, al nostro interno …

Se ri-troviamo il nostro nucleo più profondo e lo amiamo, lo accettiamo, lo proteggiamo potremmo spingerci verso l’altro liberi da aspettative e proiezioni che inquinano le relazioni ….

Spesso cerchiamo nell’altro la nostra identità, la legittimazione del nostro “essere al mondo” .

Pensiamo che l’altro sia il tesoro agognato per raggiungere la sicurezza, attribuendogli il potere della nostra felicità. Investiamo fatica e tempo in qualcosa di altro da noi per mancanza di fiducia … “io senza di te sono nulla…”

Le nostre risorse vengono nascoste sotto tonnellate di detriti … annaspiamo in continua ricerca di qualcosa che ci possa “salvare” non vedendo che quel qualcosa è nel posto esatto dove ci troviamo …… siamo noi ……

Il mal-essere: ragione sufficiente per il cambiamento?

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“Individuare le dimensioni nascoste del nostro essere èl’unico modo di esaudire le nostre esigenze più profonde” Deepak Chopra

Ci sono momenti della nostra vita in cui facciamo dei bilanci: compleanno, capodanno, matrimonio, nascite  ….

Questi momenti, nella maggior parte dei casi, segnano altrettante tappe che ci spingono a lasciarci alle spalle un periodo e a situarci in rapporto alle proiezioni del passato.

Le domane che più spesso ci poniamo sono: sono diventata/o quella/o che volevo essere? Sono elice? Mi piace vivere in questo modo?

La risposta negativa ad una di queste domande dovrebbe stimolare un desiderio di cambiamento, perché ci porterebbe a constatare che abbiamo in qualche modo fallito nella nostra realizzazione e ci troviamo a vivere atrofizzati nei nostri copioni e ruoli. Eppure, non tutti abbiamo le stesse armi per passare all’azione.

Freud osservava che le persone spesso tengono molto di più alle loro nevrosi che a quello che sono. La nevrosi tutto sommato ci “protegge” dall’esporre al mondo quella parte autentica che ha bisogno di impegno costante per essere curata. Inoltre ci protegge dal prendere una netta posizione nei confronti della Vita seguendo senza mezzi termini quell’élan vital che spinge il nostro andare,contro quello slancio distruttivo che spesso cancella ogni nostro entusiasmo.

Freud identificava nell’essere umano due forze contrapposte: una pulsione di Vita, fatta di elementi dinamici e di desideri che stimolano il cambiamento e una pulsione di Morte, che ci mantiene in uno stato di inerzia oppure crea un movimento all’indietro, alla quale la prima si oppone.

Queste due pulsioni sono collegate alla nostra psiche più primitiva. Fin dalla nascita sappiamo che moriremo questa è l’unica certezza certa. Ma non possiamo vivere con questo pensiero non abbiamo quindi altra scelta che instaurare un compromesso tra queste due forze.

L’equilibrio che si raggiunge è direttamente proporzionale all’energia e alla volontà che si impiega nella “lotta”: se queste sono ben supportate da una buona immagine e fiducia di sé, il risultato porterà ad un’armonia degli opposti che si integreranno in pieni e vuoti seguendo il ritmo dei nostri passi. Se invece le forze che sostengono l’istinto di Vita sono indebolite dai troppi giudizi, svalutazioni, rese, la pulsione distruttiva avrà la meglio, vivremo in uno stato di costante ansia e la sofferenza invaderà il campo.

Va da sé, che da quanto detto sopra, le probabilità di cambiare sono maggiori quando le cose non vanno, o peggio, quando si soffre. In questo caso il cambiamento diventa una sorta di reazione di fronte ad una saturazione che paradossalmente è il vuoto, il caos, la mancanza di direzionalità, quella latente paura della “morte” che è la fine di ogni cosa

Perché il cambiamento abbia inizio non è solo necessario il mal-essere, bensì è di fondamentale importanza mantenere viva la tensione tra ciò che siamo e ciò che non siamo, per dirla con Shakespeare “Essere o non essere”, ossia ciò che accetteremo di essere e ciò che rinunciamo ad essere. Senza questo l’azione non prende corpo e il mal-essere diventa la comoda culla che ci tiene fuori dalle responsabilità.

Sì perché l’Essere necessita di un intimo dialogo con se stessi. Per esistere dobbiamo passare da uno stato di sottomissione, in cui facevamo tutto per essere amati, ad uno stato di azione, di affermazione, di piena presa di responsabilità di noi stessi e quindi di cambiamento.

Essere non è altro che dialogare con la nostra pulsione di vita, accompagnarla, mantenerla e incanalarla verso la sua piena realizzazione.

Essere significa divenire, evolvere in un continuo percorso di crescita.

La questione, a questo punto, diventa chiara, ossia sapere quali sono i nostri specifici desideri, quelli che alimentano la nostra esistenza e da qui ogni passo per uscire dalla zona grigia diventerà più leggero.

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