Il counselor consapevole: pratiche artistico-corporee per il benessere del professionista e la gestione dello stress nel cliente.

Percorso di Gestione Integrata dello Stress e Self-Care per il Counselor e i suoi Clienti

Riconoscimento: nr.CUR/08623/2027 – 48 Crediti validi ai fini dell’aggiornamento permanente

La relazione di counseling richiede presenza, ascolto, sensibilità e capacità di rimanere in contatto con ciò che accade nel processo. Sono qualità che costituiscono una risorsa preziosa per il professionista e che, proprio per questo, hanno bisogno di essere sostenute attraverso una buona consapevolezza di sé, dei propri livelli di attivazione e delle modalità personali con cui si attraversano fatica, pressione e coinvolgimento emotivo.

Il Counselor consapevole nasce come percorso teorico-esperienziale dedicato a questa duplice dimensione della professione: prendersi cura della propria qualità di presenza e, contemporaneamente, ampliare gli strumenti attraverso cui accompagnare il cliente nella gestione dello stress e nella ricerca di un maggiore equilibrio personale.

Il corso integra conoscenze sullo stress e sull’autoregolazione con pratiche corporee, olistiche e artistico-espressive, offrendo una serie di strumenti utilizzabili sia come risorsa personale del counselor sia, opportunamente contestualizzati, all’interno del setting.

La consapevolezza del counselor come risorsa professionale

Lavorare nella relazione d’aiuto significa incontrare storie, emozioni, momenti di transizione, conflitti e situazioni di particolare intensità. Nel tempo, questa esposizione può generare affaticamento, sovraccarico e una progressiva riduzione delle risorse disponibili, soprattutto quando il professionista dedica molta attenzione alla relazione lasciando poco spazio al recupero e alla rigenerazione.

La prevenzione del burnout passa allora anche dalla capacità di riconoscere precocemente i propri segnali, osservare come lo stress si manifesta nel corpo, nel tono emotivo, nella qualità dell’attenzione e nel modo di stare nella relazione.

Consapevolezza, in questo senso, significa imparare a leggere ciò che accade dentro di sé mentre si lavora: percepire quando aumenta la tensione, riconoscere l’affaticamento empatico, individuare ciò che permette di recuperare energia e costruire modalità sostenibili di esercizio della professione.

Il self-care diventa così parte integrante della competenza del counselor. Una pratica continuativa di attenzione a sé sostiene la lucidità, la disponibilità all’ascolto, la capacità di mantenere confini professionali chiari e una presenza sufficientemente stabile anche nei momenti di maggiore intensità relazionale.

Dalla gestione dello stress alla capacità di autoregolazione

Lo stress appartiene all’esperienza quotidiana e accompagna i processi di adattamento della persona alle richieste provenienti dall’ambiente, dalle relazioni e dai cambiamenti della vita.

Diventa quindi importante imparare a riconoscere come ciascuno entra nello stress, come lo attraversa e quali risorse possono favorire il ritorno a una condizione di maggiore equilibrio.

Il percorso propone una lettura integrata dello stress che coinvolge corpo, emozioni, pensieri, percezioni e comportamento. Il partecipante viene accompagnato a osservare i propri segnali di attivazione e a sperimentare modalità differenti per modulare tensione e sovraccarico.

Le pratiche corporee e artistico-espressive permettono di affiancare alla comprensione razionale un livello più immediato di esperienza. Respiro, percezione corporea, movimento, gesto, segno, forma e immagine possono diventare vie attraverso cui entrare in contatto con ciò che accade e favorire una maggiore capacità di autoregolazione.

Due direzioni di apprendimento

Il corso si sviluppa lungo due direzioni strettamente connesse.

La prima riguarda il counselor.

Il partecipante potrà approfondire il proprio rapporto con lo stress professionale, riconoscere i segnali personali di sovraccarico e sperimentare pratiche che favoriscano recupero, centratura e continuità delle proprie risorse.

L’obiettivo è costruire progressivamente una personale cassetta degli attrezzi per il self-care, sostenibile nella vita quotidiana e adattabile ai differenti momenti dell’attività professionale.

Il percorso consentirà di lavorare su:

  • consapevolezza dei propri segnali corporei ed emotivi di stress;
  • riconoscimento dell’affaticamento legato alla relazione d’aiuto;
  • ascolto dei propri limiti e delle proprie risorse;
  • pratiche di centratura e autoregolazione;
  • recupero dopo situazioni professionalmente intense;
  • costruzione di routine personali di rigenerazione;
  • integrazione del self-care nella propria identità professionale.

La seconda direzione riguarda il lavoro con il cliente.

Molte persone arrivano al counseling vivendo periodi caratterizzati da sovraccarico, cambiamenti, pressione, difficoltà nel trovare spazi personali o nel riconoscere i propri segnali di tensione.

In questi casi il counselor può ampliare il proprio repertorio professionale attraverso strumenti semplici e coerenti con gli obiettivi del percorso, capaci di favorire nel cliente consapevolezza, ascolto corporeo e possibilità di autoregolazione.

Il corso permetterà quindi di sperimentare pratiche che potranno essere successivamente adattate al setting di counseling, imparando soprattutto a comprenderne funzione, senso e momento di utilizzo.

L’attenzione resta sul processo: lo strumento acquista valore quando nasce dall’ascolto di ciò che sta accadendo nella relazione ed è coerente con il bisogno e con l’obiettivo costruito insieme al cliente.

Corpo e linguaggi artistici come strumenti di consapevolezza

Una parte significativa del percorso sarà dedicata alla dimensione esperienziale.

Il corpo rappresenta infatti uno dei primi luoghi nei quali lo stress diventa percepibile: tensione muscolare, modificazioni del respiro, irrequietezza, stanchezza o difficoltà a rallentare possono offrire informazioni preziose sul proprio stato interno.

Imparare a riconoscere questi segnali permette di intervenire precocemente attraverso pratiche di ascolto, respirazione, movimento e centratura.

Allo stesso modo, il linguaggio artistico-espressivo può dare una forma visibile a sensazioni ed esperienze che spesso vengono percepite prima ancora di essere pienamente comprese attraverso le parole.

Segno, colore, forma, gesto e immagine diventano così modalità attraverso cui osservare il proprio vissuto, prendere una distanza utile dall’esperienza e riconoscere nuove possibilità di risposta.

L’obiettivo del corso è sviluppare la capacità di utilizzare questi linguaggi con intenzionalità, misura e coerenza con il processo di counseling, affinché l’esperienza proposta rimanga collegata alla persona e al momento specifico del percorso.

Una “cassetta degli attrezzi” da integrare nella pratica

Il corso alterna momenti teorici, sperimentazione personale e riflessione sull’applicazione professionale.

Ogni pratica viene quindi attraversata su più livelli: prima come esperienza personale del counselor, successivamente come oggetto di osservazione e infine come possibile strumento da inserire nel setting.

Questo passaggio permette di andare oltre la semplice acquisizione di tecniche.

Il partecipante sarà accompagnato a interrogarsi su quando proporre uno strumento, con quale finalità, come introdurlo, come accompagnare l’esperienza e come favorirne l’elaborazione successiva.

La finalità è costruire un repertorio flessibile e consapevole, nel quale tecniche corporee, pratiche integrate e strumenti artistico-espressivi possano dialogare con le competenze relazionali proprie del counseling.

Obiettivi del corso

Al termine del percorso il partecipante avrà avuto la possibilità di:

  • approfondire la conoscenza dei principali meccanismi legati allo stress e all’autoregolazione;
  • aumentare la consapevolezza dei propri segnali di affaticamento professionale;
  • riconoscere precocemente condizioni di sovraccarico e affaticamento empatico;
  • sperimentare pratiche utili alla centratura, al recupero e alla rigenerazione personale;
  • costruire una propria routine di self-care compatibile con l’attività professionale;
  • ampliare il proprio repertorio attraverso strumenti corporei, integrati e artistico-espressivi;
  • comprendere come adattare questi strumenti alle caratteristiche e agli obiettivi del cliente;
  • favorire nel cliente una maggiore capacità di ascoltare i propri segnali e attivare risorse personali nella gestione dello stress;
  • utilizzare gli strumenti proposti con intenzionalità e coerenza rispetto al processo di counseling;
  • sostenere una modalità professionale capace di coniugare presenza, consapevolezza e sostenibilità nel tempo.

A chi è rivolto

Il corso è rivolto a counselor professionisti che desiderano approfondire la dimensione del self-care e della prevenzione del burnout e, allo stesso tempo, ampliare le proprie competenze nella gestione dello stress all’interno del setting.

È particolarmente indicato per chi desidera:

  • prendersi cura della propria qualità di presenza nella relazione professionale;
  • riconoscere e gestire con maggiore consapevolezza il carico emotivo connesso al lavoro di aiuto;
  • costruire pratiche personali di recupero e rigenerazione;
  • integrare nella propria attività strumenti corporei e artistico-espressivi;
  • accompagnare il cliente nello sviluppo di una maggiore capacità di autoregolazione;
  • arricchire il proprio modo di lavorare attraverso un approccio che tenga insieme corpo, esperienza, creatività e relazione.

Prendersi cura della relazione comincia dalla qualità della presenza

Essere un counselor consapevole significa sviluppare un ascolto capace di rivolgersi contemporaneamente alla persona che abbiamo davanti e a ciò che accade dentro di noi mentre la incontriamo.

Significa riconoscere il proprio livello di energia, accorgersi dei segnali che chiedono attenzione, conoscere ciò che ci aiuta a recuperare equilibrio e coltivare una presenza professionale viva, disponibile e sostenibile.

Da questa consapevolezza può nascere anche una diversa qualità dell’accompagnamento: il counselor che conosce i propri processi di autoregolazione dispone di una base esperienziale più solida per aiutare il cliente a riconoscere e costruire i propri.

Il Counselor consapevole propone quindi un percorso che unisce formazione e esperienza personale, cura della professionalità e ampliamento degli strumenti, nella convinzione che il benessere di chi accompagna e la qualità della relazione siano dimensioni profondamente connesse.

La formazione avverrà online per un totale di 48 ore distribuite in 6 giornate a cadenza mensile.

Partenza da Gennaio 2027 su piattaforma Meet

Fine: Giugno 2027

COSTI:

Il costo dell’intero percorso è di Euro 770,00 (esente IVA), di cui Euro 50,00 Iscrizione ed Euro 720,00 per i moduli formativi.

C’è la possibililià di rateizzazione mensile => Euro 120,00/mese

PER INFORMAZIONI E/O ISCRIZIONI:

Emanuela Cardoni => mail: emanuela.cardoni@gmail.com – tel/whatsapp 328 6393222

CALENDARIO:

ModuloMeseGiornoDataOrario
1GennaioDomenica109.30/13.30
14.30/18.30
2FebbraioSabato209.30/13.30
14.30/18.30
3MarzoDomenica219.30/13.30
14.30/18.30
4AprileSabato179.30/13.30
14.30/18.30
5MaggioDomenica239.30/13.30
14.30/18.30
6GiugnoSabato129.30/13.30
14.30/18.30