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Riprendi in mano la tua vita

BARCHETTE IN MANO

“Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale.” Karl Barth

Quante volte ci troviamo catapultati in situazioni che non volevamo?

Quante volte accade qualcosa che non ci sentiamo pronti ad affrontare?

A tutti capita di sentirsi in balia degli eventi, incapaci di uscire da una spirale di negatività che ci trascina e ci fa sentire impotenti.

Vorremmo riprendere il controllo della nostra vita, cambiare direzione ma spesso travolti al caos non sappiamo da dove iniziare.

Ecco 7 suggerimenti (Fonte: www.blessyou.me) per riscrivere il copione della nostra vita  ed esserne finalmente il protagonista.

  1. ASCOLTATI. Ascolta il dolore, l’ansia lo stress, la stanchezza. Cosa ti stanno comunicando? Quale è l’area della tua vita che sta boccheggiando, desidera aria fresca e ha sete di cambiamento? Accettare e ascoltare le emozioni negative richiede molto coraggio ma è la porta per la vera felicità. Cosa è che ti fa battere il cuore? Smetti di liquidare quel sogno, quel desiderio con la logica della paura che ripete incessantemente che “non si può-non è il momento-non ha senso-sarà troppo difficile-ma se poi…”. Ascolta il tuo istinto, rinnova le aree della tua vita, che non rispondono più ai tuoi desideri più profondi. Osa sognare e permettiti di vivere i tuoi desideri e le tue passioni.
  2. DIVENTA PADRONE DELLA TUA MENTE. Sono i pensieri che attraversano la nostra mente e creano la realtà che ci circonda. Il modo in cui pensi a te stesso plasma l’immagine che hai di te. Quando ti capita di avere pensieri negativi domandati se ti appartengono o sono frutto di condizionamenti del passato e di giudizi esterni a te stesso. Chiediti in che modo possono esserti utili. Se non lo sono, lasciali scivolare via e sostituiscili con altri che arricchiscano la tua vita. I pensieri governano le tue azioni e le tue reazioni ad ogni evento. E’ qui che risiede la chiave di volta. Padroneggia i tuoi pensieri, scegli con cosa nutrire la tua mente e diventerai padrone della tua vita.
  3. IMPARA A LASCIARE ANDARE. Oggi è il primo girono della tua vita. Ieri è già andato e domani, credimi, non arriverà prima di domani. Oggi, ora, adesso è l’unico momento su cui hai potere. Per quanto doloroso sia stato il tuo passato, per quanti sbagli credi di avere commesso, per tutte le cose che sarebbero potute andare diversamene, ormai sono andate. Vuoi cambiare qualcosa? Fai ora, adesso, qualcosa di diverso. Lascia andare il senso di colpa, la rabbia, il dolore, la tristezza e prima di lasciarli andare domanda loro cosa ti hanno voluto insegnare di utile per rendere diverso, migliore il tuo oggi.
  4. ALLENA L’ASSERTIVITA’. Meriti di dire “Sì” quando vuoi dire “sì” e “No” quando senti che quella determinata richiesta non è in linea con te stesso e non è giusta per te in quel momento. Non c’è niente da guadagnare ma tutto da perdere a lasciare che siano gli altri a decidere per te. Essere assertivi significa avere il coraggio di essere ed esprimere se stessi e ti permette di evitare la trappola del “se avessi fatto/detto, se fossi stato diverso…”. Che senso ha cercare di essere diverso da ciò che sei nel profondo?
  5. APPREZZA E GODI DELLE PICCOLE COSE DI OGNI GIORNO. Ormai numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato come esprimere gratitudine aumenti stabilmente il nostro livello della felicità. Un modo per riconoscere quelle cose che ci rendono grati della vita è godere del momento che stiamo vivendo ora. Stai mangiando? Gusta ogni boccone, assaporalo. Nota come questo cambi il semplice atto di mangiare. Stai chiacchierando con un amico/amica? Ascoltato apertamente, sospendi il giudizio e fai domande. Goditi la conversazione, le risate, i silenzi.
  6. RIDI, SORRIDI, GIOCA. Diceva Nietzsche “non si può ridere di tutto e tutti ma ci si può provare” Inizia da te stesso, guarda al lato comico dei problemi e delle difficoltà che incontri. Riuscirai a creare il distacco necessario per vederle da altre angolazioni. Ridi delle tue paure è uno dei migliori modi per affrontarle con coraggio. Sorridi. Non per convenzione o convenienza. Sorridi perché non c’è niente di più bello che poterlo fare. Entra in un bar la mattina e senti come cambia il tuo stato d’animo e l’atmosfera intorno a te regalando un sorriso sincero. Gioca. Torna bambino, scherza. Prova ad affrontare un compito noioso come se fosse un gioco divertente. Ti aiuterà a focalizzarti sugli aspetti piacevoli che non avevi minimamente considerato, stimolerà la tua creatività e ti aprirà a nuovi punti di vista.
  7. SCEGLI IL BICCHIERE MEZZO PIENO. La vita è piena di sfide. Affrontarle con sano ottimismo significa rivolgere la propria attenzione alle possibilità racchiuse dentro le difficoltà. Ricordati che dietro ogni vincolo c’è sempre un’opportunità, che ogni crisi può essere un’occasione e che il dolore porta sempre con sé il seme di una meravigliosa rinascita. Tocca a te scegliere se raccoglierlo!

Allora , tu che mi leggi, sei pronto per riappropriarti della tua vita?

E poi arriva il mattino a raccontarci come si fa, ogni volta, a ricominciare. (Cit.)

 

Linfa nuova per i nostri obiettivi

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Fissare degli obiettivi è il primo passo per trasformare l’invisibile in visibile.
Anthony Robbins

Se non sappiamo dove stiamo andando, non possiamo certo perderci ma è anche evidente che non arriveremo mai.

Non avere uno scopo nella vita significa soprattutto essere incapaci di decidere fra le mille opportunità che ci vengono offerte, finendo per prendere ciò che capita a portata di mano, senza però attribuire un particolare significato alla cosa perché non si riesce ad inserirla in uno schema personale.

In altre parole quello che finiamo per fare non proviene dalla nostra motivazione interna, quel motore che ci spinge ad agire a prescindere dalla meta, che pompa il sangue nelle nostre vene dandoci l’inebriante sensazione di vivere pienamente. Bensì proviene da quella che possiamo chiamare motivazione esterna, ossia la spinta all’azione per raggiungere un determinato obiettivo che ci fa raggiungere un certo risultato che non smuove però la potenza propulsiva del nostro motore interno.

Talvolta poi, specialmente se la nostra motivazione nel raggiungere uno scopo è del secondo tipo, attraversiamo periodi in cui siamo stanchi di tutto quello che facciamo, in cui nulla riesce a catturare il nostro interesse: la professione ci annoia, la vita privata è monotona e ci sembra che il futuro non abbia nulla in serbo per noi.

E’ come se avessimo inserito il pilota automatico, tutto diventa meccanico e cala il gusto per ogni nuova sfida.

Questa difficoltà interiore a muoversi a lungo andare comparirà anche in visibili segni esteriori: ci si lascia andare, ci si preoccupa meno del nostro aspetto, si diventa più stressati nel ripetere costantemente le stesse cose. Tutti questi sono campanelli d’allarme da non sottovalutare, sappiamo quanto può essere pericolosa la china discendente per il nostro benessere psico-fisico…..

E’ ora d’immettere nuova linfa! E’ venuto il momento di reinventare la nostra vita! Occorre trovare nuovi interessi, darsi nuovi obiettivi.

Attorno a noi la vita muta costantemente e, se non andiamo di pari passo con questi mutamenti, un giorno o l’altro, ci troveremo costretti a prendere in fretta decisioni che non avevamo mai vuoto nemmeno considerare.

D’altra parte c’è chi potrebbe obiettare a questa azione di forza per trovare nuovi scopi proponendo l’attesa, invece di prefiggersi degli obiettivi e provocare intenzionalmente un mutamento,  aspettando che il cambiamento maturi spontaneamente.

Certo si può sperare che, cambiando le circostanze, la situazione migliori da sola e su questo non c’è nulla da dire, almeno finchè si è soddisfatti di come vanno le cose.

Se però si continua ad essere scontenti e insoddisfatti, aspettare i cambiamenti invece di provocarli in prima persona è una strategia frustrante e snervante che non porta a nulla se non ad aumentare progressivamente la sfiducia in noi stessi e nelle nostre capacità.

E in ogni caso, fino a quando si può aspettare? Se non ci poniamo una scadenza precisa da rispettare l’attesa può rivelarsi una scusa per l’inattività.

Perseguire nuovi obiettivi, siano essi grandi o piccoli, spesso può essere più semplice di quanto si crede e pure divertente se attiviamo quella parte giocosa e libera sempre pronta a nuove scoperte ed esplorazioni.

Proviamo a scoprire che cosa è che ci rende quella persona unica che siamo e riconsideriamo le priorità che ci siamo posti; cambiamole, generiamo nuove idee e proviamo ad allargare il nostro orizzonte, può anche essere che troviamo il paesaggio dei nostri sogni ….. perché no?

Non sei mai troppo vecchio per fissare un altro obiettivo o per sognare qualcosa di nuovo. C.S. Lewis

Consapevoli di sè

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“Non era affatto debole, era straordinariamente fragile e potente come tutte le persone forti e profonde.” M.Mazzantini

Dopo il week end di formazione per Agevolatori nel Metodo Mandala-Evolutivo® in cui abbiamo lavorato ed esplorato la nostra “Ombra” e la nostra “Luce” penso che questa ulteriore riflessione sulla consapevolezza di sé ci stia come “il cacio sui maccheroni”.

Quando una persona assume la piena responsabilità di sé non ha più bisogno di servirsi della proiezione, agisce partendo da sé e dal riconoscimento delle proprie emozioni e bisogni.

Quando si diventa pienamente consapevoli non si è più vittime. Riconoscere di non essere più vittime comporta la perdita dell’illusione di onnipotenza: tutto gira intorno a me e se non gira è perché sono gli altri che non mi vedono. Illusione a cui ci siamo aggrappati per sopravvivere.

Tuttavia, per diventare responsabili di se stessi bisogno accettare la propria solitudine. Se, al contrario, vivremo con la costante paura di essere abbandonati, non vivremo e non potremo essere realmente responsabili di noi stessi. Vivremo, invece, in funzione degli altri, compiacendoli, odiandoli, rifiutandoli e soprattutto, purtroppo, dando loro il potere sule nostre emozioni.

Per riprendere in mano il potere sulle nostre emozioni, occorre riconoscere in noi le nostre parti fragili accettandole per poterle integrare. E’ necessario avere il coraggio di stare davanti a quegli aspetti della nostra personalità che preferiamo non vedere, non riconoscere come nostri. E’ necessario avere il coraggio di stare davanti a quei sentimenti ed emozioni di cui abbiamo paura, che ci procurano sofferenza, che ci creano problemi. L’obiettivo di tutto questo è il riconoscimento dei nostri piani, fisico, emotivo e mentale che solo integrati possono portarci a vivere una vita piena.

Per imparare ad amare, dobbiamo prima imparare a volere bene a noi stessi senza volerci separare da alcuna nostra parte. Il non riconoscere, il non vedere, il non ascoltare, proiettare e separare sono meccanismi che partono dalle nostre antiche ferite e che ripetuti coattivamente non fanno altro che convalidare quell’antico pensiero di non essere degni di amore.

Se non diventiamo consapevoli, ci comporteremo tutta la vita secondo il modo in cui abbiamo interiorizzato il nostro vissuto infantile e questo con il tempo diventa blocco, complesso, paura,tensione che limita la nostra esistenza, che spezza, separa la nostra personalità, impedendo il libero fluire dell’energia, del calore.

Queste parti rifiutate e non amate, poi, nel tempo, si ribellano e si trasformano in draghi.

Tutto quello che dentro e fuori di noi sentiamo come minaccioso è, in realtà, qualcosa che vuole essere riconosciuto e amato.

Essere consapevoli significa anche essere responsabili delle proprie emozioni, di quello che proviamo e non solo di ciò che facciamo.

Siamo abituati ad essere responsabili del lavoro, dei comportamenti pratici, meno per quello che sentiamo; tuttavia diventare responsabili delle proprie emozioni vuol dire diventare liberi, liberi di provare quello che desideriamo, liberi dagli altri.

In questo modo non ci sarà più alcuno a cui dare la colpa dei nostri conflitti. Ognuno di noi deciderà chi essere, che cosa provare, che cosa sentire dentro di sé, che cosa scegliere. Pienamente responsabile, pienamente consapevole.

E se non ci piaceranno le nostre reazioni emotive di fronte ad una determinata persona, in una determinata circostanza, saremo chiamati a far qualcosa per rispetto a noi stessi: scomparirà la paura e saremo liberi di chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.

Non gettare sugli altri la tua responsabilità; è questo che ti mantiene infelice. Assumiti la piena responsabilità. Ricorda sempre: “Io sono responsabile della mia vita. Nessun altro è responsabile; pertanto, se sono infelice, devo scrutare nella mia consapevolezza: qualcosa in me non va, ecco perché creo infelicità tutt’intorno a me”. Osho

 

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liberamente tratto da: V.Albisetti “I sogni dell’anima”

Sentirsi nei luoghi sbagliati

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foto di:  https://bit.ly/2zodjmf

È il punto di vista che FA la cosa.
Ferdinand de Saussure

Nella vita tutti noi abbiamo ricevuto un rifiuto, ci siamo sentiti dire di No rispetto a qualcosa o a qualcuno a cui tenevamo moltissimo.

La cosa importante perché questo “rifiuto” non ci faccia sentire sbagliati è ricordare che siamo noi a dare significato a quello che ci succede, sia nel bene ma anche e soprattutto quando le cose non vanno come vorremmo.

Anche qui l’esercizio è provare a cambiare prospettiva. Pensiamo che ogni momentaneo “No” che ci viene detto dalla vita, non significa rifiuto bensì occasione per qualcosa di altro.

Se proviamo a mettere insieme acqua e olio, l’acqua respinge l’olio quando si separa da esso? Le due estremità positive di un magnete non si respingono a vicenda? No. E’ solo un dato di fatto che non si combinano. Non è niente di personale, semplicemente non si possono adattare l’una all’altra.

E proprio come il magnete o l’olio ci sono situazioni o persone che non si adattano a noi, ma non è qualcosa di personale, semplicemente non siamo compatibili.

La sofferenza del sentirsi sbagliati nasce perché prendiamo tutto come se fosse rivolto contro di noi per punirci, farci male, per ferirci.

In realtà niente e nessuno ci respinge, gli unici siamo noi stessi che vogliamo a tutti i costi che le cose funzionino come pensiamo debbano funzionare.

Per cui se basiamo la nostra storia del non sentirci degni sul fatto che ci hanno detto di “no, in realtà questo è l’unico vero modo per essere respinti.

In fondo sta a noi la scelta e questo bisogna che ce lo ricordiamo bene!

Quando mettiamo sullo stesso piano desiderio ed emozione, quello che scopriamo può essere doloroso ma la sofferenza dipende poi dalla storia che ci raccontiamo.

Spesso il rifiuto, provando sempre a vedere da un’altra prospettiva, può essere una sorta di protezione che ci offre l’Universo. Non siamo rifiutati, bensì messi di nuovo in corsa, perché siamo l’olio e non possiamo mescolarci con l’acqua. Il “No” in realtà è un “Si” a qualcosa di altro, è come se ci fosse mostrata un’altra strada perché quella in cui eravamo non era per noi.

Ognuno di noi ha una mission nella vita e spesso pensiamo di aver imboccato la strada giusta, ma in realtà i “no” e i rifiuti che riceviamo ci stanno dicendo che quel percorso era solo un abbaglio e ci invitano a cambiare direzione.

Per accogliere tutto questo è necessario essere molto onesti con noi stessi, calandoci nella nostra parte più profonda pere ascoltare quella parte saggia che sa.

Relazionarsi al mondo è un viaggio alla scoperta di sé, confidando nella vita stessa come guida nel nostro viaggiare.

Se ci affidiamo un po’ di più alla nostra intuizione possiamo davvero confidare in ciò che la vita ci riserva come una mappa per trovare chi siamo, per trovare chi può procedere al nostro passo, per trovare la condizione che più si addice al nostro evolvere.

La nostra crescita in realtà non può essere fermata da niente, ma solo rimandata e i tempi li decidiamo noi.

E’ un attività che ci occupa ventiquattro ore su ventiquattro, anche quando apparentemente non sembra, è impegnativa, faticosa, ma la più arricchente che si possa fare.

Proviamo quindi a vedere il mondo con occhi nuovi, trovando il punto di equilibrio dentro di noi e ricordandoci del nostro scopo.

A volte, spesso, andiamo alla ricerca di cose giuste nei posti sbagliati; non è la fine del mondo nel momento in cui ce ne rendiamo conto è sempre possibile cambiare strada.

Quello che conta veramente è dentro di noi, ce lo portiamo appresso e possiamo sempre ritornarci; è nel momento in cui cominciamo ad amare veramente noi stessi che possiamo iniziare ad agire. E molte volte dobbiamo passare attraverso l’oscurità per poter trovare la luce all’interno.

Quando siamo distratti da tutte le luci esterne del mondo è facile non essere in grado di vedere la nostra luce.

Ma quando ci troviamo nel luogo più buio, nel luogo sbagliato, quello è il momento in cui siamo costretti ad evolverci, a brillare o spegnerci definitivamente.

Il “no” è un momento di buio. Il sentirsi negare una strada, una possibilità, una richiesta, una relazione spesso spegne la nostra luce.

Ricordiamoci allora che in quel momento siamo al buio non per punizione o perché non siamo meritevoli, siamo al buio in modo che non ci resta altra scelta che cambiare.

Ogni “no” che riceviamo dalla vita è un “si” alla nostra vita!

liberamente tratto da:

B.Pozzo “La vita che sei” Ed.BUR

Non possiamo mai sapere

compassione

La compassione non è una relazione tra il guaritore ed il ferito. E’ un rapporto tra eguali. Solo quando conosciamo la nostra stessa oscurità possiamo essere presenti nel buio degli altri. La compassione diventa reale quando riconosciamo la nostra comune umanità.
Pema Chödrö

Il mondo, se lo vediamo bene, è un luogo bellissimo.

E’ vero, la vita spesso è molto difficile, l’essere umano è capace di violenza e atrocità, ma il mondo continua ad essere un posto bellissimo anche e nonostante noi.

Per questo vietiamo al dolore di portarci rancore.

Vietiamo all’amarezza di prevalere sulla dolcezza.

Cerchiamo di essere morbidi e accoglienti.

Vietiamo al mondo di indurirci!

Se potessimo veramente vedere nel cuore degli altri, se potessimo per un istante osservare il mondo attraverso i loro occhi, se mettessimo per un attimo veramente i loro panni, cosa vedremmo?

Se fossero visibili a occhio nudo le cicatrici dell’anima, se per strada potessimo vedere i segni che hanno lasciato i fallimenti, le malattie, il dolore, i torti subiti, le prove affrontate, i cuori spezzati, le perdite, le lacrime versate, cosa succederebbe?

Se potessimo vedere quello che vedono gli altri ….

Se potessimo sentire quello che sentono gli altri ….

Se potessimo provare quello che provano gli altri li tratteremmo forse diversamente?

E poi apprezzeremmo forse di più la nostra vita?

Possiamo essere sì diversi, ma i nostri cuori battono nello stesso modo, vibrano negli stessi sogni, nutrono le stesse speranze e piangono per gli stessi dolori.

Forse potremmo smettere di giudicare con facilità. E’ difficile sapere il motivo che si nasconde dietro un comportamento che non ci piace.

C’è un rimedio abbastanza facile per i giudizi affilati che spesso accompagnano il nostro disappunto verso  gli altri e consiste in una semplice frase. “non si sa mai”.

Proviamo ad usarlo prima di saltare alle conclusioni emettendo una sentenza svalutativa e giudicante in presenza di un comportamento che non vorremmo fosse così.

Dietro ad ogni azione c’è una storia.

Quante volte anche noi abbiamo tenuto dentro il nostro dolore nascondendolo pensando Se solo gli altri sapessero…”.

Infatti non si può mai sapere ……

Ecco perché sarebbe buona cosa avere compassione.

Compassione letteralmente significa “soffrire con”, vuol dire partecipazione al sentire degli altri apertura del cuore che accoglie con rispetto e comprensione l’esistenza di qualsiasi essere vivente.

Questo non significa giustificare qualsiasi gesto, né subire le angherie di chi ci sta di fronte o sottomettersi al malo modo di chi troviamo durante il nostro cammino. Se qualcuno ci fa star male è assolutamente “sano” e doveroso proteggersi e rispondere con assertività alle invasioni di campo.

Non si tratta quindi di “buonismo”  parola sfruttata e declinata in tutte quelle forme che vanno dal compiacimento alla piaggeria; molto spesso si tende a criticare ad oltranza a non accettare nulla che non sua gradevole per noi, si tende a sputare sentenze che come unico effetto rendono il nostro cuore spigoloso, la mente chiusa e l’anima bloccata tra le mura dei nostri pregiudizi.

Tutto ciò serve a poco.

Compassione è ricordarsi sempre che “non si sa mai”.

Non possiamo sapere se a quella persona scortese è stata appena fatta una diagnosi che potrebbe mettere a rischio tutto quello che ha.

Non possiamo sapere se quella persona scostante si sveglia ogni mattina pensando di non farcela e crede che chiunque altro al mondo sia migliore di lei.

Non possiamo sapere se il suo spirito bambino è stato spezzato da cose indicibili.

Non possiamo sapere se ha appena perso una persona cara.

Non possiamo sapere se per lei è una giornata particolarmente dura.

Non possiamo sapere se è sempre spaventata e resiste stringendo i denti.

Non possiamo sapere! Possiamo avere compassione!

La compassione è molto diversa dalla pietà.

La pietà è un atteggiamento mentale che provoca il distacco da chi soffre.

La compassione è molto più profonda e nobile della pietà.

La pietà ha le sue radici nella paura e porta in sé un senso di arroganza e condiscendenza, alle volte anche una compiaciuta sensazione del tipo: “Meno male che non è capitato a me”.

 “Quando la tua paura tocca il dolore di qualcuno, diventa pietà; quando è il tuo amore a toccare il dolore di qualcuno, diventa compassione”. Stephen Levine

Praticare la compassione significa essere consapevoli che tutti gli esseri sono uguali e soffrono nello stesso modo, onorare tutti coloro che soffrono e sapere che non siamo né separati da alcuno, né superiori ad alcuno.

Non possiamo sapere che lotta si stia svolgendo laggiù dove lo spirito incontra il corpo nel suo strato più profondo e originario.

Sulla strada della compassione, ognuno fa la sua, di strada.

Ricordandoci che per ognuno di noi ci sono giorni migliori e giorni peggiori.

Sulla strada per la compassione si va incontro alla vita con Amore; la vita che ci è stata data per un motivo ben preciso, perché sia vissuta tutta pienamente.

Una vita in cui non siamo soli. Ci sono altri che hanno cuore e occhi come noi. Che hanno un cuore come noi. E per ciascuno di loro, proprio come per noi, c’è una storia, un dolore, un amore vissuto, un amore perduto, un motivo di gioia, un mare di lacrime da piangere, un sogno da realizzare, una paura che paralizza, una luce che si accende.

Comprendere e non trarre conclusioni è un monumentale atto d’Amore.

“La grande compassione penetra fin nel midollo delle ossa. E’ il sostegno di tutti gli esseri viventi. Come l’amore del genitore per il suo unico figlio, la tenerezza del compassionevole pervade ogni cosa.” Nagarjuna

 

 

liberamente tratto da:

B.Pozzo – La vita che sei – ED.BUR

 

Rituali che fanno l’ordinario stra-ordinario

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“La mancanza di rituali nella società moderna è tale che ne risultiamo impoveriti” J.L.Larsen

Una piccola riflessione per riallacciarmi a ciò che dicevamo ieri con le mie allieve del corso di formazione per agevolatori nel Metodo Mandala-Evolutivo®, a volte ci vuole proprio poco per riaprire il nostro circuito del piacere e godere appieno con tutti noi stessi della “meravigliosità” dell’essere VIVI! Trova il tuo rituale, un momento prezioso in presenza di te.

Tutto quello che abbiamo nella nostra vita è sotto i nostri occhi. Il modo migliore per vivere bene è imparare ad enfatizzare l’ordinario, come se lo si ponesse sotto una lente di ingrandimento, creando piccoli rituali mano mano che trascorre la giornata.

Il ben-essere ha il suo fondamento nel non dare mai nulla per scontato, partecipando di tutte le gioie dei sensi a nostra disposizione, nel momento in cui gli avvenimenti accadono.

Trascorrere la vita come se fosse un lungo promemoria di impegni, lavorando ad ogni cosa così duramente da esserne alla fine esausti ed esauriti è veramente frustrante.

La maggior parte delle persone stenta a godersi sul serio una cena tra amici perché sono così occupate a “fare” da non “essere e stare” in quello che stanno vivendo.

Noi abbiamo la facoltà di scegliere quale atteggiamento assumere quotidianamente, potremmo sorprenderci a trarre piacere ad ogni piè sospinto. Quando riusciremo ad accogliere gioiosamente la vita di scelta in scelta, di dettaglio in dettaglio, consapevoli di quanto gioia possiamo ricavare vivendo “in presenza” ogni esperienza umana, allora staremo vivendo bene. Non importa quanto “ordinaria” sia, ogni cosa ha la sua importanza!

Scegliamo allora di cogliere l’occasione per inventarci piccole cerimonie non affrettando le cose, lasciando che l’esperienza si dipani spontaneamente.

Ovunque siamo, qualunque sia l’esperienza che stiamo vivendo, concentriamoci completamente, diventiamo quell’esperienza. In questa attenta consapevolezza al momento presente, ridesteremo i sensi: i suoni saranno più armoniosi, i colori più vibranti, gli odori più stuzzicanti e il gusto ne sarà esaltato.

Decidiamo consapevolmente, ad esempio, di trasformare in un piccolo rituale il semplice gesto di lavarci le mani, magari con una saponetta speciale.

Proviamo a fare una lista su come apprezzare i piccoli piaceri intorno a noi, scegliendo di rendere straordinario, assaporandone ogni istante, un momento che altrimenti entrerebbe nella routine giornaliera di gesti fatti per abitudine.

  • Una doccia fredda in un pomeriggio caldo e umido
  • Rimettere ordine nel portafoglio scoprendo magari un biglietto con una frase appuntata e creduta persa.
  • Prendere una strada secondaria, per il troppo traffico e accorgersi di scoprire un mondo nuovo
  • Uscire sul balcone dopo cena, non solo d’estate, e sedersi per guardare la luna e le stelle
  • Andare in un posto piacevole e iniziare a leggere un nuovo libro del nostro autore preferito
  • La prossima volta che si mette a piovere improvvisamente, indossare gli stivali di gomma e uscire a caccia di un arcobaleno
  • Innaffiare le piante aspirandone il profumo
  • Sedersi alla scrivania, scegliere un bel biglietto e scrivere una lettera “d’amore” a nostro figlio/a lontano invece della solita mail
  • Disfare la borsa della spesa godendoci il rituale di mettere ogni cosa a suo posto pensando come combinare gli ingredienti per un nuovo piatto
  • Preparare un bel pacchetto per un regalo speciale pensando alla persona a cui lo darete
  • Prepariamoci una tazza di Tè curando i dettagli e poi sediamoci assaporandone lentamente l’aroma
  • Risistemare gli oggetti sulla scrivania lasciando il posto per un fiore

Molti piaceri non costano quasi nulla ma potrebbero cambiare le nostre giornate. Impariamo a sorprenderci con poco, consapevoli della ricchezza di ciò che proviamo mettendo attenzione in quello che facciamo.

Tutti i dettagli che compongono una vita ricca, ricca e piena sono qui davanti a noi proprio ora. Quando ce ne dimentichiamo e ci lasciamo prendere dalla frenesia, fermiamoci: lasciamoci cadere sul letto, sul divano o su una poltrona e respiriamo profondamente contando fino a dieci. Poi, rimettiamoci in moto, innestiamo la marcia ma con mente più limpida e spirito più ricettivo. Scegliamo di celebrare delle semplici cerimonie per ricordarci sempre quanto è MERAVIGLIOSA la VITA!

Di seguito un’immagine tratta dal libro di Valentina Harper “La magia dei colori Ispirazioni” Ed Armenia, puoi salvarla sul tuo pc e stamparla, magari ingrandendola, scegliere di fare una pausa  nella tua giornata per perderti tra i colori  rendendo così stra-ordinario un momento del tuo tempo ….. cuoricino

ELEFANTE DA COLORARE

 

” Sulla durata della tua vita non puoi farci nulla, ma puoi fare qualcosa per darle spessore e profondità” E.Esar

Recupera ciò che è tuo

RECUPERA CIò CHE è TUO

«Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario». Steve Jobs

…. Vibra nel tuo sentire, ascoltati di più, come una corda tesa, morbidamente tesa… fatti portare dove tu sai in ogni istante, senza tenere in mano nessuna briglia …

Riporta a casa la tua natura, se l’hai venduta puoi ricomprarla, se l’hai affittata portala via da quell’inquilino che vive in te ma che non sei tu ….

Viaggia lontano dall’abitudine, non puoi aiutarti a ri-trovare quello che giace da risvegliare … rompi uno schema … lasciati andare ….

Tutto quello che sei stata e che hai dimenticato, tutte le prove che hai giocato nella vita, interessi abbandonati e talenti sotterrati sono qui per te.

Accogli quello che sei stata, anche se lo hai lasciato chissà dove è ancora te, se tu vuoi.

Non gettare via tutto il passato, lasciati alle spalle tutto quanto ora è scaduto, ma tra i tuoi talenti c’è un filo rosso che puoi ora tirare per scoprire cosa c’è.

Se hai smesso di dipingere, di scrivere o cantare …. Se non danzi più da tempo o non ricordi come si fa una cosa che tu amavi un tempo …. dai … E’ ora di ricordare e di raccogliere quello che ancora ti risuona dentro. Avrà in sé un suono, non chiederti perché, prova a riattivarlo …..

E’ bello sapere che ogni sfumatura è parte di vita.

Hai tagliato tutto quello che non ti serve più … se qualcosa riemerge dal tuo mare e se lo senti che ancora risuonare dentro di te … quello non tagliarlo, non buttarlo via…

E’ bello riscoprire un vecchio album disegnato, una canzone che a lungo avevi ricantato, quella melodia danzata notte e giorno allora ….

La tua forza è in quella musica che ti fa piangere, perché no? In quella canzone che risveglia la tua voglia, la tua sensualità persa da tempo e poi ritrovata, il bisogno spasmodico di afferrare la consistenza di quello che provi. Di tenerla stretta tra le mani e di non lasciarla fuggire.

La tua forza è in queste tue lacrime e nella tua risata che scuote tutto l’universo con te. Mentre piangi, mentre ridi, vivi tutto con intensità. E porti in questo tuo presente le tracce del passato, di quello più vicino ma anche di quello più lontano, non per rifugiarti in una nicchia finta ma per portare qui e ora quello che ancora ti appartiene.

Rimani nel tuo sentire e vivi ogni tuo tormento e ogni tua eccitazione come parti VIVE di te …

Ogni lacrima si porta via strati di ghiaccio, ogni tua risata ti rifrulla tutto e ti riporta in vita oltre il ghiaccio che ancora ti è restato attaccato addosso.

Riprendi la tua forza e rimani nella delicatezza del tuo sentire …..

 

 

Liberamente tratto da:

S.Garavaglia – “365 pensieri per l’anima” – Ed.tecniche nuove

Il bene di vivere

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“Tu crei le tue opportunità dalle stesse materie prime

da cui altre persone creano le proprie sconfitte …” F.Vargas

Una volta trasportavo il mio aratro e camminavo. Eliminavo le tracce di sentieri che avevano una fine, mentre ora apro sentieri lunghi come l’aria e la terra, trasformando i miei passi in amici.

Le macerie non sono più i miei intercessori.

Gli elogi funebri erano i miei modelli, annientavo e attendevo chi mi avrebbe annientato.

Ero dispersa, non c’era  nulla che si univa a me. Dove ero stata? Quale luce piangeva sotto le mie ciglia? Dove ero stata? Come potevo fare vedere la mia anima agli altri?

Avevo bisogno di una scossa fuori dall’ordinaria percezione, un elettroshock dell’anima che aprisse il mio mondo interiore per farmi ritrovare la via di casa.

Ho ripreso in mano il timone: anni di dolore e sofferenza, di cadute e risalite, di luce e impenetrabile buio per arrivare ad essere ME STESSA e non più un animale impaurito ossessionato solo alla sopravvivenza e alla fuga.

Ora cerco ogni giorno la meraviglia, lo stupore, l’incanto, la nascita, la bellezza portata dall’entusiasmo e dalla passione  per il “bene di vivere”.

Ogni giorno mi piace imparare cose nuove , sensi attenti pronti a recepire tutto, sono affamata di vita.

Ascoltare, guardare, andare alla radice delle cose. Semplificare lo sguardo per distillare e pulire i pensieri dalle scorie di antiche fissazioni.

Ho scoperto il lato buono della vita che a volte può anche confondersi con quello più difficile e periglioso.

Mi sono lasciata andare al suo flusso, nuotando non più controcorrente ma seguendo il saggio alternarsi delle maree, abbandonandomi al loro dolce movimento.

E via via tutto si è acquietato, il respiro ampio e regolare ha trasformato il subbuglio del mio cuore in un suono piacevole che ha segnato i miei passi verso nuovi sentieri. L’importanza di arrivare ha lasciato il posto al godere di ogni momento, anche se questo allunga il tempo e rallenta il cammino.

Il mio bene di vivere è l’aver ritrovato la fiducia delle mie capacità di fronteggiare tutto ciò che troverò lungo la mia strada. Curiosa e aperta verso ogni esperienza come un esploratore, entusiasta per ogni nuova scoperta.

Accettare i pieni e ascoltandomi nei vuoti seguendone il ritmo ….

Inspirare profondamente tutto quello che la vita pone sul mio cammino, perle di una collana chiamata esperienza …

Espirare lentamente trasformando le esperienze in capolavori …. I miei capolavori ….

“ la vita non è che la continua meraviglia di esistere ….” R.Tagore

Buon 2018 ….

buon anno 1

Photo by Cristian Escobar on Unsplash

Semplificare è la parola d’ordine; semplificare la nostra vita, semplificare i nostri pensieri, semplificare le nostre azioni .

Semplificando non diventeremo più superficiali, ma getteremo le zavorre che ci appesantiscono il pensiero e quindi anche l’esistenza, facendoci diventare più profondi.

Sappiamo riconoscere la felicità quando si presenta? Il profumo dei fiori, una notte stellata, l’affetto di chi ci vuole bene sembrano non bastarci mai. Se solo cercassimo di apprezzare un tramonto o il cando diun usignolo ci riterremmo delle anime belle e avremmo paura di essere considerate delle anime belle, sinonimo di ingenuità e semplicità.

E’ normale avere questo atteggiamento disilluso? E’ giusto essere diventati così cinici da guardare con biasimo chi ha il sorriso stampato in volto e dice di essere contento?

Spesso molti di noi esistono ma non vivono realmente perché non sanno gioire per le “piccole cose”, perché queste “piccole cose” non ci parlano più al cuore.

La vita ci dona continuamente motivi per essere felici. Proviamo a pensare al nuovo giorno che comincia, all’affetto di chi ci ama, alla possibilità di conoscere nuove persone, alla bellezza della natura, al cielo stellato, ad un’amicizia sincera. Ogni giorno è un nuovo e prezioso regalo. Ce ne rendiamo conto?

Sembrano non bastarci mai argomentazioni come queste perché spesso il nostro cuore si è chiuso alla meraviglia, alla passione e abbiamo bisogno di argomentazioni contorte per capire quanta felicità può esserci nella nostra vita.

Qualcuno vedendoci felici sospetta e dice :” Sei realmente felice o ti accontenti della tua condizione per non soffrire?”.

Non c’è mai fine al pessimismo e alle bizzarre possibilità che si dà l’uomo per essere infelice!!!

Spesso la nostra sofferenza deriva dal fatto che non vediamo la natura reale delle cose. Cominciare a vedere le cose per quello che sono, e non per come vorremmo che fossero, è uno dei segreti per raggiungere la felicità.

Chi ci chiede se agiamo così per non soffrire non vuole comprendere che la pienezza non è possedere molto, ma ESSERE enormemente.

Proviamo quindi a vederci estraniandoci da noi stessi. Osserviamoci dall’alto…..

Cosa c’è in noi di così grave o irrisolvibile da farci essere disperati?

Poche cose della vita sono senza soluzione, tutte le altre si devono guardare per quello che sono realmente ……

Il mio augurio, per te che passi fra le mie pagine, è di imparare a stupirti … di ritrovare quel senso di meraviglia, che avevi quando eri bambino, per ogni piccola scoperta che poteva renderti immensamente felice  …. Chiudi gli occhi ed apri il tuo cuore  lasciando che entri la sorpresa dell’essere VIVO ….

BUON …….

BUON2018

 

Un augurio ….

REGALO
Abbi il coraggio di reinventare te stesso
quando ancora non sai a cosa assomigliare.
Abbi il coraggio di sognare sogni più grandi di quelli che ami sognare.
Abbi il coraggio di amare irragionevolmente,
anche se sei stato ferito.
Abbi il coraggio di praticare l’amore radicale di te stesso
anche quando hai dei dubbi su come fare.
Abbi il coraggio di praticare un grande amore compassionevole
per gli altri, anche per quelli che non conosci .
Abbi il coraggio di dire di sì a te stesso
quando la famiglia o gli amici non capiscono più.
Abbi il coraggio di non lasciare che la paura si impadronisca di te
e quando lo fa, abbi il coraggio di continuare a muoverti.
Abbi il coraggio di essere più di quello che riesci ad essere
pur accettando te stesso proprio come sei.
Abbi il coraggio di scoprire la bellezza
per te e solo per te.
Abbi il coraggio di chiamarti un artista, un poeta,
un sognatore, un pensatore, un rivoluzionario.
Abbi il coraggio di agire con passione
in modo che il fuoco sarà acceso dentro di te.
Abbi il coraggio di assumerti i rischi che ti fanno sentire pieno di speranza
anche quando non sai come andranno le cose .
Diventa un essere un essere colorato, e danza da solo.
Il coraggio di vivere. Il coraggio di amare.
Abbi il coraggio di ridere.
Abbi il coraggio di non farlo bene.
Abbi il coraggio di rialzarti.
Abbi il coraggio di vivere nella grazia sorprendente perchè il mondo è tuo e solo tu sei il padrone della tua vita!
Shiloh Sophia McCloud – liberamente tratto

BUON NATALE! cuoricino

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