Preoccupazioni e inquietudini

INQUIETUDINE STEPHANO MUSSO

Opera di Stephano Musso http://www.premioceleste.it/opera/ido:111989/

Ho fatto naufragio senza tempesta in un mare nel quale si tocca il fondo con i piedi..Pessoa – Il Libro dell’Inquietudine –

 

In questo blog troverete vari post sull’argomento pre-occupazione , ansia etc… oggi vorrei soffermarmi sul concetto generale di “inquietudine” quel sottile stato d’animo che si insinua , portato dalla preoccupazione, tra le pieghe della nostra mente , invadendone ogni spazio , assorbendo ogni nostra capacità di godere della vita.

La preoccupazione è uno stato della mente che è assorbita da un oggetto capace di inquietarla o turbarla sino alla sofferenza morale.

Essere pre-occupato, significa avere la mente già ingombra in anticipo, occupata da crucci e pensieri di qualcosa che non è detto che poi accadrà. Di conseguenza, non vi sarà posto per quello che dobbiamo vivere, né per altri stati d’animo.

Gli oggetti di preoccupazione sono di fatto tutto quello che costituisce la vita quotidiana: la salute o il denaro , che ci piacerebbe avere o che abbiamo, ma con la paura di perderli; l’amore, l’affetto, la stima che gli altri provano o non provano per noi; le cose da fare, le scadenze, le assenze, i ritardi.

Alla base della preoccupazione c’è un’enorme incapacità a tollerare l’incertezza. La domanda :”Che cosa succederà?” scatena all’istante fiotti di rimuginii inquieti.

Questa preoccupazione non ci dà facilmente tregua, né requie. Di qui la sua conseguenza: l’inquietudine.

Quando siamo preoccupati spesso perdiamo la nostra capacità di porci ad una certa distanza e anche di discernere tra il “che succede?” e il “che cosa ne penso?”.

Ci possono essere macropreoccupazioni, come quella per il futuro del mondo. Oppure micropreoccupazioni, di preferenza centrate sul nostro piccolo universo. Tuttavia, alla fine, poco importa l’entità della preoccupazione, in ogni caso la nostra mente vola di preoccupazione in preoccupazione come un uccello di ramo in ramo: non può fare altrimenti . E anche se l’inquietudine, che ne deriva,  può essere alleviata dall’assenza di eventi, di necessità, di responsabilità, di scadenze, se pure in generale diminuisce nei periodi di vita calmi, essa risiede in noi stessi: nella nostra disposizione a decodificare e capire il mondo che ci circonda come un grande macchinario che produce obblighi (“devo assolutamente fare questo prima di sera”) e minacce (“Se non lo faccio, poi …”).

L’inquietudine è forse, esteriormente,  il più discreto tra gli stati d’animo. Quello che si legge meno sul nostro volto o nei nostri gesti. Che non ci impedisce di vivere quasi mai una vita normale o di sorridere. Pur essendo tormentati come solo  chi ci conosce bene sa che possiamo esserlo.

La gamma degli stati di inquietudine possono oscillare in una progressione di stadi che da blande forme ansiose possono arrivare all’angoscia più nera e profonda.

Di solito si parla di angoscia per descrivere stati emozionali violenti, con una intensa partecipazione del corpo e una sensazione di catastrofe incombente.

Come tutti gli stati d’animo, l’inquietudine invade il corpo: la gola serrata, il petto oppresso e il respiro corto, i muscoli tesi. Prenderci cura del nostro corpo potrà permetterci di diminuire in parte la sofferenza ansiosa. E metterci in ascolto delle nostre sensazioni corporee può aiutarci ad individuare meglio la progressione, passando attraverso diversi stadi di crescita e di potenza:

  1. Dapprima ci sentiamo inquieti o poco tranquilli; non c’è necessariamente alcun problema , ma non ci sentiamo bene;  il registro è quello di non essere distesi, né fiduciosi nel futuro. C’è un assenza di quiete;
  2. poi ci sentiremo preoccupati; abbiamo già in mente qualcosa che ci preoccupa, una presenza di problemi identificati, su cui ci mettiamo a rimuginare, credendo di rifletterci
  3. a quel punto cominciamo a sentirci in ansia; ci sentiamo sempre più tesi. Ecco che appaiono i primi scenari catastrofici sullo sfondo dei nostri stati d’animo, come grosse nuvole nere che si addensano all’orizzonte;
  4. ci sentiamo decisamente angosciati; ci sembra di perdere il controllo del nostro corpo e della nostra mente. I nostri stati d’animo diventano sempre più dolorosi, angosciosi e incontrollabili.

Non esiste un limite netto tra inquietudini “normali” e inquietudini patologiche. I due estremi sono sicuramente diversi come il giorno e la notte. La domanda è: in quale preciso momento comincia il giorno e finisce la notte?

Esiste una forma d’ansia che i medici chiamano reattiva: in questo caso si reagisce agli eventi presenti e concreti. Temiamo le conseguenze reali di una situazione che si è presentata. Una volta che ci siamo lasciati alle spalle questo evento, risolto, i nostri stati d’animo di inquietudine ci lasciano.

Se saliamo un gradino più in su, arriviamo a predisposizioni ansiose più marcate: temiamo l’arrivo di certi eventi futuri, anche questi reali ( un colloquio di lavoro, un esame ..). Sono cose che succederanno , ma non sappiamo se andranno bene.

E poi, c’è l’inquietudine per quello che non è ancora successo e forse non succederà mai, ma che potrebbe succedere (perdere il lavoro, ammalarsi ..).

La gravità delle nostre inquietudini poggia in parte su questo crescendo dell’anticipazione: preoccupazione per quello che c’è, per quello che succede, per quello che potrebbe succedere, con il risultato che non viviamo l’istante presente ma sempre quello successivo.

Questo sistema di pensiero è tollerabile finchè le nostre vite sono regolate, calme, prevedibili, lente e controllabili. Ma se si accelerano e si complicano abbiamo forti accessi di inquietudine. In certi momenti gli stati ansiosi diventano così predominanti che cominciano a gravare sugli altri stati d’animo.

Ad esempio riusciamo a provare solo una felicità ansiosa “non durerà”, una gioia inquieta “è fantastico ma, purtroppo, domani, ricominceranno le preoccupazioni” …..

Come fare per uscire da questo girone infernale???? Lo leggerete domani ….. J

Un pensiero su “Preoccupazioni e inquietudini

  1. Marisa

    Grazie Gabriella, ti stimo e ti ammiro tanto e davvero ti sono grata per le tue preziose , approfondite ed illuminate riflessioni che mi stanno aiutando tanto a capire, a riflettere a crescere. Sono molto contenta di aver scoperto, questo tuo sito mi sembra di avere un’amica saggia e sapiente che ogni giorno mi regala le sue perle. Un affettuoso abbraccio di cuore Marisa

    Mi piace

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