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Fiducia, motivazione, determinazione

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“Gli sforzi e il coraggio non sono abbastanza, senza uno scopo ben preciso e una direzione da seguire” J.F. Kennedy

Sull’onda del week end formativo che ha aperto il 2° anno del Master In “Yoga Danza e Artcounseling” di ADYCA asd, la scuola fondata con la mia amica e collega Lucilla Loddi, un post,tratto dal libro di Edoardo Giusti “Passione e Saggezza” , che riprende i concetti “lavorati” durante le ore di lezione.

[….] Molto spesso valutiamo una persona felice e serena misurando il livello di soddisfazione e appagamento rispetto alla vita che conduce. Se le sue relazioni affettive sono significanti, se ha successo nel lavoro, se beneficia di un certo benessere socio-economico, se infine gode di buona salute, allora possiamo dire che la serenità appartiene a quella persona.

Tuttavia è vero il contrario, cioè che la serenità psichica apre la strada del successo nella vita, nella professione e negli affetti, apportando anche enormi benefici fisiologici e migliorando lo stato di salute psico-fisica. Una vita gratificante dipende pochissimo dal caso o dalla sorte ed è invece il risultato di particolari caratteristiche individuali che fanno la differenza fra il fallimento e il successo.

Tra queste caratteristiche sono di primaria importanza:

  • Essere persone fiduciose
  • Avere determinazione
  • Essere profondamente motivate

Tutti questi elementi sono strettamente collegati ad uno stile di pensiero ottimistico e all’intelligenza emotiva.

La fiducia, la motivazione e la determinazione sono i tre requisiti fondamentali per ottenere che la vita si realizzi secondo i propri obiettivi.

La fiducia verso se stessi e le proprie capacità non è mai la vana illusione di chi si percepisce in modo ingannevole e irrealistico, ma consiste in una piena coscienza delle proprie risorse e dei propri limiti; è solo l’autoconsapevolezza che infonde fiducia, perché è una vera e propria bussola che ci permette di puntare di volta in volta nella direzione migliore.

D’altronde sappiamo bene che affrontare una situazione difficile, ma d cui abbiamo presenti la maggior parte degli elementi, ci infonde un profondo senso di fiducia, mentre quando ci troviamo di fronte a difficoltà piccole ma completamente oscure e indecifrabili siamo molto sfiduciati e ci prefiguriamo il fallimento.

La fiducia per essere efficace deve anche riversarsi verso il mondo esterno e gli altri, ma sempre salvando il realismo. Infatti, solo conoscendo la realtà per quella che è, visualizzando gli ostacoli e gli impedimenti insieme alle opportunità si può avere una seria e motivata fiducia nella possibilità di riuscire e nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Alla fiducia è strettamente legata la determinazione, cioè la capacità di persistere anche a fronte di difficoltà o fallimenti. Anche qui non c’è spazio per l’illusione: la persona determinata è in grado di distinguere la speranza dalle semplici aspirazioni: “come vorrei che fosse così” e dalle attese: “Succederà automaticamente”. Inoltre persegue l’obiettivo con una mirabile abilità nel rimanervi focalizzato senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà.

La persona determinata puntando tenacemente al suo obiettivo, riesce a vedere con lucidità ogni impedimento e a rimuoverlo o ad aggirarlo nel migliore dei modi, rimodulando, se necessario, il proprio progetto e adattandosi di volta in volta alla situazione.

Non bisogna tuttavia pensare ad una persona ossessionata dal suo obiettivo, che si arrovella ansiosamente fino a quando non raggiunge il risultato sperato. La determinazione permette invece di concentrarsi con serenità, di impegnarsi senza eccessiva ansia, di avere un forte autocontrollo e di distogliere strategicamente l’attenzione per concedersi momenti di relax e distrazione, necessari a ricaricare il corpo e la mente.

Infine la motivazione permette alla persona di affrontare ogni situazione senza perdersi d’animo, tollerando rinunce, conflitti, dilazioni, senza mostrare segni di grave turbamento.

Chi è motivato mantiene inalterata la sua serenità, perché da una parte è capace di sopportare la frustrazione del fallimento e dall’altra sa non esaltarsi di fronte ai successi effimeri, mantenendo sempre alta la sua concentrazione sull’obiettivo.

Spesso la vita ci mette di fronte a difficoltà di vario genere, ma la persona motivata è abile nel non lasciarsi andare all’ansia o alla tristezza, perché è consapevole di dover affrontare degli ostacoli e anzi spesso li interpreta come sfide da superare. Questo non vuol certo dire che la persona motivata “non sa perdere”; sa invece accettare la sconfitta senza subire particolari alterazioni dell’umore.

La motivazione è sempre forte e vigorosa ma mai irrealistica fino ad offuscare impedimenti e ostacoli. D’altronde quando nasce dall’interno e non è legata al consenso altrui o ad una logica delle ricompensa, la motivazione è di per sé sufficiente ad infondere serenità perché trova la sua ragione di essere in se stessa.

La persona motivata è capace di ridurre l’impatto negativo degli ostacoli alla propria azione e questo porta come prima conseguenza meno stress e più serenità, una sempre migliore conoscenza e consapevolezza e infine una migliore strategia d’azione, che sarà di volta in volta

Dimostrare qualcosa, ma perché e a chi …?

FRECCETTE

Spesso diventiamo quello che gli altri ci dicono che siamo; anche se dentro di noi sappiamo che siamo ben altro, è un modo triste per depistare gli inseguitori e a volte purtroppo per perdersi e non trovarsi più. Fare finta che tutto va bene, sì per un po’ si può fare, ma poi?  Dimostrare qualcosa che non è risulta ancora più triste e inutile, e poi, perché? Sarebbe come fare il bagno in un luogo bellissimo e poi scoprire che c’è uno scarico fognario. Faresti finta di nulla e continueresti ad immergerti tra colibatteri e residui fecali?

Perché accontentarsi quando puoi scegliere il meglio? Che cosa credi che ti manchi? Te la stai raccontando … non ti manca nulla!!!

Se ti va, prova a fare questo esercizio: prendi carta e penna e scrivi una lista di cose che non hai fatto per paura che sarebbero state criticate dagli altri. E soprattutto decidi e metti a fuoco chi sono questi “altri”.

Una volta che li avrai individuati, visualizzali affidando ad ognuna di queste persone il progetto a cui hai rinunciato per paura di quello che potrebbe aver pensato.

Prendi delle buste, scrivi il nome di ciascuna persona che ti ha apparentemente frenato e inserisci in ogni busta la descrizione dell’episodio avvenuto.

Alla fine dell’esercizio guarda quanto sono gonfie queste buste. Alcune sono sottili, mentre altre sono lì per scoppiare? Almeno due non potrebbero essere neanche chiuse ? Per vivere al meglio e diventare un “vincente” occorre che tu lascia andare quello che non ha funzionato nella tua esistenza. Per farlo occorre “perdonare” tutti quei nomi. Molte di quelle buste riportano nomi che ti sono familiari? Le due più gonfie sono quelle dove c’è scritto il nome di mamma e papà?

Molte persone meravigliose sono state apparentemente poco amate da uno dei genitori o comunque hanno avuto uno o tutti e due i genitori con importanti problemi ad esprimere il loro amore. Così, inconsciamente, essi sono diventati efficaci e potenti nel disperato tentativo di poter proteggere uno dei genitori e contenere o salvare l’altro. Oppure hanno conseguito vittorie al fine di raggiungere risultati tali da rendere impossibile il non riconoscimento da parte loro. Ma spesso questo, anche se è avvenuto, non è arrivato nei tempi necessari per migliorare la qualità della realtà affettiva di tutti.

Ci sono genitori che continuano ad alzare l’asticella su cui i loro figli devono saltare e non basta mai quanto in alto tu sia riuscito ad arrivare.

Evita di sentirti indifeso rispetto al ricordo delle dinamiche intercorse qualora queste non siano state vincenti. Ogni cosa irrisolta con i tuoi genitori si “appiccicherà” nelle tue relazioni e le influenzerà negativamente. Mille volte meglio risolvere e “guarire” quello che hai salvato riguardo a tutto quello che non ha dato buoni risultati, solo così potrai essere veramente libero di realizzare al massimo il tuo potenziale.

Ricordati che ogni volta che non metti tutto l’impegno che puoi esprimere per raggiungere il risultato, sei portato ad accettare compromessi e sarai pronto a diventare quello che rimpiangerà di non essere divenuto qualcuno: a quel punto sarai capace di prenderti la tua responsabilità e di ripartire? O punterai il dito contro tutti coloro che ti avrebbero impedito di arrivare? Sei proprio sicuro che siano stati “loro” a farti scivolare? Quanto sarebbe meglio se tu ti accorgessi che hai fatto invece tutto da solo, sempre, ma specialmente quando le cose non hanno funzionato?

Fermati un attimo a riflettere, è tempo ben speso. Come potrebbe l’immobilità permetterti di arrivare da qualche parte, in quale modo potrebbe mai farti raggiungere qualcosa?

Mentre fino a questo momento ogni “no” ci crocifiggeva , ora è fondamentale riconoscere che sono i modi di pensare che avevamo ieri che ci hanno condotto e accompagnato a quello che siamo oggi, a tutto questo! L’importante è evitare di sentirsi incompresi e spostare le proprie energie su qualcosa di altro a cui teniamo comunque tantissimo in modo da superare l’impasse e riprendere il cammino.

Questo significa capacità di scelta e non ha nulla a che vedere con la rinuncia bensì con una messa a fuoco più produttiva e concreta. E’ necessario semplicemente smettere di avere timore, cambiare pensieri, prestare più attenzione, orientarci verso qualcosa di più adatto ai percorsi che abbiamo in mente e CE LA FAREMO!!!!

Noi sappiamo tutto, occorrerebbe tenerne conto! Talvolta sarebbe molto più utile smettere di spingere il fiume e forse sarebbe proprio lì che ci accorgeremmo che sì, quel risultato lo abbiamo raggiunto!

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