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Linfa nuova per i nostri obiettivi

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Fissare degli obiettivi è il primo passo per trasformare l’invisibile in visibile.
Anthony Robbins

Se non sappiamo dove stiamo andando, non possiamo certo perderci ma è anche evidente che non arriveremo mai.

Non avere uno scopo nella vita significa soprattutto essere incapaci di decidere fra le mille opportunità che ci vengono offerte, finendo per prendere ciò che capita a portata di mano, senza però attribuire un particolare significato alla cosa perché non si riesce ad inserirla in uno schema personale.

In altre parole quello che finiamo per fare non proviene dalla nostra motivazione interna, quel motore che ci spinge ad agire a prescindere dalla meta, che pompa il sangue nelle nostre vene dandoci l’inebriante sensazione di vivere pienamente. Bensì proviene da quella che possiamo chiamare motivazione esterna, ossia la spinta all’azione per raggiungere un determinato obiettivo che ci fa raggiungere un certo risultato che non smuove però la potenza propulsiva del nostro motore interno.

Talvolta poi, specialmente se la nostra motivazione nel raggiungere uno scopo è del secondo tipo, attraversiamo periodi in cui siamo stanchi di tutto quello che facciamo, in cui nulla riesce a catturare il nostro interesse: la professione ci annoia, la vita privata è monotona e ci sembra che il futuro non abbia nulla in serbo per noi.

E’ come se avessimo inserito il pilota automatico, tutto diventa meccanico e cala il gusto per ogni nuova sfida.

Questa difficoltà interiore a muoversi a lungo andare comparirà anche in visibili segni esteriori: ci si lascia andare, ci si preoccupa meno del nostro aspetto, si diventa più stressati nel ripetere costantemente le stesse cose. Tutti questi sono campanelli d’allarme da non sottovalutare, sappiamo quanto può essere pericolosa la china discendente per il nostro benessere psico-fisico…..

E’ ora d’immettere nuova linfa! E’ venuto il momento di reinventare la nostra vita! Occorre trovare nuovi interessi, darsi nuovi obiettivi.

Attorno a noi la vita muta costantemente e, se non andiamo di pari passo con questi mutamenti, un giorno o l’altro, ci troveremo costretti a prendere in fretta decisioni che non avevamo mai vuoto nemmeno considerare.

D’altra parte c’è chi potrebbe obiettare a questa azione di forza per trovare nuovi scopi proponendo l’attesa, invece di prefiggersi degli obiettivi e provocare intenzionalmente un mutamento,  aspettando che il cambiamento maturi spontaneamente.

Certo si può sperare che, cambiando le circostanze, la situazione migliori da sola e su questo non c’è nulla da dire, almeno finchè si è soddisfatti di come vanno le cose.

Se però si continua ad essere scontenti e insoddisfatti, aspettare i cambiamenti invece di provocarli in prima persona è una strategia frustrante e snervante che non porta a nulla se non ad aumentare progressivamente la sfiducia in noi stessi e nelle nostre capacità.

E in ogni caso, fino a quando si può aspettare? Se non ci poniamo una scadenza precisa da rispettare l’attesa può rivelarsi una scusa per l’inattività.

Perseguire nuovi obiettivi, siano essi grandi o piccoli, spesso può essere più semplice di quanto si crede e pure divertente se attiviamo quella parte giocosa e libera sempre pronta a nuove scoperte ed esplorazioni.

Proviamo a scoprire che cosa è che ci rende quella persona unica che siamo e riconsideriamo le priorità che ci siamo posti; cambiamole, generiamo nuove idee e proviamo ad allargare il nostro orizzonte, può anche essere che troviamo il paesaggio dei nostri sogni ….. perché no?

Non sei mai troppo vecchio per fissare un altro obiettivo o per sognare qualcosa di nuovo. C.S. Lewis

Cogliere le opportunità

aprire la porta

“Perfezionare il momento d’oro dell’opportunità e cogliere ciò che di buono è a portata di mano costituisce l’arte sublime del vivere.” Samuel Johnson

Un po’ sulla scia del post della scorsa settimana, una più approfondita riflessione sul mare di possibilità che ci circonda ma che  spesso non riusciamo a vedere perchè troppo preoccupati a sguazzare lamentandoci nella nostra “pozza di fango” ….

Ci sono possibilità che remano a nostro vantaggio praticamente ovunque. Riconoscerle è una cosa, ma poi occorre accettare l’occasione offerta, ossia è necessario oltrepassare la soglia e agire.

Ognuno di noi determina le proprie chance e prepara il terreno per l’azione attraverso le scelte, l’analisi, la concentrazione e l’impegno. Tuttavia, a volte, indipendentemente da quanto si è preparati e da quanto si desideri qualcosa, nonché dalla consapevolezza che quella può essere la vera grande occasione, non riusciamo a cogliere l’opportunità che bussa alla nostra porta, forse a causa del timore di un rifiuto o dell’insuccesso.

Chi fa l’attore lo sa bene che non è possibile ottenere la parte se non si partecipa all’audizione, questo per dire che chi non prova non può sapere se questo vuol dire lasciare andare l’occasione della vita.

Uno dei pensieri più tristi che possiamo avere è quello di non avere mai scoperto un giardino incantato perché non abbiamo mai provato a raggiungere la soglia ed aprire il cancello.

E’ necessario sempre aprire ogni porta che si presenta sul nostro cammino sapendo che, se lo facciamo, ci saranno grandi possibilità che ci aspettano. Tutte le esperienze vissute profondamente, indipendentemente dalle difficoltà sono opportunità di apprendimento. La perdita più grande l’abbiamo quando non ci avviciniamo a queste opportunità per paura di fallire. Quando non si tenta o ci si arrende troppo facilmente, si volta la schiena a quella porta che solo noi possiamo aprire.

Poche sono le persone che sanno quanto è grande il loro potenziale, proviamo a credere più in noi stessi (leggi QUI). Il nostro grande compito come essere umani è quello di arrivare ad esprimere pienamente i nostri poteri e capacità personali; c’è sempre molto di più di quanto ci si aspetta da attingere da se stessi.

Molte persone hanno la tendenza a tenersi indaffarate, riempiendo il calendario di impegni, accettando ogni responsabilità, le più delle quali non derivano da scelte personali, convincendosi in tal modo che non può esserci niente di più grande a cui tendere.

Proviamo, invece, a concederci ogni giorno un po’ di tempo per fare quello che desideriamo fare, sarà più facile accorgersi delle opportunità che ci passano davanti.

Afferriamo le occasioni! Non siamo riluttanti attendendo la comparsa della Sola GRANDE OCCASIONE, rivolgiamo la nostra attenzione anche alle piccolo opportunità che abbiamo a portata di mano. Proviamo a prendere tutto quello che capita e sfruttiamolo al meglio, ricavandone quanti più benefici possibile.

In questo modo accetteremo la sfida di esprimere tutto il nostro potenziale.

Perseguiamo attivamente i nostri sogni e desideri. Cerchiamo uno spiraglio, una buona possibilità di successo; ricordiamoci che siamo noi che creiamo le circostanze giuste.

Offriamoci alla vita anima e corpo. Apriamo porte e cancelli. Inoltriamoci lungo il sentiero. Se avessimo solo dea di quante opportunità esistono fatte apposta per noi!

Tutti noi sfruttiamo solo una frazione dei nostri poteri, ma abbiamo la capacità di diventare molto di più.

Accettiamo il dono dell’opportunità quando la incontriamo, poiché le opportunità sono fugaci e la vita non aspetta.

“Ci vuole totale impegno a vivere una vita piena, in cui nessuna opportunità rimanga inesplorata e nessuna potenzialità dormiente”. M.Csikszentmihalyi

Nel bene e nel male è per noi ….

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C’è un’isola di opportunità in mezzo a ogni difficoltà. Anonimo

L’Universo è una perfetta combinazione di ostacoli e benedizioni.

E’ bene sempre tenere a mente, per sviluppare al meglio coraggio e capacità per raggiungere i nostri sogni, che le sfide che ci troviamo davanti sono disegnate perfettamente per noi.

Per quanto sia difficile accettarlo, specialmente nel momento in cui ci troviamo nel mare burrascoso delle difficoltà, non ci vengono mai presentate situazioni che non siano all’altezza delle nostre capacità di superamento.

D’altro canto se camminiamo nella vita con gli occhi chiusi o con lo sguardo troppo per aria è inevitabile, prima o poi, finire in una pozzanghera di fango, ed è altrettanto normale chiedersi come mai si è finiti lì. La differenza sta nella maniera in cui ci poniamo questa domanda.

Un modo è quello di sentirci vittime di quello che ci è accaduto, con la perenne domanda “perché capitano tutte a me?”

Il risultato di questa modalità “vittimistica” è la chiusura totale nel vedere oltre, e ci lascia in uno stato di immobilità ai piedi della vita con davanti a noi una serie infinita di pozze di fango.

Al contrario se intendiamo imparare dalla vita, potremmo aprire gli occhi su un orizzonte più grande; sedendoci sulle radici della vita pronti ad imparare, comprendere e sentire, sviluppando l’intuizione e tirando fuori le capacità creative di adattamento a quello che ci accade.

Per poter fare tutto questo è però fondamentale avere ben presente che qualunque cosa ci accade non sta succedendo a noi ma per noi. Questa è la lampadina di Archimede, il cambio di paradigma che ci trasporta da una visione passiva di noi stessi ad una visione attiva e aperta a tutto ciò che la vita ci pone di fronte.

In tutto quello che troviamo sul nostro cammino c’è sempre un’opportunità da cogliere, un’occasione per comprendere cose che altrimenti non avremmo mai capito, una possibilità di evolvere lasciando dietro di noi quello che non serve più.

Ogni cosa è per noi, nel bene e nel male!

Ci è stato dato il potere incredibile di scegliere, di creare la nostra vita e la responsabilità di queste decisioni è sempre la nostra.

Essere capaci di guardare in faccia ciò che non conosciamo senza paura, affidandoci alla nostra saggezza è quello che la vita ci chiama a fare ogni giorno.

Anche quando ci troviamo in una situazione che inizialmente è fuori dal nostro controllo, la scelta di stare in quella situazione o in quel modello di comportamento è nostra, così come la scelta di cambiare.

Non siamo onnipotenti e non abbiamo il potere di controllo su ogni cosa che ci accade, nello stesso tempo non possiamo sempre scegliere tutto quello che ci capita; siamo però responsabili di come reagiamo a quell’evento. Il libero arbitrio ci da’ la possibilità di utilizzare la consapevolezza e l’intuito per diventare ciò che possiamo diventare. Ecco perchè ogni cosa è per noi e se accade c’è senz’altro un motivo.

Spesso diamo la colpa agli altri, proiettando fuori di noi la nostra paura di cambiare, è infatti senz’altro più facile incolpare qualcun altro piuttosto che assumersi la responsabilità delle circostanze e così affrontare l’ignoto.

Proviamo a cambiare prospettiva e pensare, quando ci troviamo impantanati nella famosa pozza di fango, che ciò che sta accadendo non è a noi ma per noi.

Improvvisamente tutto cambia, i pezzi del disegno trovano la loro giusta collocazione e quello che ci sembrava un dramma o qualcosa di insuperabile diventa un’opportunità di crescita.

L’Universo è in uno stato di costante movimento, sempre in cambiamento, sempre in evoluzione e noi con lui. Allo stesso tempo c’è una cosa che rimane invariata a cui aggrapparci, una bacchetta magica di cui ognuno di noi è detentore: il nostro potenziale.

Si tratta di quella finalità interiore, inscritta in ognuno di noi, che rappresenta la meta finale verso cui tendiamo. La capacità di crescere nel potenziale che abbiamo dentro, la forza vitale che ci guida dipendono solo da noi.

Ricordiamoci che qualunque cosa ci accada non sarà mai in grado di intaccare chi siamo nel profondo!

Quello che Siamo resta invariato nel tempo, magari camuffato dalle maschere che ci mettiamo durante il viaggio, forse etichettato da giudizi e critiche inutili e distruttive, oppure così nascosto da sembrare inesistente.

Ma c’è! Sempre!

Abbiamo la vita a disposizione proprio per questo, realizzare chi siamo. Partiamo da noi stessi, prima di ogni altra cosa, in qualsiasi situazione e contesto.

Se ci sentiamo bloccati in una situazione che pensiamo di subire e dove ci sentiamo impotenti, ricordiamoci che non c’è niente di fermo nel flusso della vita. Le cose cambiano in continuazione.

Spesso la ragione dei nostri blocchi sta nel continuare a pensare gli stessi pensieri, mentre le cose cambiano, in noi si ricreano sempre uguali seguendo gli stessi schemi e questo perché abbiamo difficoltà a cambiare prospettiva.

Proviamo a ribaltare la situazione osservandola da un altro punto di vista che parta dal presupposto che tutto quello che succede è per noi. Anche quando ci pare di non poter fare nulla, possiamo sempre fare qualcosa dentro di noi.

Assumere questo nuovo punto di vista vuol dire cogliere il messaggio racchiuso in quella sfida. Nel fare ciò tracceremo dei segni indelebili dentro di noi che ci condurranno là dove si auspica che ogni essere umano possa arrivare: il punto centrale di noi dove è racchiusa tutta l’essenza della nostra vita.

Nel raggiungerlo apriamo un varco, che ogni volta si farà più ampio cosicchè  diventerà sempre più agevole la nostra manifestazione nel mondo , quel diritto inalienabile ad Essere!

Molto spesso ci lamentiamo del fatto che la vita non ci offre opportunità. Sbagliato! Siamo noi che non riusciamo a vederle. Diego Agostini

 

liberamente tratto da:

B.Pozzo – La vita che sei – Ed.BUR

Lasciare alle spalle ciò che non c’è più (II parte)

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Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.
Bert Hellinger,

Se sono in grado di accettare tutto quello che comporta una perdita elaborandolo nel modo “giusto” per me “gli addi” non saranno altro che un arricchimento ed una crescita.

Immagina se mi aggrappassi a quegli splendidi momenti dell’infanzia (sempre che ce ne siano stati…) che mi fanno pensare a come era bello essere bambini , o se mi sentissi confortata la ricordo dell’immaginaria sicurezza dell’utero della mia mamma, pensando che quello sia lo stato ideale. Pensa se restassi ferma a un qualche tappa precedente della mia vita e decidessi dio non proseguire. Immagina se stabilissi che alcuni momenti del passato sono talmente belli, certi legami così gratificanti, alcune persone tanto importanti che non voglio perderli, e mi aggrappassi a loro come ad una corda salvatrice, a ciò che non sono più. ….

Nonostante ciò è stato doloroso abbandonare ognuno di questi luoghi, lasciare la mia infanzia, abbandonare l’utero, lasciarsi alle spalle l’adolescenza. Ciascuno di queste azioni ha implicato delle perdite da un lato, e profitti dall’altra ma è grazie a ciò che si diventa ciò che si è.

Non esiste un profitto importante che non implichi, in qualche modo, una rinuncia, un costo emotivo, una perdita, perché questa è la verità che si scopre alla fine: che il dolore è imprescindibile dal nostro processo di sviluppo personale, che le perdite sono necessarie per la nostra maturazione e che quest’ultima, a sua volta, ci aiuta a percorrere il nostro cammino.

Quanto più ci si sgancia, tanto maggiore sarà la crescita. Più si è maturi, minore sarà la disperazione di fronte a ciò che ho perso; meno ci si tormenta per ciò che è stato, meglio si potrà continuare a percorrere il cammino.

Se sai chi sei, sarai in grado anche di abbandonare volontariamente e dolorosamente qualcosa per far posto ai nuovi desideri.

Bisogna svuotarsi per potersi riempire. Una tazza serve solo quando è vuota. Una tazza piena non ha senso perché non la si può riempire con niente. Non può dare nulla perché prima dovrà imparare a svuotarsi.

Non si è solo ciò che si possiede ma anche e soprattutto ciò che si è in grado di dare. E per questo è necessario sperimentare la perdita, il distacco e una certa dose di dolore perché si perde qualcosa anche quando si decide di proprio iniziativa di dare ciò che è nostro.

Per poter rispondere alla domanda “Chi sono?” bisogna accettare anche il vuoto, lo spazio dove, per decisione, per caso o per natura, non c’è più quello che c’era prima.

Questa è la nostra vita: disfarsi del contenuto della tazza per poterla riempire di nuovo. La nostra vita si arricchisce ogni volta che la riempiamo, ma anche ogni volta che la svuotiamo perché, quando lo facciamo, ci stiamo aprendo alla possibilità di riempirla di nuovo.

Personalmente la storia del mio rapporto con la mia crescita e con il mondo è la storia di questo ciclo dell’esperienza: entrare e uscire, riempirsi e svuotarsi, prendere e lasciare. Anche se non sempre è un processo facile. Anche se non sempre è privo di danni ……

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Per saperne di più:

Judith Viorst – Distacchi – Ed. Sperling Paperback

Fare Pulizia …..

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“Come il contadino passa al setaccio i semi per togliere le impurità, noi dobbiamo imparare a passare al setaccio la nostra vita, cosìfacendo spesso pulizia, manteniamo la chiarezza che ci serve per attirare nuove esperienze”

Risonanze del week-end …..

Siamo esseri che adorano riempire ogni cosa con i propri ricordi, con i propri cimeli di famiglia; ogni spazio a disposizione continene tantissime coseche sono appartenute ad un passato lontano, che non servono più, ma di cui non riusciamo a disfarci.

Conclusione? Esse occupano spazio, uno spazio che, se liberato e pulito, potrebbe contenere cose nuove.

Quante volte ci lamentiamo perchè la vita tradisce le nostre aspettative? Tantissime.

Tuttavia non possiamo permettere che le novità entrino nella nostra vita, se prima non prepariamo per loro lo spazio necessario per collocarsi.

Ora è arrivato il momento!

Liberiamoci dai tanti fardelli che ci portiamo dietro da chissà quanle passato, da chissà quale persona o storia, da chissà quale paura …. il passato è andato!

Noi e il mondo intorno a noi sta cambiando, tutto cambia costntemente, in noi  e fuori di noi, ad ogni nostro respiro, ad ogni nostro battito di cuore.

Prendiamoci il tempo di svuotare tutti gli armadi, di mettere da una parte quello che serve e di lasciare andare quello che non serve più.

E se prima pensavamo di non avere abbastanza spazio, ora, dopo aver fatto pulizia, ci stupiremo quanto vuoto sia rimasto in quegli stessi armadi.

La chiarezzza arriva sempre eliminando ciò che non va o che non serve.Ogni scelta, ogni decisione è necessario che nasca dalla chiarezza, altrimenti il rischio sarà di prendere ancora una volta cose che non ci servono, o peggio ancora, ci fanno male …..

Ricominciare da adesso

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“Nessuno può tornare indietro e creare un nuovo inizio, ma chiunque può ricominciare oggi e creare un nuovo finale” M.Robinson

Riflessioni dopo una sessione di counseling ….

In qualsiasi momento possiamo dare alla nostra vita e ad ogni piccola o grande cosa che ci troviamo ad attraversare un altro significato se solo lo vogliamo.

E in ogni momento possiamo ricominciare da adesso!

Per poter fare questo da cosa si deve liberare il nostro libero arbitrio e diventare davvero libero?

Il confine delle nostre conoscenze ed immaginazioni costituisce il confine della nostra libertà di scelta. Quanto maggiori sono le nostre conoscenze e la nostra immaginazione, tanto più grande è la nostra libertà di scelta, perché così potremmo avere un ventaglio sempre più ampio di possibilità interpretative. Tuttavia, al contrario, l’eccessiva sicurezza del sapere si può trasformare in un ostacolo verso nuove potenzialità.

Proviamo a fare un esempio: immaginiamo una persona che crede di essere chiusa a chiave dentro ad una stanza: vorrebbe uscire ma non ci prova, dato che “sa” di essere rinchiusa.

Forse si sbaglia e la porta non è affatto chiusa a chiave, ma non se ne accorgerà mai, se continua a credere che lo sia. La sua libertà di scelta è ostacolata da quello che pensa sia “vero”.

La realtà misurabile, esiste e non sempre le condizioni del contesto in cui viviamo sono ideali. Oltretutto se così non fosse, non saremo motivati a fare qualcosa per cambiarle. Tuttavia l’auto-boicottamento, la svalutazione e la convinzione di non essere degni di felicità e soddisfazione a prescindere, sono sempre in agguato.

Proviamo a dirci che ricominciare si può, sempre! Nonostante le condizioni avverse, nonostante la fatica, nonostante quello che crediamo sia perdita di tempo, nonostante le forze che ci portano poco a poco ad evitare ogni situazione che riteniamo dannosa, ….. nonostante tutto si può!

Si può ricominciare a prenderci cura smettendoci di danneggiarci, invertendo la rotta con “piccoli atti di gentilezza a caso” questa volta verso di noi, imparando ad osservare la nostra avversione con benevolenza senza identificarci in lei. Accorgendoci soprattutto che non sperimentiamo mai il mondo come è, ma come siamo noi.

Per vivere la nostra scelta di ricominciare sempre da adesso ci possiamo chiedere, concretamente: per che cosa sono disposta a investire il tempo prezioso della mia vita?

Se usiamo un linguaggio giudicante ci allontaniamo dall’esperienza, la rifiutiamo. La confrontiamo alla nostra immaginazione di come “dovrebbe essere invece” e preferiamo questa versione a quello che percepiamo abbandonando il campo ancora prima di iniziare il “gioco”. Inoltre se proviamo avversione per l’idea che ci siamo fatti di noi stessi, ci impediamo di cogliere le risorse che abbiamo e che potrebbero essere il punto di partenza per ricominciare.

Proviamo a dire di sì a quello che ci viene incontro e vuole la nostra cooperazione. Semplicemente. E osserviamo come ci sentiamo con sincerità, senza filtri e proiezioni.

Proviamo a “lasciarci in pace” dai continui sabotaggi che la parte svalutata e svalutante mette continuamente in atto ad ogni nostro tentativo di intraprendenza. Sosteniamo invece quella parte profondamente libera, curiosa e proattiva che vive in ciascuno di noi. Portiamola alla luce, ascoltiamo le sue parole, senza annullarle nel brontolio e rimuginio che fanno da sottofondo costante ai nostri pensieri.

Smettiamo di accusarci e recriminarci, vivendo nel sempiterno rimpianto di qualcosa che poteva essere e facciamo!

Prendiamoci la respons-abilità da persona adulta capace di “rispondere abilmente” agli stimoli che la vita ci offre.

Fidiamoci e affidiamoci a noi stessi cosicchè le frontiere del pensabile si apriranno spalancando davanti a noi nuovi scenari che ci traghetteranno dal “senso del dovere” al “senso del volere”.

Il “senso del dovere” si trasforma in “senso del volere” e “del potere”, quando ci rendiamo conto del valore fondativo della nostra libertà di scelta. E’ quel salto di qualità che segna il cambio di passo portandoci ad essere una persona autonoma che può decidere di ricominciare.

Una persona autonoma che sente tutti i giorni il valore del proprio impegno nel vivere le decisioni restando dalla loro parte “senza se e senza ma” !

 

L’arte del buonumore

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immagine presa dalla pagina FB Nel nome della Madre

“La felicità non è un traguardo è il sentiero,è l’atto stesso della gestazione di un sogno. E’ deliziarsi con l’odore del pane che si sta impastando, è il costruirsi le ali e sentire mentre si intessono l’immensa gratitudine di essere già in volo” A. L. Márquez

Quando siamo di cattivo umore e pensiamo sia solo colpa del mondo in cui viviamo.

Quando crediamo che le persone di buonumore in realtà sono solo ingenue e superficiali.

Quando contiamo su un amico e scopriamo che l’amicizia è solo un utopia.

Quando un amico ci tradisce, quando non c’è o non ci capisce.

Quando ci accorgiamo che qualcuno ci ha abbandonato.

Quando facciamo affidamento su un amore e capiamo che anch’esso, un giorno o l’altro, finirà.

Quando camminiamo soli con nessuno per mano.

Quando non ci va di vedere gente.

Quando ci sentiamo soli contro tutti, quando non c’è nessuno che ci possa aiutare.

Quando abbiamo una delusione, quando piangiamo per una illusione.

Quando smettiamo di sognare.

Quando sentiamo che non ce la possiamo fare.

Quando facciamo fatica a respirare, a sentire i battiti del nostro cuore.

Quando ci criticano e ci disprezzano.

Quando ci chiudiamo nel nostro mondo e la vita sembra una barca già affondata per metà.

Quando non sentiamo più la nostra forza e la vita perde ogni senso.

Quando non ci batte più il cuore per un tramonto o un’alba.

Quando una rosa non ci emoziona.

Quando il buio diventa la nostra tana per difenderci dal mondo, per difenderci dalle emozioni, per difenderci dalla paura, per difenderci da altri sogni che andranno infranti e scoppieranno come bolle di sapone…..

LOTTIAMO …. Mettiamocela tutta.

Corriamo, saltiamo l’ostacolo più alto, nuotiamo nel più tempestoso dei mari, voliamo, aggiustiamo le nostre ali spezzate per arrivare alla stella più luminosa e poi sempre più su senza guardare in basso, sorridiamo perché tutto cambierà ….. E’ necessario solo aprire il nostro cuore ….

Amiamo, anche se può essere rischioso, buttiamoci a capofitto senza temere, sogniamo, facciamolo, perché senza sogni non si vive e se si smette di sognare ci perderemo e nessuno potrà più trovarci.

Viviamo perché la vita è una sola, non c’è una seconda occasione.

E soprattutto proviamo a non avere paura, se vogliamo dire una cosa diciamola, se vogliamo farla facciamola, se vogliamo dare un bacio diamolo.

Se ci accorgiamo che stavamo sbagliando percorso, abbandoniamolo e ricominciamo … in fondo alla strada, proprio dietro l’angolo, c’è qualcuno che ci aspetta. E se ancora non c’è arriverà presto, perché presto la nostra vita migliorerà e tingendo di ottimismo e buonumore i nostri giorni tutto cambierà aspetto.

Essere di buonumore non significa viverre ingenuamente.

Essere di buonumore non vuol dire banalizzare per nascondere la testa sotto la sabbia.

Il buonumore è una prospettiva realistica per far fronte a tutto il pessimismo che circola nel mondo soprattutto ora che la sfiducia e lo scetticismo sono imperanti.

L’ottimismo, la speranza, l’entusiasmo, la passione nascono e si mantengono anche grazie al buonumore. Se noi utilizziamo il buonumore come filtro attraverso il quale osservare la realtà, ricaviamo il grande vantaggio di vivere il presente nel modo più intenso possibile. Quando esso è vivo, tutti gli stati d’animo volti alla progettualità concorrono affinchè nel nostro intimo si crei una condizione di gioia ed armonia e quando questo succede vediamo il mondo con occhi diversi.

Il buonumore fa acuire i sensi e ci predispone alla logica del desiderio contrapposto al bisogno, è ottimismo costruttivo accompagnato dalla consapevolezza di poter realizzare qualcosa di buono per sé e per gli altri.

E’ una scelta e come tutte le scelte sta a noi decidere da che parte stare.

“Venite sull’orlo, disse.

Abbiamo paura, dissero.

Venite sull’orlo, disse.

Andarono.

Lui li spinse e volarono”

G.Apollinaire

La lezione del dolore

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Illustrazione di Amanda Cass “Broken doll”

Siamo una razza geniale. Davvero lo siamo.

La mente umana è fantastica e terribile allo stesso tempo. Le nostre menti hanno creato tante grandi cose su questa terra, ma sono anche capaci di grandi oscurità.

Il dolore fa parte della vita ed è assolutamente inevitabile.

Prima o poi nel cammino della nostra esistenza qualcosa ci colpisce, ci ferma, ci fa male. Questo a prescindere dalle nostre condizioni di vita e dalla nostra consapevolezza.

Il dolore appartiene a quella sfera di eventi che l’Universo ha previsto per noi e che spesso ci risultano misteriosi, ma che hanno comunque un senso nell’ambito del disegno più grande.

Talvolta a causa della nostra mente limitata tendiamo a vedere questi momenti come negativi, orribili, opera di qualche malefico complotto.

A volte, in verità, possono essere davvero pesanti; ciò che ci fa male, ci fa male. Ma se il dolore è inevitabile un certo tipo di sofferenza è evitabile.

Ricordiamoci che noi possiamo scegliere sempre!

Possiamo scegliere di restare paralizzati nella sofferenza rimanendoci invischiati per chissà quanto tempo, logorandoci, stando male, uscendone alla fine malconci e senza forze.

Oppure possiamo ricordarci che pur provando quello che stiamo provando, abbiamo la possibilità di far sì che gli eventi e le circostanze non ci definiscano tenendoci bloccati.

Ciò non comporta smettere di sentire dolore, ma significa poterlo accettare e riuscire, rispettando i nostri tempi, a trasformare la sofferenza scoprendo il meccanismo che ci porta a soffrire.

E siamo sempre allo stesso punto: diventare sempre più consapevoli della nostra più intima essenza. Solo in questo modo potremo rispondere al perchè il dolore faccia parte della vita.

La vita non è mai casuale, ogni cosa ha un senso ben preciso, a volte di non subitanea comprensione, ma nulla succede per caso.

Molto spesso quando ci accade qualcosa di doloroso e difficile opponiamo una strenua resistenza, non la vogliamo proprio quella cosa nella nostra vita. Rifiutiamo che debba succedere proprio a noi, pensiamo di non meritarlo.

Lottiamo con tutti noi stessi per allontanare il problema e con esso il dolore che questo comporta. Ma il risultato, il più delle volte, è rimanerci ancora più invischiati.

Se, al contrario, permettiamo alla parte più profonda di noi, a ciò che possiamo chiamare la nostra anima, a prendere fiato, abituandoci a stare in contatto, facendole spazio, ecco che tutta quella sofferenza comincia a darci delle risposte.

Ecco che cominciano ad arrivare delle soluzioni.

Energie inaspettate arrivano a sostenerci.

Apprendiamo la lezione contenuta nel dolore e da lì possiamo ripartire per procedere nel nostro cammino di espansione e crescita.

La vita si evolve costantemente e la nostra non fa eccezione.

Detta così potrebbe essere più facile imparare a seguire il flusso della vita.

Quando tentiamo di aggrapparci per paura di cadere, fallire, soffrire è proprio la volta che veniamo trascinati dalla corrente.

Il dolore si manifesta lungo il tragitto, abbiamo, però, gli strumenti necessari per riprenderci dalla sofferenza.

Se rifiutiamo di credere all’importanza del riconoscimento e dell’ascolto attento di quella parte profonda di noi, allora la sofferenza avrà il sopravvento.

E per sofferenza intendo anche fatica, sforzo, stanchezza, paralisi, apatia.

Pensiamo al nostro corpo, un piccolo Universo a nostra disposizione che anche quando siamo fermi e non sappiamo cosa fare, continua a trasformarsi, riciclarsi, evolversi, esattamente come la vita.

Qualsiasi condizione noi stiamo vivendo, l’essenza della vita non si ferma mai.

Le cose succedono e noi cosa possiamo fare?

Se restiamo fermi ad osservare solo la realtà che ci circonda perdiamo di vista il disegno più grande; e in quell’osservare soffriamo per quello che vediamo.

Proviamo a spostare lo sguardo verso l’interno. Quello che è là fuori è decisamente più piccolo di quello che c’è dentro di noi ed è qui che possiamo scegliere.

La nostra vita evolve in base alle scelte che facciamo consapevolmente e inconsapevolmente.

Invece di resistere o vivere la vita come una serie di eventi casuali, potremo provare ad entrare dentro di noi e scegliere di vivere secondo quella visione. La nostra unica e irripetibile essenza.

In questo modo non ci sarà sforzo né resistenza, perché saremo consapevoli che ogni cosa ci può condurre al risultato migliore per noi.

E giorno dopo giorno inizieremo a vedere in che modo e perché le cose sono andate proprio in quella maniera.

Quando quello che ci fa male acquista un senso, pur stando nel dolore possiamo vedere che là avanti, là in fondo, comunque c’è luce e improvvisamente cominceremo a sentirci diversamente rispetto a quell’esperienza.

E’ qui che il dolore diventa saggezza ed è qui che inizia la ricostruzione. Ed è qui che diventiamo interi.

Chi di noi non si è mai sentito a pezzi? Chi di noi non ha mai provato la sensazione di essere distrutto?

Ci riduciamo in migliaia di frammenti quando viviamo solo fuori di noi, quando ci ostiniamo a confrontarci solo con il mondo che ci circonda. Questo non vuol dire smettere di considerare il mondo circostante, bensì che l’inizio di ogni esperienza è dentro di noi e il ritorno è sempre dentro di noi.

In questa dimensione il dolore è quello che è necessario che sia: un passo avanti verso chi siamo, nella nostra essenza più vera e profonda.

E con ciò non voglio neanche dire che il dolore è auspicabile; non dimentichiamoci, però, quanto il dolore ci fa crescere, quanto ci permetta di conoscerci.

E’ vero a volte ci fa a pezzi, ma sempre per ricostruirci più forti e questa è una grande fonte di energia. E l’energia per raggiungere l’altra sponda è proprio quello che serve per arrivarci.

Quando il dolore bussa alla nostra porta, facciamo che sia la nostra essenza ad aprire, se ci affidiamo a lei, se crediamo in lei, saprà portarci verso la luce.

Ricordiamoci che il dolore stesso è la nostra anima che cercava di chiamarci a gran voce.

Ed è proprio da dentro noi stessi che, se non potremo governare il vento, potremo governare le vele.

Liberametne tratto da: B.Pozzo – La vita che sei –

 

Il Primo passo …..

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“Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci porteranno ad uno scopo, ogni passo deve essere lui stesso uno scopo, nello stesso tempo in cui ci porta avanti.  ” Goethe

Il cammino che decidiamo di intraprendere, ogni maratona, ogni marcia, ogni corsa, ogni passeggiata, indipendentemente dalla lunghezza o dalla difficoltà del percorso, inizia con un primo passo.

Quando si decide di fare qualcosa il primo passo è il più importante di tutti e quello che va fatto il prima possibile, perché, appena lo avremo compiuto, avremo concretamente iniziato a muoverci nella direzione dei nostri obiettivi e staremo già viaggiando sulla strada.

Con questo non voglio dire che il resto del percorso non richieda impegno, ma è molto più facile mettere un piede dietro l’altro, dopo che si è mosso il primo passo, in un certo senso ci si è già immessi sulla strada giusta, la parte più difficile è stato scegliere di farlo individuando la direzione verso cui incamminarsi.

Dunque il primo passo è importantissimo, perché senza quello non si comincia mai e si potrebbe rimandare all’infinito.

Fai qualcosa, anche di minimo, ma che ti dia l’impressione di aver cominciato.

Per esempio hai deciso di dimagrire? Il primo passo potrebbe essere cercare il numero di telefono delle palestre vicino a casa, fissare un appuntamento dal dietologo, gettare nella spazzatura tutti i dolci che hai in casa …. Hai deciso di riprendere a studiare? Telefona per chiedere informazioni alla scuola alla quale hai intenzione di iscriverti, esci per comprare libri sull’argomento che vuoi approfondire oppure prendi la tua agenda e pianifica il tempo che dedicherai durante la settimana allo studio.

Ora prova a fermarti un attimo …. Ascoltati …. E pensa, se vuoi puoi scriverlo, una sorta di impegno con te stessa, qual è il primo passo che puoi fare adesso per andare verso il tuo obiettivo. Scegli qualcosa di semplice e assicurati che sia qualcosa che puoi fare subito, domani al più tardi.

Non avere fretta di vedere subito il risultato finale. Gustati i piccoli successi quotidiani che, messi insieme, ti porteranno alla meta. Raramente è possibile bruciare le tappe e arrivare in fondo velocemente. I risultati così ottenuti sono spesso fittizi e destinati a crollare miseramente in poco tempo.

L’importante è mettersi in movimento verso il proprio futuro e agire ora!!

 

Ricordati sempre che,

un passo per volta si macinano i chilometri

e si arriva dappertutto!!!

 

Alla ricerca della felicità

happy

“Meneceo, Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità.
A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età….” Epicuro – Lettera sulla felicità

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E tu … cosa aspetti a prenderti cura di te??? A scoprire quello che ti fa felice ???

Spesso ce la prendiamo con la sorte, con il destino, perchè non riusciamo a vedere la nostra, come una vita piena e felice.

Ma siamo proprio sicuri che sia tutta colpa della sfortuna?

Non è forse il caso di cominciare a riflettere su quali siano i nostri reali sforzi per costruirci una vita felice?

Bisogna sempre ricordarsi che la ricerca della felicità non è mai qualcosa legato all’esterno, ma è un movimento interiore, fatto di conoscenza di ciò che vogliamo o meno, e di scelte conseguenti.

La felicità è una scelta ricordalo e non è mai troppo tardi per iniziare a viverla !!!!!

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Suggerimento:

Yves-Alexandre Thalmann

Quaderno d’esercizi di allenamento alla felicità

Edizioni AValiardi

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