Noi, artisti della vita …..

artista della vita

[…] Quando ti chiedi se si possa raggiungere la piena felicità, probabilmente credi di poter conquistare, individualmente e autonomamente, un modo di vivere più gradevole, degno e soddisfacente; e sei disponibile a fare quel tipo di sforzo e a sopportare forse quel tipo di sacrificio che qualsiasi causa degna richiede e a fare ciò che di scomodo essa impone a chi la sostiene.

In altri termini, ponendoti tale domanda hai indicato che, anziché accettare placidamente e docilmente lo stato di cose esistente, sei propenso a misurare la tua forza e la tua capacità secondo gli standard, i compiti e gli obiettivi che hai definito per la tua vita, e non viceversa: a misurare le tue ambizioni e finalità con le forze che ritieni di avere o di poter mobilitare in questo momento.

Hai certamente fatto ipotesi del genere, e agito di conseguenza: altrimenti non ti saresti preso la briga di porti queste domande. Se lo hai fatto significa che agisci in base alla convinzione che il mondo che ti circonda non sia “dato” una volta per tutte, che possa essere cambiato, e che tu, proprio tu, possa a tua volta cambiare mentre ti dedichi a cambiare il mondo. Significa che tu parti dall’idea che lo stato del mondo possa essere diverso da come è, e che il modo in cui cambierà dipenderà da ciò che fai, e che questo è vero come (e più) del fatto che ciò che fai, o non fai, dipende dallo stato del mondo (passato,presente,futuro).

Significa che confidi nella tua capacità di “fare la differenza”: una differenza per la tua vita, ma anche per il mondo in cui vivi.

In breve significa che pensi di essere un artista in grado di creare e di dar forma alle cose parimenti di essere tu stesso un prodotto di quel creare e dare forma ….

L’affermazione secondo cui “la vita è un’opera d’arte” non è un postulato o un monito (del tipo “prova a rendere la tua vita bella, armoniosa, dotata di senso e ricca di significato, come i pittori o i musicisti cercano di fare con le loro opere), ma una constatazione di fatto.

La vita, se è vita umana – la vita di un essere dotato di volontà e libertà di scelta – non può non essere un’opera d’arte.

Volontà e scelta lasciano la propria impronta sulla forma di vita, per quanto si tenti di negarne la presenza e/o di nasconderne il potere attribuendo il ruolo di causa alla presunta pressione schiacciante di forze esterne che impongono l’”io devo” dove avrebbe dovuto esserci l’”io voglio” e restringono in tal modo il ventaglio delle scelte plausibili. […]

[…] L avita si vive nell’incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario. Ogni decisione è condannata ad essere arbitraria; nessuna sarà esente da rischi e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi. Per ogni argomento a favore di una scelta si trova un argomento contrario non meno pesante. […]

[…] Quando ci incamminiamo a modo nostro verso una vita rispettabile, dignitosa, soddisfacente, degna (e felice!), per evitare errori e sfuggire all’incertezza facciamo affidamento sulla guida di una stella che abbiamo scelto per la sua luce rassicurante. Ma in tutto ciò ci renderemo conto presto che la nostra scelta della stella-guida è stata, in ultima analisi, nostra, ed è gravida di rischi come lo sono state, e sono destinate ad essere tutte le nostre scelte – e rimarrà fino alla fine la nostra scelta, come nostra è la responsabilità di averla fatta …

Zygmunt Bauman – L’Arte della vita – pagg.68-73)

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