Mese: novembre 2017

Affrontare le paure II parte

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Photo by tertia van rensburg on Unsplash

Animiamo la paura di cose inesistenti, che sembrano spine e sono soltanto piume in agguato dietro i muri. Fabrizio Caramagna

Eccoci al secondo passo per cercare di affrontare le nostre paure più ancestrali e continuare così il viaggio più leggeri.

Una delle strade più efficaci per tras-formarci personalmente è quella di identificare e poi mettere in discussione la storia che ci raccontiamo per rendere necessaria la paura.

Queste credenze il più delle volte sono solo costruzioni mentali che usiamo per dare un significato a quello che ci succede, noi però le trattiamo come se fossero realtà e ne siamo così inconsapevoli che ci sorprendiamo se gli altri non concordano con noi.

La grande utilità di mettere in discussione le nostre storie è proprio quello di modificarle da parte integrante di noi, così appiccicate a noi stessi da non riuscire più a distinguere noi da loro, a oggetto di riflessione sul quale possiamo sviluppare una prospettiva diversa. Per fare questo è necessario spostarle dal dentro al fuori; un esercizio utile che ci può aiutare in questo compito è di provare a riflettere, scrivendo poi su un grande foglio, sulla paura che abbiamo identificato nel passo precedente (vedi il post prima) e chiedersi su quali basi l’abbiamo costruita. Domandandoci poi cosa diciamo a noi stessi sul motivo per cui temiamo che quello di cui abbiamo paura possa accadere.

Se abbiamo difficoltà a individuare la storia con la quale ci raccontiamo il motivo della paura, proviamo a verificare se per caso assomiglia a queste supposizioni che scrivo di seguito:

Paura di rimanere soli, di essere abbandonati

  • Se dico la verità, o qualcosa di negativo, gli altri mi eviteranno
  • Sono OK se piaccio agli altri
  • Se deludo gli altri, non mi vorranno più
  • Devo essere all’altezza delle aspettative degli altri
  • Non sono brava abbastanza

Paura di sentirsi soffocati dagli altri

  • Non posso fidarmi di nessuno
  • Se i dovessi aprire troppo gli altri mi ferirebbero
  • Non ho bisogno degli altri per stare bene
  • Io sono nel giusto, sono gli altri che sbagliano
  • Devo essere migliore degli altri per sentirmi bene
  • Sento di valere quando gli altri mi guardano con ammirazione

Paura della mancanza di controllo

  • I cambiamenti sono pericolosi
  • Se la mia vita non è ben organizzata mi sento insicura
  • Il fallimento è la fine per me
  • Le procedure e le regole sono fatte per essere seguite
  • Esporsi con le proprie idee è pericoloso

Paura di sentirsi intrappolati

  • L’abitudine mi uccide
  • Prendere un impegno vuol dire intrappolarsi
  • Ho bisogno di novità, di cambiamenti continui per sentirmi vivo
  • Le regole sono fatte per essere violate

Leggendo queste “supposizioni” alcune potrebbero sembrarci vere, mentre altre assolutamente lontane da noi o di incerta collocazione. Questo perché la storia che ci raccontiamo si basa su esperienze reali vissute nel passato che ci hanno dato un certo imprinting su cui poi ha attecchito la nostra paura; oppure su cose che abbiamo sentito o che abbiamo immaginato, leggendo in maniera distorta comportamenti di altri, ma mai realmente provato.

L’esplorazione di queste supposizioni possono però aprirci le porte verso un nuovo mondo, un mondo che forse non ci siamo mai dati il permesso di scoprire, un mondo dove finalmente possiamo togliere i limiti che ci siamo autoimposti liberando così il nostro potenziale.

Ci sono modi diversi di vedere la realtà e noi come novelli ricercatori abbiamo il dovere nei confronti di noi stessi di trovarne il più possibile per riuscire a vivere con sempre maggior sintonia la nostra avventura esistenziale.

Nel prossimo post una strategia per verificare le credenze legate alle paure ….

 

 

 

 

liberamente tatto da: G.D’Alessio – Il potere di cambiare – ed. Rizzoli

 

Affrontare le paure I parte

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Photo by Caleb Woods on Unsplash

Attenzione alle paure del giorno. Amano rubare i sogni della notte. 

Fabrizio Caramagna

La prima cosa da sapere per poter integrare le nostre paure rendendole alleate anziché nemiche da combattere è che la maggior parte di esse si fondano su nostre credenze mai messe in discussione.

La paura, a meno che non emerga in presenza di un pericolo fisico, è un’emozione generalmente collegata a eventi futuri non ancora accaduti. Essa si basa, nella maggior parte dei casi, su nostre convinzioni e non su quello che sta avvenendo nel momento attuale.

Ad esempio se la mia paura è quella di non poter contare su nessuno perché sono convinto che tutti mi deluderanno, non sto valutando quello che sta accadendo ora, ma sto probabilmente basando questa mia convinzione sul fatto che nel passato qualcuno su cui riponevo la mia fiducia non si è comportato come mi aspettavo, sviluppando così la certezza che tutte le persone che incontrerò i deluderanno sempre.

Tutte le volte che usiamo termini assoluti come “sempre”, “mai”, “ogni volta che”, ipotechiamo il nostro futuro, e soprattutto influenziamo il modo in cui ci comporteremo con gli altri, generando proprio quello che avremmo voluto evitare.

Il primo passo è quindi quello di riuscire a capire che il meccanismo della paura non si basa sulla realtà, ma su una storia che abbiamo costruito per effetto di un evento accaduto nel passato. Fatto questo quello che ci rimane da fare è:

  • Identificare il bisogno da cui nasce la paura, la storia e la convinzione che raccontiamo a noi stessi rispetto a quel bisogno
  • Mettere in discussione la credenza
  • Sviluppare la qualità di chi ha il bisogno opposto al nostro.

Ora esploriamo in modo pratico questi tre passi.

Identificare il bisogno e la “storia” che raccontiamo a noi stessi => il primo step è quello di andare ad indagare quali paure abbiamo e vedere sulla base di quali convinzioni le abbiamo sviluppate.

Per fare questo proviamo a riflettere su un comportamento che vorremo adottare ma che ci risulta molto difficile mettere in pratica. E’ necessario che sia un comportamento utile che ci farebbe “svoltare” nel nostro modo di affrontare le situazioni e scriviamolo su un foglio.

Nel mio caso => vorrei essere capace a dire più spesso NO specialmente in tutte quelle situazioni che so in anticipo mi toglieranno respiro ed energia.

Ora immaginiamo di agire questo comportamento desiderato, pensando quale potrebbe essere la conseguenza peggiore e scriviamo anche questo su un foglio

Nel mio caso => …. Gli altri potrebbero pensare che non possono contare su di quando ne hanno bisogno

Adesso riflettiamo, se questa conseguenza si avverasse veramente, quale sarebbe il peggior esito che potrebbe accadere? … scriviamo

Nel mio caso => il mio primo pensiero sarebbe quello che gli altri si sentirebbero delusi di me, ritenendomi poco disponibile, una persona su cui non si può contare e quindi si allontanerebbero

Andiamo oltre e pensiamo se questa conseguenza si avverasse quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe accadere? … scriviamo

Nel mio caso => Mi sentirei esclusa e indesiderata ….. abbandonata!

Eccoci arrivati a toccare una delle 4 paure di base e, nel mio caso, precisamente la 1°: rimanere soli!

Se ti va prova a farlo anche tu che mi leggi e se vuoi parlarne insieme a me, scrivi sul modulo qui sotto ……

Nel prossimo post affronteremo il secondo step mettendo in discussione la “storia” che raccontiamo a noi stessi ….. 😊

 

 

Liberamente tratto da: G.D’Alessio – Il potere di cambiare – Ed.Rizzoli

Le paure associate ai 4 bisogni fondamentali

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Photo by Alex Iby on Unsplash

Troppi di noi non vivono i loro sogni perché stanno vivendo le loro paure. Anonimo

Nel post precedente abbiamo visto che nasciamo con 4 bisogni fondamentali che a coppie sono uno l’opposto dell’altro:

  1. Bisogno di amore o appartenenza
  2. Espressione autonoma, indipendenza
  3. Sicurezza e prevedibilità
  4. Varietà ed imprevedibilità

Ora collegate alla possibilità che questi bisogni rimangono insoddisfatti ci sono 4 paure:

  1. Rimanere soli, separazione
  2. Sentirsi soffocati dagli altri
  3. Mancanza di controllo
  4. Sentirsi intrappolati

Per sentirci esseri unici e completi e vivere così una buona vita è necessario soddisfare tutti questi bisogni, compito tutt’altro che facile anche per la natura contraddittoria di queste quattro necessità.

Da una parte dobbiamo diventare persone adulte e indipendenti differenziandoci dagli altri (bisogno di autonomia); dall’altro dobbiamo anche aver fiducia nella vita, nel mondo e nelle persone, lasciandoci avvicinare dagli altri, disponibili a creare con loro un’intimità (bisogno di amore e appartenenza).

Da una parte sarebbe bene essere congruenti con i nostri progetti, elaborando piani prevedibili che ci avvicinino ai nostri obiettivi (bisogno di sicurezza e prevedibilità); dall’altra è necessario anche rimanere flessibili e aperti al cambiamento, disponibili ad osare abbandonando il conosciuto.

Quando sentiamo che la soddisfazione del bisogno viene messa in pericolo, allora ecco che scatta la paura corrispondente, che nella maggior parte dei casi dà origine ad una risposta reattiva, quasi sempre disfunzionale che non solo manca la soddisfazione del bisogno ma crea difficoltà a noi e a quelli che ci stanno intorno.

Vediamo ora più dettagliatamente le 4 paure:

  1. Paura di rimanere soli => le persone che hanno più in figura il bisogno di amore e appartenenza hanno come prima necessità quella di creare legami di vicinanza e connessione con gli altri. Questo bisogno è legato al forte desiderio di far parte di un gruppo e di sentire il proprio valore confermato dagli altri. In genere sono individui molto efficaci nel lavoro in team, sono partecipativi, mediatori nei conflitti, amanti della convivialità. Persone a cui piace sentirsi legate agli altri che vivono queste connessioni come fonte di sicurezza. Tendono, quindi, a creare relazioni basate sulla dipendenza, sentendosi dipendenti dagli altri e cercando di rendere gli altri dipendenti da loro. La loro paura più forte è quella di sentirsi rifiutati, abbandonati, messi da parte. Separarsi dagli altri significa rimanere soli, stato, questo, dal quale fuggono al punto di rinunciare a se stessi. Nel caso delle relazioni questa paura li porta ad evitare tutte quelle situazioni potenzialmente critiche che avrebbero bisogno di chiarimento per timore di creare tensioni che potrebbero portare ad un allontanamento delle persone. Ogni difficoltà con gli altri viene affrontata diluendo i messaggi negativi, indorando la pillola pur di non intaccare l’armonia nella relazione. La conseguenza di questa paura è il sacrificio di se stesse che queste persone fanno, idealizzando spesso il contesto in cui si trovano per non mettere in discussione la persona o le persone con cui vogliono mantenere il legame a tutti i costi. La paura sottesa alla paura di separazione riguarda la propria identità e autonomia, percepita solo in cambio della perdita di protezione da parte degli altri.
  2. Paura di sentirsi soffocati dagli altri => all’opposto della paura precedente troviamo quelle persone che hanno assoluto bisogno di affermarsi. Questi individui voglio decidere in modo autonomo, avere opinioni proprie ed esprimerle anche se sono in opposizione con gli altri. Sono persone che non vogliono assolutamente dipendere dagli altri, mettono confini rigidi nei confronti dell’altro da sé, proteggendo con i denti i propri spazi. Si sforzano il più possibile per non mostrare le proprie emozioni cercando di rimanere sempre estremamente logici e razionali. Manifestare i propri sentimenti è un pericolo troppo grande per la loro identità che difendono a volte con aggressività, altre volte con ironia e sarcasmo cercando sempre di ripristinare la distanza dagli altri. In realtà la paura sottesa a questa paura è quella di perdere se stessi e la propria autonomia nel darsi agli altri.
  3. Paura della mancanza di controllo => queste persone hanno un forte bisogno di certezze e prevedibilità; vogliono che sia tutto sotto controllo. Il loro scopo è la ricerca della perfezione e dell’ordine universale seguendo alla lettera le regole imposte dal contesto in cui sono inseriti. Tutto quello che rappresenta una novità non è visto di buon occhio perché alimenta l’incertezza; tendono quindi a resistere il più possibile ad ogni cambiamento non dando spazio alla spontaneità. Possono essere individui che hanno molta difficoltà a decidere, perché prima della scelta hanno bisogno di soppesare ogni elemento con estrema attenzione pianificando ogni dettaglio prima di prendersi un rischio. Estremamente abitudinari, hanno una chiusura verso l’apprendimento di concetti e competenze nuove che procurano loro una forte e destabilizzante ansia. Anche qui c’è una paura sottesa a questa paura ed è il “timor panico” del cambiamento vissuto come perdita di sicurezza e di quelle ancore dettate dalla tradizione su cui si poggia la loro esistenza.
  4. Paura di sentirsi intrappolati => queste persone, per lo più individui creativi e spontanei, hanno un grande bisogno di varietà, sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Prediligono il senso dell’avventura e dell’inaspettato. Estremamente competitivi, vogliono essere ammirati, amano tutto ciò che rompe le regole. La tradizione, i confini, le regole e le procedure sono elementi che limitano la loro libertà che va difesa a tutti i costi. Essi hanno una grande difficoltà a pianificare perché tengono aperte sempre diverse strade. La noia è una delle emozioni che rifuggono il più possibile. Le loro relazioni hanno necessità di un rinnovamento continuo altrimenti si sentono prigionieri delle abitudini e scappano.

A conclusione di questo breve excursus è necessario dire che le paure fanno parte della nostra vita e nessuna è più giusta o sbagliata di un’altra; il problema arriva quando la neghiamo rimanendo attaccati in modo rigido al nostro bisogno.

La soluzione è fare della paura una nostra alleata che con il suo insorgere fa da segnale d’allarme che ci indica che stiamo cercando di evitare qualcosa di inevitabile, qualcosa che la vita ci sta chiedendo. In questo modo, integrandole come una parte fondamentale di noi possiamo anche trascenderle senza perderci la ricchezza della nostra esistenza.

Come affrontarle, quindi? …….. la risposta nel prossimo post 😊

 

 

liberamente tratto da: G.D’Alessio – Il potere di cambiare – Ed. Rizzoli

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