Ben-Essere e Counseling

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Con il termine benessere soggettivo si intende il giudizio che l’individuo dà sul valore della propria esistenza, con valenze sia cognitive che affettive.

Secondo alcuni ricercatori che hanno condotto studi sul benessere soggettivo, le componenti principali di tale costrutto sono:

  • Livello elevato di soddisfazione globale;
  • Livello elevato di soddisfazione in più ambiti definiti;
  • Livelli alti di emozioni positive;
  • Livelli bassi di emozioni negative.

Il fattore principale che interviene nella percezione di benessere soggettivo è l’adattamento, un processo importante perché con esso ed in esso si modificano le nostre aspettative e i nostri obiettivi.

Un secondo fattore che incide sulla percezione di benessere soggettivo è il temperamento. Diversi studi hanno rivelato che la felicità dipende tanto dagli eventi di vita quanto dal temperamento dell’individuo; si reagisce ad uno stesso stimolo con modalità differenti, in base alle caratteristiche della propria personalità.

Ultimo fattore che influenza il benessere soggettivo sono le variabili sociali, in particolare l’appartenenza ad una cultura individualistica versus una cultura collettivista. I soggetti appartenenti alla prima ricercano il benessere soggettivo sulla base dei loro sentimenti ed emozioni, mentre individui appartenenti alla seconda tendono ad avere come parametri di riferimento norme che stabiliscono cosa è soddisfacente e cosa non lo è. Ne consegue che si hanno maggiori livelli di soddisfazione nei soggetti di cultura individualistica, ma come risvolto si hanno anche tassi di suicidio e divorzio più elevati, in quanto in tali culture è consentita una più alta possibilità di cambiamento rispetto alle società collettiviste.

Negli anni 60 e 70 numerosi studi sulle illusioni positive hanno dimostrato che in tutti gli individui c’è una distorsione verso il positivo (tranne che nelle persone ansiose e in quelle depresse), e che tali distorsioni sono il segnale di un benessere mentale, determinando un totale spostamento in una prospettiva di salute mentale completamente cambiata, rivalutando e rimodellando così anche il concetto di saluto genesi.

La salute diviene, così la capacità di affrontare e risolvere problemi in modo flessibile e soddisfacente all’interno del contesto familiare e sociale.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sviluppato il concetto di promozione della salute: il processo attraverso cui le persone migliorano la gestione e il controllo diretto delle proprie condizioni di benessere. Si passa così da un’ottica in cui l’eziologia era attribuita a caratteri ereditari, agenti patogeni e problemi relazionali nel corso della fase evolutiva, ad una prospettiva in cui per la malattia sono determinanti il comportamento e lo stile di vita dell’individuo.

Si pone l’accento, oltre che sull’assenza di malattia, sugli aspetti positivi della crisi, ritenute opportunità di cambiamento, piuttosto che elementi di danno.

Tale prospettiva si coniuga perfettamente con quanto sostenuto dagli psicologi umanisti come Maslow, Rogers e May, i quali, ribaltando le posizioni della psicoanalisi e del comportamentismo, mettono in evidenza le componenti sane della persona, la sua capacità di auto-organizzarsi, auto-regolarsi e di espandersi. Soprattutto Rogers ha sempre riposto un’estrema fiducia nella tendenza attualizzante dell’individuo; la capacità umana di raggiungere, fermo restando certe condizioni, la realizzazione delle proprie potenzialità.

E’ qui che si inserisce la relazione d’aiuto, in seguito conosciuta come Counseling, concepita principalmente come strumento di libertà, per ricreare intorno alla persona condizioni favorevoli alla sua crescita e consapevolezza.  Il fulcro è l’aspetto positivo ed evolutivo dell’uomo, che tende alla soddisfazione dei propri bisogni e al controllo attivo delle proprie condizioni di vita.

Il Counseling diventa, quindi, il mezzo più idoneo alla promozione della salute, proponendosi come finalità principe la restituzione di un maggior senso di dignità, autonomia ed autostima alla persona permettendogli di vivere la propria vita, piuttosto di farsi vivere da essa.

Esso viene utilizzato allo scopo di affrontare e risolvere problemi specifici, superare crisi contingenti, agevolare lo sviluppo e l’evoluzione personale, prendere decisioni, ottimizzare i rapporti con gli altri e con se stessi, accrescere la consapevolezza e la conoscenza di sé.

Il cliente, attore principale nel processo di counseling, viene posto nelle condizioni di sperimentare, già nel corso del processo di aiuto, un adeguato ed autentico clima di responsabilizzazione, autodeterminazione e valorizzazione. L’agevolazione deve essere intesa come un allenamento all’autonomia, che la persona potrà conquistare attraverso la stessa relazione d’aiuto.

Si ha una relazione d’aiuto valida ed autentica , quando vi è un incontro tra due persone, di cui una si trovi in condizione di malessere,confusione, stress, rispetto ad una determinata area della vita o ad un determinato problema, con un’altra persona che abbia un grado di adattamento, creatività, competenza, abilità e consapevolezza “superiori” alla persona in difficoltà, e che si riesca a stabilire un contatto che agevoli il cliente che ha bisogno di aiuto a compiere movimenti di chiarificazione, apprendimento e maturazione, che lo portino a scegliere e ad acquisire uno stile di vita più consapevole e responsabile, o comunque a rispondere in modo più soddisfacente al proprio ambiente e alle proprie esigenze, abilitando il cliente ad un agire efficace.

Il counselor professionale è un operatore che promuove il benessere dell’individuo. Il suo preminente compito è quello di mobilitare o rimobilitare le energie sopite o latenti, riconoscendo le risorse utili della persona, per usarle come punti di forza per un suo migliore evolversi e divenire.

Il counseling è la grande novità di fine millennio: la prevenzione, l’aiuto psicologico e la promozione del benessere personale, vengono quindi favoriti dal counseling, il quale permette di creare punti di accoglienza per le persone che vogliono sviluppare le proprie attitudini e potenzialità e la propria identità.

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Liberamente tratto da:

E.Giusti – E.Perfetti

Ricerche sulla felicità

Ed.Sovera

 

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