Accettazione, pazienza e fiducia …..

accettazione 2

” … siamo entrati in noi stessi, per davvero. Era tutto lì vicino, ma non ci andavamo mai …” C.Andrè

A volte le persone confondono il concetto di “lasciare andare” un pensiero o un’emozione, cioè accorgersi di quando affiorano alla coscienza senza seguirli con il fatto di allontanare una emozione dolorosa cercando di rimuoverla.

Ma la piena coscienza non è rimozione, e non nasconde nulla. Anzi, permette di interrompere lo stato di stordimento collegato alla negazione dandoci la facoltài di essere onesti con noi stessi.

L’attenzione pienamente cosciente ci dà la possibilità di vedere i fatti in se stessi, senza farci ingannare dalle storie che costruiamo come copertura.

Quando guardiamo apertamente emozioni intense o dolorose sviluppiamo una sorta di coraggio e capacità di accettazione del modo in cui le cose si stanno evolvendo autonomamente nella nostra esperienza. In tali momenti, non siamo guidati dalle nostre speranze o paure, non siam inclini a reprimere il dolore o a distrarci per evitarlo, e nemmeno speriamo che qualcosa intervenga per non farci provare ciò che temiamo.

Invece, se affrontiamo apertamente la paura, vediamo che probabilmente siamo più spaventati dall’idea di quanto soffriremo, che dalla reale esperienza di provare quella sensazione. La fiducia e la pazienza si sviluppano da questa consapevolezza coraggiosa.

Se riusciamo ad ascoltare con piena coscienza e cuore aperto i giudizi che diamo di noi stessi e la voce interiore che critica il nostro operato, possiamo anche più facilmente mettere tutto nella giusta prospettiva.

La piena coscienza non ci giudica, incolpa o condanna per le emozioni che attraversano la nostra mente. La piena coscienza ci aiuta a vedere la distorsione con più chiarezza, come se fosse una delle emozioni che ci inquietano, e non la voce della verità.

La piena coscienza rende vividamente chiara la differenza tra essere presenti o distratti. Questa percezione può attivarsi nella nostra vita quotidiana, per esempio rendendoci consapevoli di quanto non siamo veramente presenti a ciò che stiamo facendo, quando svolgiamo i nostri compiti come automi, e siamo assenti con la mente.

Uno degli scopi della piena coscienza è di mantenerci sintonizzati con il presente. Essa non consiste nel pensare a ciò che proviamo: è una semplice attenzione profonda all’esperienza stessa. La distrazione è un sintomo che serve a segnalarci che stiamo evitando la verità di un determinato momento.

Per ri-trovare l’equilibrio può essere utile farci questa domanda: “Che cosa mi impedisce di stare nel presente?” A volte la risposta fa emergere l’influenza nascosta dei nostri schemi emotivi più profondamente radicati. Spesso sono proprio le nostre reazioni abituali alle emozioni che ci impediscono di provarle. Se le temiamo, o le evitiamo, non siamo in gradi di affrontare l’esperienza cosi come è, con una consapevolezza concentrata. E’ una sorta di corrispettivo mentale del cambiamento di posizione per evitare anche il più lieve disagio.

La capacità di mantenere, quindi, la nostra consapevolezza concentrata stabilmente può spezzare la resistenza della mente alla realtà del momento portandoci ad accettare quello che accade nel qui e ora senza evitarlo, bensì con pazienza e fiducia verso noi stessi . Semplicemente “stare” senza chiudere la nostra esperienza evadendo in sogni ad occhi aperti ….

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