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Celebra la vita

celebrare la vita

 

In questo giorno così triste, ho perso il papà di mio marito che volutamente non chiamo suocero perchè così non l’ho mai vissuto. Era un persona bellissima con l’animo integro e da fanciullo, anche se la “giovinezza” con lui non era stata certo prodiga di doni, aveva vissuto la guerra e il campo di concentramento, ma la sua vena ironica, l’acutezza nel pensiero e un grande attaccamento alla vita ha sempre accompagnato i suoi passi. Papà di quattro figli e nonno tenero e affettuoso di 8 nipoti la sua vita è stata lunga e piena.

Mi ha accolto in casa sua più di 30 anni fa con una gentilezza di altri tempi e un affetto che nel corso degli anni ho sentito sempre più forte, mai un giudizio ma sempre una comprensione e una presenza delicata.

Nonno Ugo e Nonna Fiorella sono stati e sono  un punto di riferimento stabile in questa mia vita affettivamente “sbandata” ….. mi mancherai molto …..

In tuo onore ho deciso quindi di di postare, attraverso le parole di Osho, una celebrazione alla vita perchè tu l’hai amata molto questa vita e ti ringrazio perchè il tuo amore era contagioso …..

ciao Nonno Ugo vola libero e se incontri il mio papà salutamelo cuoricino

“Continui a ripeterci di celebrare la vita. Che cosa c’è da celebrare?”

“Posso capire. La tua domanda è importante: sembra che non ci sia niente da celebrare. Che cosa c’è da celebrare?….

C’è da celebrare tutto. Ogni momento è così fantastico, così immenso ogni momento porta una tale estasi….. ma tu sei addormentato.

L’estasi arriva, ti volteggia intorno e se ne va….  La brezza arriva, ti danza intorno e se ne va ….. Ma tu continui a dormire.

I fiori sbocciano e la loro fragranza giunge fino a te, ma tu dormi…

Mi chiedi: che cosa c’è da celebrare? Che cosa non c’è per non celebrare? Qui c’è tutto ciò che uno possa immaginare. Qui c’è tutto ciò che uno possa desiderare. C’è più ancora di quanto tu possa immaginare…..

Pensa ad un uomo cieco. Non ha mai visto fiorire una rosa. Che cosa ha perso? Lo sai? Non ha mai visto un arcobaleno. Non ha mai visto un’alba o un tramonto. Non ha mai visto il verde delle foglie sugli alberi. Non ha mai visto i colori….

E tu che hai gli occhi chiedi: che cosa c’è da celebrare?

C’è l’arcobaleno, c’è il tramonto, ci sono gli alberi verdi, c’è un’esistenza così piena di colori …..

Eppure capisco. La tua domanda è importante. Capisco che questa domanda ha una certa rilevanza.

C’è l’arcobaleno, c’è il tramonto, l’oceano, ci sono le nuvole, c’è tutto… ma tu sei addormentato…

Non hai mai guardato una rosa. Ci sei passato accanto, hai visto la rosa, ma non l’hai mai guardata… non le hai mai dedicato un momento della tua attenzione.. non ti sei mai sintonizzato con lei… non ti sei mai messo vicino a lei, non ti sei mai seduto vicino, in comunione. Non le hai mai detto “ciao!”….

La vita scorre e tu sei semplicemente lì , senza partecipazione. Tu non sei in rapporto con la vita: ecco perché la tua domanda è significativa.

Hai gli occhi, eppure non vedi; hai le orecchie, eppure non senti; hai un cuore, eppure non ami… sei profondamente addormentato….”

Osho

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E allora cosa aspetti a svegliarti?…. apri gli occhi, scegli la tua rosa, il tuo filo d’erba, la tua onda del mare, il tuo pezzo di cielo, il tuo raggio di sole, la tua goccia di pioggia e VIVIIIIIIIIII perchè la vita non è scontata ………….

 

Avanti tutta ….

Avanti-Tutta

“ Il successo non è definitivo, l’insuccesso

non è fatale: ciò che conta è il coraggio

di andare avanti …” W. Churchill

Per quanto tu abbia imparato a camminare bene, prima o poi inciamperai. Qualche volta riuscirai a tenerti in piedi e qualche volta cadrai. A volte ti farai anche male. La realtà è che dal giorno in cui hai mosso i tuoi primi passi sei caduto centinaia e centinaia di volte, eppure non hai mai rinunciato a camminare!!

Ti sei sempre tirato su, hai imparato dall’esperienza e sei andato avanti.

E’ a questo tipo di atteggiamento che ci riferiamo quando usiamo la parola “impegno”. Puoi accettare i tuoi pensieri e stati d’animo, essere psicologicamente presente e connetterti con i tuoi valori quanto ti pare, ma senza l’impegno ad intraprendere un’azione efficace, non creerai una vita ricca e significativa.

“Impegno” così come “accettazione” è un termine che viene spesso frainteso. Impegno non vuol dire essere perfetti, portare sempre a termine quello che si è iniziato o non finire mai fuori strada. “Impegno” significa che quando (inevitabilmente) inciampi o vai fuori strada, ti tiri su, ti orienti e prosegui nella direzione in cui vuoi andare.

Non puoi mai sapere in anticipo se raggiungerai i tuoi obiettivi, tutto quello che puoi fare è continuare a procedere nella direzione a cui dai valore. E’ impossibile  controllare il futuro. Quello che puoi controllare è la tua capacità nel proseguire il tuo viaggio, passo dopo passo, imparando e crescendo man mano che vai avanti.

Avere successo nella vita significa vivere secondo i propri valori. Adottare questa definizione implica che puoi avere successo adesso, che tu abbia raggiunto o meno i tuoi obiettivi . La realizzazione è qui in questo momento, ogni volta che agisci in linea con i tuoi valori. E sei libero dal bisogno dell’approvazione altrui. Non hai bisogno di qualcuno che ti confermi che “stai facendo la cosa giusta”. Tu sai quando stai agendo secondo i tuoi valori e basta questo.

Naturalmente questo non significa rinunciare ai propri obiettivi; significa semplicemente che sposti l’accento in modo che nella tua vita apprezzi quello che hai invece di concentrarti continuamente su quello che non hai.

Può succedere, tuttavia, che molti di noi, effettivamente, in più occasioni perdano la loro rotta. Si fanno prendere da pensieri inutili, lottano contro emozioni dolorose e agiscono in modo controproducente. Ma attraverso l’impegno prima o poi si ritorna in carreggiata ….. Come??

Bene, il primo passo quando si perde la rotta è riconoscerlo coscientemente essendo pienamente presenti a quello che sta succedendo. Allo stesso tempo, è necessario accettare il fatto che, una volta che ciò è accaduto, non si può fare nulla per cambiarlo; non abbiamo alcun modo di modificare il passato.

E se anche può essere utile riflettere sul passato e pensare cosa potremmo fare di diverso la prossima volta, non ha senso rimuginarci sopra e crocifiggerci perché non siamo perfetti.

Quindi accettiamo di aver deviato dalla rotta, accettiamo che è una cosa passata e non possiamo cambiarla, e accettiamo di essere umani e, in quanto tali, imperfetti.

Il secondo passo è chiedersi: “Che cosa voglio fare adesso? Invece di indugiare sul passato, cosa posso fare di importante nel presente?”.

Poi il terzo passo è, naturalmente, agire con impegno coerentemente con quel valore.

Se all’inizio non riesci, prova, prova ancora; e se ancora non funziona, prova qualcosa di altro.

Ma anche qui occorre fare una sottile distinzione. Ogni volta che ti trovi di fronte ad una sfida significativa, avrai alle spalle i demoni del “E’ troppo difficile”, “Non ce la puoi fare! Lascia perdere” ti dirà la tua mente.  E allora la tentazione è quella di rinunciare e provare qualche altra cosa. Spesso però quello che serve è proprio la perseveranza. Prestando piena attenzione a quello che stai facendo e notando gli effetti che si producono, sei nella posizione migliore per rispondere a questa domanda: “Per raggiungere i miei obiettivi devo perseverare con il mio comportamento o cambiarlo?”. Poi, a seconda della tua risposta, impegnati o a cambiare comportamento o a persistere con quello.

Nel corso della vita incontriamo ogni genere di ostacolo, difficoltà, sfide e ogni volta che questo succede ci troviamo di fronte a un’alternativa: possiamo accogliere la situazione come un’opportunità per crescere, imparare ed evolverci oppure possiamo combattere, lottare e fare di tutto per evitarla.

Accogliendo le opportunità dentro le tue difficoltà la tua vita diventerà più ricca e significativa.

C’è un antico motto orientale che dice: Se non decidi dove andare, finirai dovunque vai”. Per vivere una vita piena hai bisogno di una direzione, e i tuoi valori sono lì, nel profondo del tuo cuore, ad indicartela. Quindi connettiti con quei valori; usali come guida. Sviluppa un senso di risolutezza.

Apprezza quello che hai nella tua vita adesso. Questo è importante perché il presente è l’unico tempo che hai. Il passato non esiste più; non è altro che ricordi nel presente. E il futuro non esiste ancora; non è altro che pensieri e immagini nel presente. L’unico tempo che hai è questo momento, quindi traine il massimo, nota cosa succede, apprezzalo nella sua pienezza!

E ricorda: la vita dà il massimo a chi trae il massimo da ciò che la vita gli dà.

Forte e fragile come la vita

mandorlo in fiore

Vincent Van Gogh – Mandorlo in fiore –

“Mi sono alzato di notte e ho guardato il paesaggio.   Mai, mai la natura mi è parsa così commovente, così delicata…”  Vincent Van Gogh

 Uno slancio verso l’azzurro. Fiori di mandorlo si protendono verso il cielo. Niente altro che il bianco dei  petali e il blu del cielo. Quasi una incarnazione della felicità: forte e fragile come la vita.

Van Gogh, esausto per via del caos interiore e della sua lotta contro la malattia psichica, si concentra sull’essenziale: lo slancio della vita verso l’alto, la trascendenza, il cielo. Sembra aver dipinto il quadro con la testa in alto, senza vedere nulla intorno a sé. Ha allontanato ogni forma di paesaggio per concentrarsi sull’unione tra i fiori e il cielo, il blu e il bianco, il terreno e il celeste…

Nello stesso modo ha tenuto lontano le sue sofferenze per trasmetterci per sempre la sua felicità di fronte ai fiori del mandorlo.

 ….. la natura procura un’armonia per connessione e appartenenza: niente altro che sentirsi vivi in mezzo a tutte le forme della vita, e capire che è una fortuna. Assaporare la gioia elementare di esistere……

“Segui la natura” i filosofi dell’Antichità avevano capito che esiste un legame organico tra la felicità e la natura, capace di portare un soffio vitale anche nelle menti più oscure….

La natura ci aiuta a capire e ad avvicinare la felicità in molti modi. Ci consente un attaccamento sereno e ancestrale al mondo che ci circonda: continuità del ritorno delle stagioni, quasi immutabilità dei paesaggi che amiamo, dei legami armoniosi tra piante e animali. Ci insegna a non aspettare niente di preciso: semplicemente esserci e goderne.

Per gli psicologi evoluzionisti, molti dei nostri comportamenti e dei nostri gusti sono le vestigia dei nostri bisogni animali ancestrali: se gli esseri umani sono così sensibili allo spettacolo di una bella natura è perché vi vedono la promessa di risorse per la loro sopravvivenza, di che mangiare, riposarsi, ripararsi…. Eppure, al di là del piacere che proviamo, si risveglia anche una profonda sensazione di appartenenza a un ordine che ci ingloba e va oltre noi stessi.

Per questa ragione noi non ci limitiamo ad osservare la natura, noi entriamo in connivenza con lei, ci avviciniamo alla nostra realtà più elementare: quella di esseri viventi. Non facciamo altro che immergerci nella natura, tornare a lei. Quando contempliamo un albero in fiore. Quando restiamo assorti a osservare il moto delle onde o delle nuvole…

 ….. tutta la felicità si origina in simili istanti di grazia. Fermarsi, tacere. Vedere, ascoltare, respirare. Ammirare. Accogliere le gioie nascenti. Esercitarsi lentamente a percepirle dovunque esse si trovino……

Scelgo di lasciar fare alla vita

danzare-alla-vita

 

Scelgo di lasciar fare alla vita, non cercherò di costringerla alla mia volontà, non cercherò di trascinarla a forza nei miei piani, non mi opporrò alla sua guida divina.

Lascio che mi attraversi, che entri nelle mie ossa, che riempia la mia anima.

Permetto alla tessitrice divina di filare i passi del mio percorso, intrecciare i miei fili a tutte le strade.

Le permetto di prendermi per mano, non mi opporrò alle vertigini affascinanti, seguo la mappa scritta dentro di me, i sacri simboli che scorrono dentro le mie vene, il loro forte richiamo.

Mi lascio guidare dallo stesso impulso che fa nascere le stelle.

Lascio fare alla vita, mi abbandono al suo ritmo, danzo scalza la sua eterna danza, le sue lune e maree dentro di me.

Lascio che accada o non accada, che fluisca o trattenga, lascio che sia ciò che deve essere.

Concedo alla Vita la possibilità di rendermi libera.

Ada Luz Márquez

 

 

Il mio Albero della Vita

albero

Come un albero muovo le foglie dei miei pensieri ad ogni respiro quelle più prossime ondeggiano impazzite ….. pensieri irrisolti, tormentati, senza sosta.

Quelle riparate dalla folta chioma restano quiete ma non immobili cullate dalla brezza che riesce a raggiungerle …. momenti in cui le idee flutuano silenziose prima di trovare il loro posto….

Certezze e convinzioni si fermano per fare il posto al nuovo.

Ad ogni respiro corrisponde un battito che dal cuore raggiunge le radici fonti di vita renendole vive e pulsanti.

Protesi verso l’alto i rami, esperienze ed emozioni condivise … alcuni di essi dritti e semplici, altri si snodano in complicati giochi di intrecci.

Il tronco esile alla nascita ondeggia incerto ad ogni sbuffo di vento …. ora ruvido, spesso e compatto racconta la mia anima …. ogni anello un attimo di vita.

Nella corteccia le ferite, segni dei combattimenti vinti ….. la resina, lacrime diventate linfa.

Un albero nelle stagioni della vita: ad ogni primavera carico di gemme e fiori di rinascita …in estate rigoglioso e fiero con il sole che gioca tra i rami, in autunno scrolla le fronde alleggerendo i pensieri , in inverno coperto sotto una coltre di neve, in silenzio …..

In questa valle sono!!!

Tra le meraviglie che non hanno fine all’orizzonte prendo parte allo spettacolo della VITA!

Noi, artisti della vita …..

artista della vita

[…] Quando ti chiedi se si possa raggiungere la piena felicità, probabilmente credi di poter conquistare, individualmente e autonomamente, un modo di vivere più gradevole, degno e soddisfacente; e sei disponibile a fare quel tipo di sforzo e a sopportare forse quel tipo di sacrificio che qualsiasi causa degna richiede e a fare ciò che di scomodo essa impone a chi la sostiene.

In altri termini, ponendoti tale domanda hai indicato che, anziché accettare placidamente e docilmente lo stato di cose esistente, sei propenso a misurare la tua forza e la tua capacità secondo gli standard, i compiti e gli obiettivi che hai definito per la tua vita, e non viceversa: a misurare le tue ambizioni e finalità con le forze che ritieni di avere o di poter mobilitare in questo momento.

Hai certamente fatto ipotesi del genere, e agito di conseguenza: altrimenti non ti saresti preso la briga di porti queste domande. Se lo hai fatto significa che agisci in base alla convinzione che il mondo che ti circonda non sia “dato” una volta per tutte, che possa essere cambiato, e che tu, proprio tu, possa a tua volta cambiare mentre ti dedichi a cambiare il mondo. Significa che tu parti dall’idea che lo stato del mondo possa essere diverso da come è, e che il modo in cui cambierà dipenderà da ciò che fai, e che questo è vero come (e più) del fatto che ciò che fai, o non fai, dipende dallo stato del mondo (passato,presente,futuro).

Significa che confidi nella tua capacità di “fare la differenza”: una differenza per la tua vita, ma anche per il mondo in cui vivi.

In breve significa che pensi di essere un artista in grado di creare e di dar forma alle cose parimenti di essere tu stesso un prodotto di quel creare e dare forma ….

L’affermazione secondo cui “la vita è un’opera d’arte” non è un postulato o un monito (del tipo “prova a rendere la tua vita bella, armoniosa, dotata di senso e ricca di significato, come i pittori o i musicisti cercano di fare con le loro opere), ma una constatazione di fatto.

La vita, se è vita umana – la vita di un essere dotato di volontà e libertà di scelta – non può non essere un’opera d’arte.

Volontà e scelta lasciano la propria impronta sulla forma di vita, per quanto si tenti di negarne la presenza e/o di nasconderne il potere attribuendo il ruolo di causa alla presunta pressione schiacciante di forze esterne che impongono l’”io devo” dove avrebbe dovuto esserci l’”io voglio” e restringono in tal modo il ventaglio delle scelte plausibili. […]

[…] L avita si vive nell’incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario. Ogni decisione è condannata ad essere arbitraria; nessuna sarà esente da rischi e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi. Per ogni argomento a favore di una scelta si trova un argomento contrario non meno pesante. […]

[…] Quando ci incamminiamo a modo nostro verso una vita rispettabile, dignitosa, soddisfacente, degna (e felice!), per evitare errori e sfuggire all’incertezza facciamo affidamento sulla guida di una stella che abbiamo scelto per la sua luce rassicurante. Ma in tutto ciò ci renderemo conto presto che la nostra scelta della stella-guida è stata, in ultima analisi, nostra, ed è gravida di rischi come lo sono state, e sono destinate ad essere tutte le nostre scelte – e rimarrà fino alla fine la nostra scelta, come nostra è la responsabilità di averla fatta …

Zygmunt Bauman – L’Arte della vita – pagg.68-73)

La nostalgia come metafora della vita

nostalgia 1

“Per mettersi in viaggio

c’è bisogno della

nostalgia di qualcosa …..” S.Tamaro

La nostalgia fa parte della vita, come ne fa parte la memoria, dalla quale la nostalgia nasce sulla scia dei ricordi, luminosi e oscuri, dolorosi e salvifici, scintillanti e umbratili, che la nutrono.

Non c’è vita che non sia attraversata dai sentieri talora enigmatici della nostalgia, e delle sue emozioni sorelle, la malinconia, il dolore dell’anima, il rimpianto, e talora la gioia, la emozione più eterea e incorporea della nostra vita, e molte sono le forme in cui la nostalgia si manifesta nelle sue intermittenze, e nei suoi orizzonti di senso.

Andare alla ricerca delle emozioni, delle emozioni perdute, e la nostalgia lo è, non è solo compito di coloro che si occupano dei labirintici meandri della mente umana, ma di chiunque viva, nel mare sconfinato delle relazioni umane che non si comprendono, anche se spesso ci si ostina a non volerlo fare, nei loro significati se non sono ricondotte alle loro fondazioni emozionali.

Ma è sicuramente molto più facile riconoscere le fondazioni razionali dei nostri modi di essere, e di comportarci, che non quelle emozionali , del nostro sentito così camaleontico e fluido, nondimeno tuttavia necessario ad una vita che non voglia rimanere estranea ai valori di umana solidarietà oggi così in pericolo.

Ma è mai possibile vivere senza una continua riflessione sulla storia della nostra vita, sul passato che la costituisce, sulle cose che potevano essere fatte, e non lo sono state, sulle occasioni perdute, sulle ragioni delle nostre nostalgie e dei nostri rimpianti? Sì, temo sia possibile, e sia frequente, questo sfuggire al dialogo con noi stessi galleggiando in una superficie opaca insieme ai detriti di vita che vogliamo non lascino un segno.

Dialogare con se stessi, anche se magari fa male, è comunque premessa alla conoscenza di quello che siamo stati e di quello che ora siamo. Ricostruire la storia interiore della nostra vita, ripensare alle cose delle quali dovremmo avere nostalgia o rimpianto non è perdere tempo ma riflettere sul senso della nostra vita ,ed educarci a non ripetere, se è possibile, le mancanze, o gli errori del passato.

Senza ovviamente lasciarci risucchiare dalle sirene del passato, delle cose che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, dalle ossessioni che non ci consentono di vivere liberamente quello che sta accadendo nel presente e di accettarlo.

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Liberamente tratto da:

E.Borgna – “Il tempo e la vita” – ed.Mondadori

Il Giudice silenzioso

ESSERE7

” Voglio arrivare, quanto posso, lontano, attingere la gioia che ho nell’anima, e cambiare i limiti che conosco, e sentirmi crescere la mente e lo spirito. Voglio VIVERE, ESISTERE, ESSERE, e udire le verità che sono dentro di me ” W.Dyer

E’ così difficile dire : “IO SONO!” . E’ così difficile darsi il permesso di ESSERE. Teoricamente siamo convinti che non ce ne sia bisogno , anche solo nel momento in cui lo penso “io sono” , in realtà essere pienamente, coscientemente , emotivamente, fisicamente ESSERE è la cosa più difficile che esista ….. troppe voci nella testa ci impediscono di sentire questa verità.

E allora ……..

Immagina come sarebbe se una mattina mentre sei a letto e ti stai svegliando ti accorgessi all’improvviso che c’è silenzio nella tua testa. Niente avanti e indietro di cosa devi e non devi fare, niente pressione a far progetti ed essere pronta.

La percezione del tuo corpo è diretta e semplice, priva di concetti e giudizi a cui sei abituata.

Ti accorgi anche che senti il corpo non a pezzi ma come un’unità, qualcosa che esiste tutto insieme senza parti … è come se non ci fosse confine tra la tua pelle e il materasso. Porti più attenzione al fianco che è appoggiato sul materasso e noti che senti pressione, calore, un senso di densità ma non trovi un confine, una separazione tra materasso e corpo. Che strano …

Eppure non è la pelle la mia casa? Non è la pelle il confine che delimita ciò che sono io, quello che è dentro, e ciò che non sono io, quello che è fuori? … il pensiero arriva ma scorre via lasciando silenzio .

Senti le gocce di pioggia che cadono sul balcone e la musica della chitarra suonata dal vicino e il tuo respiro che entra ed esce. Tutto è così nitido!

All’improvviso vedi che la nitidezza è data dal fatto che ogni cosa è come immersa ma anche accentuata dal silenzio e dallo spazio che c’è tra un evento e quello successivo.

Qualcosa manca …. Cosa??? Certo, non ci sono giudizi, non ci sono valutazioni!! Tutto compare e scompare nella sua purezza: un pensiero, una sensazione, un’immagine, un respiro, una emozione ….

Ti accorgi anche che le tensioni sono sparite: non dovendo afferrare niente, non volendo definire e inscatolare, non c’è sforzo, non c’è bisogno di sforzarsi.

Semplicemente SEI ….. sei la vita che scorre … la vita non è in tè , la vita E’ TE!   Stai meravigliosamente facendo l’esperienza di te stessa. ….

Quando per la prima volta il nostro Giudice tace è una tale meraviglia ….

Finalmente sei sola, senza papà, senza mamma, senza guardiani, senza grilli parlanti, senza consigli e ammonimenti. Senza pregiudizi da sostenere e difendere…..

Sei sola ma quella mancanza di voci e giudizi ti permette di sentire per la prima volta d’essere finalmente con te stessa, a casa …

Nello spazio lasciato  libero dal Giudice si manifesta un’incredibile creatività, un esplodere continuo di possibilità e un mistero stupefacente.

E finalmente puoi dire … IO SONO !

La vita solo la vita ….

VITA CHE VIBRA

La  nostra vita è costellata da un imprevisto che ci sorprende ad ogni istante.

La nostra esistenza è fatta di incontri e di separazioni. Ciascuno di questi incontri, ciascuna separazione,rappresentano altrettante nascite future.

Questo fa sì che trascorriamo una parte essenziale della nostra vita a venire al mondo.

Dobbiamo vivere separazioni imposte da perdite, tradimenti, brusco distacco.

Dobbiamo affrontare separazioni scelte, legate al bisogno di allontanarci, di mettere una giusta distanza, di abbandonare una relazione tossica o malsana.

Ogni volta dobbiamo far fronte ai rischi, alle scoperte e allo stupore della solitudine.

E poi viene il giorno che accetteremo di capire che non siamo mai soli, che possiamo collegarci all’intimo nucleo dentro di noi, che rimaniamo depositari di noi stessi.

Il nostro compagno più fidato, il più fedele, quello che ci accompagnerà più lontano, più a lungo nel nostro passaggio su questa terra non possiamo che essere noi.

E’ quindi opportuno imparare a sviluppare un buon rapporto con se stessi, appoggiandosi sui tre pilastri di cui avremo più bisogno, al di là della nostra fede, al di là del nostro entusiasmo, al di là delle nostre credenze: la libertà di amarci, di volerci bene, l’impegno di rispettarci nella quotidianità, la capacità di responsabilizzarci in qualunque occasione.

Il più bel regalo che possiamo offrire al germe di vita posto in noi al momento del concepimento è quello di far crescere dentro di noi la vita fino al limite ultimo della nostra esistenza.

La vita, solo la vita, onorata, magnificata, vivificata fino alla fine !!! ……

“per tutta la vita bisogna imparare a vivere … Seneca”

Vita!

FIORE TRA I SASSI 3

Io vivo di te, vita!

Vivo l’allegria delle fortune inaspettate.

Vivo la contentezza delle piccole gioie.

Vivo l’amarezza degli schiaffi della sorte.

Vivo la delusione delle aspettative fallite.

Vivo il rimorso delle occasioni perdute.

Vivo l’odore della tristezza.

Vivo la rabbia delle frustrazioni che mi sbarrano la strada.

Vivo la paura che si insinua nella mia mente.

Vivo le battaglie tra il mio cuore e i miei pensieri.

Vivo la nostalgia dei ricordi.

Questo sei tu Vita!

Io voglio vivere tutte le tue emozioni….

Voglio essere riso quando rido,

voglio essere pianto quando piango,

voglio essere rabbia quando mi arrabbio,

voglio essere tristezza quando sono triste,

voglio essere disperazione quando sono disperata.

A quel punto la vita mi abbracciò teneramente e mi disse ….

Grazie!

Grazie perché accogli i miei lati più belli; ma grazie perché accogli anche i miei lati più brutti.

Grazie perché riesci a capirmi e grazie perché non mi giudichi.

Ma soprattutto grazie perché riesci a prendermi per quella che sono … in tutta la mia totalità, in tutta la mia interezza …..

“Se della vita si vive appieno solo il suo bello essa diventa meno bella … Se invece si vive appieno anche il suo bruto, essa diventa più bella ….” O.Falworth

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