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meditazione dell’accettazione di sè

viola del pensiero

“Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle piante morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti.

La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino.

Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite. E la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa.

Infine trovò una pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre. Alla domanda del re la viola rispose: “Mi è sembrato scontato che quando mi hai piantato ti desiderassi una viola. Se avessi voluto una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa …” OSHO

La meditazione che segue aiuta a ri-conoscere ed accettare tutti gli aspetti di sé: quelli ritenuti positivi, belli, piacevoli ed anche quelli etichettati come negativi, spiacevoli, quegli aspetti che ognuno di noi preferirebbe non avere …..

  • Trova un posto confortevole, attenua l’illuminazione e crea un’atmosfera servendoti di una musica dolce e rilassante.
  • Sdraiati supina tenendo le braccia stese lungo i fianchi con le palme rivolte verso l’alto. Le gambe leggermente divaricate, gli occhi dolcemente chiusi.
  • Lascia che il tuo corpo diventi sempre più pesante e morbido, abbandonalo completamente alla terra.
  • Respira … inspirando ed espirando profondamente …. Osserva il tuo respiro e ad ogni respiro allontana un pensiero, fallo scivolare via come l’acqua dai tetti delle case …
  • Ora immagina seduta vicino a te la parte migliore di te, la parte positiva, luminosa, la parte di te che ami, ciò che vorresti essere. Rimani in sua contemplazione per entrare profondamente in contatto con lei. Osservala senza giudizio …
  • Vedi se ti vuole comunicare qualcosa, se ha un messaggio per te, se ha qualcosa da donarti. Vedi anche se puoi lasciarle qualcosa, se puoi liberarti di ciò che non ti serve, magari un peso, una paura o una tensione.
  • Dopo aver dialogato con lei ringraziala e lasciala andare …
  • Immagina adesso di trovarti a contemplare la parte peggiore di te, quella che non vorresti avere, il tuo lato oscuro, la tua ombra. Osservala senza giudicarla e senza identificarti con lei. Quella che può sembrarti negatività è solo il frutto di un giudizio mentale, dell’abitudine mentale a dividere, a separare, a concepire la realtà in termini di polarità, di opposizione.
  • Ora ad ogni inspirazione immagina che una energia carica di accettazione entri in te e ad ogni espirazione invia questa energia al tuo lato oscuro, alla parte di te che non ti piace e che fatichi ad accettare ….
  • Ringrazia anche questo aspetto di te
  • Senti profondamente che puoi accettare tutto di te, sentiti completa ed integra. Lascia cadere l’abitudine di condannare, di giudicare e utilizza questi momenti per riappropriarti della tua totalità …
  • Quando ritieni che sia arrivato il momento di concludere la pratica torna lentamente a riprendere contatto con il tuo corpo, facendo dapprima dei piccoli movimenti e poi stirandoti come al risveglio da un lungo sonno …
  • Infine sempre impiegando tutto il tempo che ti è necessario, riprenditi ed apri gli occhi portando con te un profondo sentimento di amore per tutti quegli aspetti di te che solitamente non riesci ad accettare ….
  • Ora, se vuoi, puoi scrivere o disegnare tutte le emozioni che hai provato durante questo incontro con te stessa ….

“ Se si chiude la porta a tutti gli errori, anche la verità resterà fuori …” Tagore

Una storia …

SENTIERO

“Metà di ciò che dico è insensato,

ma lo dico perché l’altra metà possa raggiungerti…” (Gibran)

Non possiamo modificare il passato: possiamo invece modificare la valutazione del passato e le emozioni con cui accettiamo, neghiamo o dimentichiamo eventi ormai trascorsi……

Se dunque vogliamo procedere verso una vita ricca e diventare autonomi è necessario vivere l’attimo, traendo da esso tutto ciò che può renderci migliori e liberarci dal peso del passato, per guardare con fiducia al nostro futuro……

Due monaci erano in pellegrinaggio, avevano già camminato molte miglia evitando dove potevano la società; appartenevano ad un ordine particolare di monaci che proibiva di parlare o toccare donne. Non volendo offendere nessuno, si mantenevano fuori mano e vivevano lontani.

Ci fu la stagione delle piogge e stavano attraversando una larga pianura, sperando che il fiume che dovevano attraversare non fosse impraticabile.

Da lontano videro che il fiume aveva rotto gli argini, ciononostante i due monaci speravano che il traghettatore sarebbe stato in grado di portarli al di là del fiume con la sua barca, ma avvicinandosi al punto di attracco non videro segno del traghettatore.

La barca sembrava fosse stata spazzata via dalla corrente e l’uomo del traghetto era restato a casa.

C’era invece una donna vestita con abiti eleganti ed un ombrello, che implorò i monaci di aiutarla a passare poiché aveva una cosa urgente da fare e il fiume, sebbene largo, non era profondo.

Il monaco giovane la ignorò e guardò lontano, il più vecchio non disse niente ma la portò sulle spalle fino all’altra riva.

Per la successiva ora di viaggio, attraverso fitti e intricati boschi, il monaco più giovane ignorò il più anziano condannando la sua azione, accusandolo di tradire l’ordine e le sue regole. Si chiedeva: come ha potuto? Cosa stava pensando? Cosa gli ha dato il diritto di farlo?

In maniera fortuita i monaci entrarono in una spianata, e il monaco anziano si fermò e guardò dritto negli occhi del più giovane, ci fu un lungo momento di silenzio.

Alla fine in tono dolce, con occhi lucidi e gentili, il monaco più vecchio, semplicemente disse:” Fratello mio, io ho messo giù quella donna un ‘ora fa. Tu la stai portando ancora”.

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