Mese: aprile 2017

Forte e fragile come la vita

mandorlo in fiore

Vincent Van Gogh – Mandorlo in fiore –

“Mi sono alzato di notte e ho guardato il paesaggio.   Mai, mai la natura mi è parsa così commovente, così delicata…”  Vincent Van Gogh

 Uno slancio verso l’azzurro. Fiori di mandorlo si protendono verso il cielo. Niente altro che il bianco dei  petali e il blu del cielo. Quasi una incarnazione della felicità: forte e fragile come la vita.

Van Gogh, esausto per via del caos interiore e della sua lotta contro la malattia psichica, si concentra sull’essenziale: lo slancio della vita verso l’alto, la trascendenza, il cielo. Sembra aver dipinto il quadro con la testa in alto, senza vedere nulla intorno a sé. Ha allontanato ogni forma di paesaggio per concentrarsi sull’unione tra i fiori e il cielo, il blu e il bianco, il terreno e il celeste…

Nello stesso modo ha tenuto lontano le sue sofferenze per trasmetterci per sempre la sua felicità di fronte ai fiori del mandorlo.

 ….. la natura procura un’armonia per connessione e appartenenza: niente altro che sentirsi vivi in mezzo a tutte le forme della vita, e capire che è una fortuna. Assaporare la gioia elementare di esistere……

“Segui la natura” i filosofi dell’Antichità avevano capito che esiste un legame organico tra la felicità e la natura, capace di portare un soffio vitale anche nelle menti più oscure….

La natura ci aiuta a capire e ad avvicinare la felicità in molti modi. Ci consente un attaccamento sereno e ancestrale al mondo che ci circonda: continuità del ritorno delle stagioni, quasi immutabilità dei paesaggi che amiamo, dei legami armoniosi tra piante e animali. Ci insegna a non aspettare niente di preciso: semplicemente esserci e goderne.

Per gli psicologi evoluzionisti, molti dei nostri comportamenti e dei nostri gusti sono le vestigia dei nostri bisogni animali ancestrali: se gli esseri umani sono così sensibili allo spettacolo di una bella natura è perché vi vedono la promessa di risorse per la loro sopravvivenza, di che mangiare, riposarsi, ripararsi…. Eppure, al di là del piacere che proviamo, si risveglia anche una profonda sensazione di appartenenza a un ordine che ci ingloba e va oltre noi stessi.

Per questa ragione noi non ci limitiamo ad osservare la natura, noi entriamo in connivenza con lei, ci avviciniamo alla nostra realtà più elementare: quella di esseri viventi. Non facciamo altro che immergerci nella natura, tornare a lei. Quando contempliamo un albero in fiore. Quando restiamo assorti a osservare il moto delle onde o delle nuvole…

 ….. tutta la felicità si origina in simili istanti di grazia. Fermarsi, tacere. Vedere, ascoltare, respirare. Ammirare. Accogliere le gioie nascenti. Esercitarsi lentamente a percepirle dovunque esse si trovino……

Flessibilità e adattamento

BAMBU 2

Una delle migliori definizioni dell’intelligenza è proprio “flessibilità”: cioè la capacità di trovare le soluzioni giuste non marciando diritti per la propria strada, ma cercando altri percorsi più fruttuosi. P.Angela

Oggi vorrei nuovamente riflettere sul concetto di flessibilità, già trattato in questo post , soffermandomi, questa volta, sulla “morbidezza” e “fluidità” che la parola flessibilità porta con sé.

Tutto cambia. Cambia il nostro corpo e cambiano le nostre idee, cambia il nostro umore e quello delle persone con cui abbiamo una relazione, cambiano le nostre finanze e i nostri progetti, cambia quello che ci fa soffrire e quello che ci rende felici, cambia la situazione politica, cambia la moda e cambia il tempo, cambiano le nostre amicizie e i nostri amori. Cambia perfino il cambiamento.

In un mondo in cui nulla rimane uguale a se stesso è difficile trovare appigli e certezze e la tecnica per sopravvivere consiste nell’arte di adattarsi ad eventi che di continuo ci sorprendono. Chi si adatta creativamente ha la meglio e sopravvive, chi invece risponde in modo rigido e uguale a condizioni che mutano si estingue.

Basta guarda alla storia dell’evoluzione dove ogni più piccolo particolare del mondo vivente è un inno all’adattabilità.

La flessibilità è una forma di saggezza pratica, un intelligenza che vive nel “qui e ora”, che sa leggere ogni minimo segnale di mutamento, e che, una volta capito quello che sta succedendo, ha la disponibilità e la fluidità necessarie per adattarsi il più velocemente possibile alla nuove condizioni.

Questa saggezza ci aiuta a capire che non possiamo controllare tutto, il controllo totale della nostra vita è un miraggio: ci sono troppi elementi imprevedibili. A voler controllare ogni cosa si diventa matti e si rischia di ottenere l’opposto di quello che si vuole. Spesso è più saggio lasciarsi andare al flusso degli eventi ammorbidendo quelle spigolosità che partono in quarta “lancia in resta “contro quei mulini a vento che ogni tanto troviamo sul nostro cammino. Don Chisciotte “duri e puri” che fanno dell’inflessibilità la loro bandiera.

La flessibilità non è solo una strategia vincente ma una qualità sublime, perché essere flessibili significa essere fluidi adattandosi al divenire anche quando questo ci rema contro. Fluidità intesa secondo il concetto Taoista che ci suggerisce di essere adattabili come l’acqua, che è fluida e si modella alla roccia scorrendovi sopra. Perché questo atteggiamento diventi un modo di vita è necessario che porti con sé la capacità di staccarsi dai vecchi modelli, di vivere pienamente il momento presente insieme all’umiltà di saper ricominciare sempre da capo.

Se siamo in grado di abbandonare le convinzioni cui siamo più affezionati, le idee che tutti condividono, i modelli di pensiero cui dobbiamo la nostra posizione sociale, le abitudini mentali che ci rendono la vita più facile ma ci impigriscono togliendoci vitalità, allora ci possiamo aprire al nuovo, al paradosso, all’assurdo. Questa è la creatività!

Adattarsi alla realtà presente significa anche accettare le frustrazioni senza lasciarsi abbattere, provando invece a considerarle come punti di partenza per nuovi percorsi, sperimentandoci creativamente a trovare nuove forme che possano collocarsi nella situazione che ci troviamo a vivere. Perché “creare – come dice bene la dott.ssa Pamela D’Alisa – non significa solo dar forma a qualcosa di completamente nuovo ma, spesso e volentieri, implica piuttosto un rimaneggiare quello che già c’è o possediamo dandogli un nuovo utilizzo, una nuova collocazione o una nuova impostazione. È questo il principio alla base dell’invito a reinventare se stessi.” (www.giardinaggiointeriore.net )

La capacità di essere flessibili, poi, ha molte ripercussioni sulle nostre relazioni. Per quanta buona volontà, per quanto calore possiamo avere, se troviamo difficoltà ad adattarci al nuovo saremo impegnati con il nostro stress, saremo, quindi, di cattivo umore, seccati, ostili, o travolti da situazioni che non ci aspettavamo con il solo risultato di mancare di quell’energia necessaria per essere al meglio in una relazione. Chi è flessibile riesce a stare con quello che c’è, poco o molto che sia senza aspettative che diventano bisogni esigenti che pretendono di essere soddisfatti.

La flessibiltà passa per la rottura degli schemi di routine che viviamo ogni giorno, significa spogliarsi dalle rigide corazze che apparentemente ci proteggono dalle folate di vento per diventare come le canne del bambù che danzano con il vento. Fuor di metafora vuol dire accantonare quella rigidità di pensiero e comportamento che crediamo ci difenda dall’inatteso, per accogliere il nuovo che avanza con serenità e fiducia in se stessi.

La flessibilità è apertura non solo verso gli altri o le situazioni che ci capitano, ma anche verso se stessi, è aprire la porta all’imprevedibile che vive in noi lasciando che trovi il suo spazio.

Flessibilità, infine, non vuol dire arrendersi bensì omaggiare l’intelligenza della nostra pulsione di vita che saprà sempre come trovare nuovi modi per esprimersi.

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili quando nascono, duri e rigidi quando muoiono. Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili quando sono in vita, secchi e rigidi quando sono morti. Perciò il duro e il rigido sono compagni della morte, il morbido e il flessibile sono compagni della vita. Un combattente che non sa arretrare non può vincere; un albero incapace di piegarsi si spezza. La rigidità e la forza sono inferiori, la flessibilità e la morbidezza superiori”. Lao Tzu

In parte liberamente tratto da: P.Ferrucci – La forza della gentilezza – Ed.Mondadori
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