Sulle relazioni

Avere relazioni consapevoli

RELAZIONE 1

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Il livello di consapevolezza con cui trattiamo gli altri varia in funzione della natura del rapporto. Razionalmente, più la relazione è importante per noi, più vi prestiamo attenzione; in questo modo se amiamo e ne siamo coscienti (cioè se non siamo solo ciecamente infatuati), capiamo quella persona sicuramente meglio di quanto non capiamo chiunque altro.

A qualunque livello di intimità, uno dei modi per trasmettere il nostro rispetto ad un altro essere umano è mettere consapevolezza nell’incontro; cioè vederlo, ascoltarlo e rispondergli in modo che l’altro si senta compreso. Al contrario, con la distrazione  trasmettiamo mancanza di rispetto, come dire: “tu, i tuoi pensieri e le tue emozioni non siete degli della mia attenzione.

Abbiamo una profonda necessità di essere visti, capiti e apprezzati in modo coerente con la nostra percezione di noi stessi. E’ così che sperimentiamo una forma di oggettività sul nostro io e le sue espressioni, vale a dire una forma di autoaffermazione.

La necessità di questa esperienza è insita nella nostra natura umana, e quando viene frustrata ne risentono la crescita e il benessere generale.

Quando i bambini vengono trattati non come persone, ma come oggetti fastidiosi o buffi gocattoli, si sentono invisibili e la loro autostima spesso soccombe. Se un uomo sente di essere visto dalla moglie non come un essere umano ma come un oggetto di successo o una macchina dalle grandi prestazioni, oppure quando una moglie si sente vista dal marito non come una persona ma come un oggetto sessuale o un trofeo, il risultato è un senso di invisibilità, e la relazione ne soffre.

Il grido muto: “quando parli con me, per favore, vedimi” significa: “quando parli con me, per favore, siine consapevole”.

Quando mettiamo nell’incontro con un altro un alto livello di consapevolezza, ci accorgiamo di quello che dice, del suo aspetto e del sottotono emotivo della sua comunicazione. Registriamo molte più informazioni del contenuto letterale delle sue parole. Ma nel contempo siamo consci anche delle nostre parole e del nostro sottotono emotivo, nonché dei molteplici segnali che noi stessi inviamo. Sarebbe ingenuo pensare che gli altri reagiscano solo, e ricevano solo, le nostre dichiarazioni verbali. Quindi, se agiamo con attenzione, riconosciamo la complessità dei nostri scambi, e le nostre reazioni riflettono in vari gradi la nostra consapevolezza.

Non tutti gli incontri richiedono tuttavia questo livello di concentrazione; è il contesto a determinare il giusto livello di consapevolezza.

Domandiamoci: che cosa vuol dire agire consapevolmente in una relazione amorosa?

Amare un altro essere umano significa conoscere e amare la sua persona. Questo presuppone un impegno a vedere e capire l’oggetto del nostro amore. L’”amore” senza vista e conoscenza è una contraddizione di termini. Come posso di dire di amarti se non ti vedo, non so chi sei e non mostro nessun desiderio di saperlo? Sarebbe come dire: “per favore, non distrarmi con la realtà di quello che sei. Sono tutta presa dal mio sogno di te”.

Molti hanno una relazione con, o sposano, non una persona, ma una fantasia, e poi se la prendono con quella stessa persona perché non è all’altezza della loro fantasia. Evitano di esaminare i processi mentali che li hanno portati a selezionare proprio quel partner preferendo prendersela con un mondo in cui la strada della non-consapevolezza non porta alla soddisfazione finale.

Le ragioni per cui ci innamoriamo di una persona sono molte complesse, e non tutte prontamente accessibili alla coscienza. Uno dei piaceri degli innamorati è proprio quello di cercare a livelli sempre più profondi i tratti del partner che li ispirano e li eccitano. Questo processo può andare avanti per anni e diventare una fonte incessante di piacere e di crescente intimità.

Ma all’inizio della relazione in genere possiamo chiederci: che cosa mi piace e mi stimola di più in questa persona? Che cosa mi piace dei suoi progetti? Che cosa ammiro nel suo carattere? Ho delle riserve, dei dubbi? Se sì, a quale proposito e come posso verificarli? Che cosa non mi piace e che importanza ha per me nella scala dei miei valori? Che cosa sembriamo avere in comune, e perché penso che sia così? In cosa potremmo essere incompatibili e perché penso che sia così?

Forse non riusciremo mai ad elencare tutti gli elementi che ci ispirano amore e attrazione, ma questo non deve fermare i nostri tentativi di identificarne quanti più possibile, perché è uno dei modi in cui cresce l’amore e l’intimità, sempre che la relazione abbia una base solida e sana……

se ti è piaciuto questo post seguimi domani per la seconda parte ….. 🙂

2 pensieri riguardo “Avere relazioni consapevoli

  1. Bellissimo. Mio marito non mi ascoltava… mentre parlavo lui cambiava discorso. Ed io capivo che non aveva ascoltato neppure una parola. Aspetto il secondo post…

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