Viva la delusione quando non fa più male ….

delusione 1

“Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.

Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi….”

Oriana Fallaci – “un cappello pieno di ciliegie –

La delusione è il crollo di un’idea a cui abbiamo creduto, spesso troppo, e a cui possiamo anche aver incautamente affidato la nostra felicitá.

L’etimologia latina del termine significa pressapoco “uscire dall’inganno”. Ma quale inganno?

L’illusione spesso ce la creiamo noi, con un meccanismo talvolta raffinato, talaltra banale. Altre volte ce la creano gli altri, ma anche in questo caso, se fossimo onesti, potremmo riconoscerci molte responsabilità , quantomeno per non aver esercitato abbastanza il senso critico e non aver ragionato con la nostra testa.

L’illusione è un male inevitabile, di cui siamo spesso anche consapevoli, ma spesso incapaci di staccarcene. Forse deriva dalla nostra necessità di sognare, di creare mondi buoni per noi, di ricevere ciò di cui abbiamo bisogno. Forse nasce dalla fragilità, dal desiderio cocente di felicità, dal bisogno di essere amati.

Volendo se si è abbastanza “saggi” si potrebbe passare in rassegna le illusione che affollano la mente e che non sono state ancora messe in discussione. Non sarebbe strano trovarne molte, alcune mischiate a diversi elementi di realtà, altre mai messe alla prova dai fatti o così forti da piegare i fatti al loro volere.

Prendiamo un esempio tra i più classici. Quando ci si innamora si vive un’esperienza di vero e proprio “doping” della mente e delle emozioni. La persona amata viene beatificata e messa in salvo dalle critiche, avvolta in un’area luminosa, designata come colei che ha senz’altro il compito e desiderio di renderci felici così come noi desideriamo esserlo.

Impieghiamo talvolta anni ad accettare che l’altro non possa farlo più di tanto e ci restiamo male anzi malissimo, qualcuno al punto di non ritenere più buona e utile per sè la relazione e allora ci si fa la guerra o ci si separa.

L’illusione amorosa e la conseguente delusione sono fenomeni naturali e come tali riguardano tutti. Ma allora perché la delusione porta qualcuno a rompere la relazione e qualcun altro no? Anzi sembra proprio che le relazioni che resistono alla delusione siano più salde e profonde, più fondate e solide.

Il destino delle delusioni può variare molto.

In alcuni casi la delusione scava un solco profondo nella nostra mente,crea un baratro tra noi e la nostra stessa capacità di sperare. Sono le situazioni in cui il richiamo alla realtà non aiuta.

Forse in questi casi l’illusione che è stata travolta era troppo legata alle nostre fragilità, per cui la sua caduta provoca un irrimediabile sentimento di distruzione interiore.

Sono situazioni in cui tutto viene travolto: la persona amata, l’amica o l’amico, il lavoro deludenti vengono sentiti come causa di dolore così profondo da non poter essere ricollocati a nessun costo in una luce positiva.

Gli effetti di tale tipo di delusioni sono devastanti e si protraggono per molti anni, spesso per l’intera vita.

In altri casi, invece, esso è favorevolmente influenzato dalla nostra capacità di restare ancorati a fattori di realtà; riusciremo allora a fare operazioni quali “rattoppare i buchi” (ad esempio accettando di non poter avere fino in fondo quello che desideriamo), oppure valutare cosa abbiamo da perdere separandoci e cosa invece da guadagnare restando.

La delusione può in questo caso indurci a fare un bilancio realistico e aiutarci a superare alcuni vecchi schemi emotivi e di pensiero che ci affliggono, o perlomeno a renderlo più evoluti e raffinati.

Da questo punto di vista, essa ci aiuta a realizzare davvero nella realtà i nostri desideri, venendo a patto con quello che è effettivamente possibile.

La delusione serve a realizzare concretamente quello che era imprigionato nell’illusione, quindi a rischio di non diventare mai realtà.

Talvolta accade che si passi dapprima attraverso sentimenti distruttivi e solo in seguito, smaltita l’onda d’urto della delusione, ad una prospettiva più realistica e propositiva.

liberamente tratto da:

S.Gastaldi – “La terapia degli affetti” – Ed.FrancoAngeli

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