Chi sono? ….. la Voce e il Testimone

testimone di sè

photo by Gregory Colbert

Ancora qualche spunto di riflessione pensando al Residenziale ADYCA appena passato ….

Avete mai fatto caso che in ogni attimo della nostra vita c’è una voce nella nostra testa che commenta, giudica, rimugina? Proviamo ad ascoltare questa voce e farne esperienza adesso, proprio ora che stai leggendo queste righe. E se in questo momento stai dicendo a te stesso “Ma di che voce parla? Io non ho nessuna vocina nella testa”, questa è esattamente la voce di cui ti sto parlando.

Quindi riprova e ascolta …. Se ci facciamo caso questa voce è sempre attiva. Salta spesso di palo in frasca e alle volte è anche divertente, tuttavia la maggior parte delle volte dice cose inutili.

Molto spesso è estremamente attiva a fare congetture e ipotesi sul futuro che sono, nella maggior parte dei casi, completamente false e basate su nessun dato oggettivo.

Facciamo un classico esempio: appuntamento alle 10 con il fidanzato, passano le 10 e lui non arriva. Lo chiami al cellulare e non risponde ….. e la voce maligna comincia a sussurrarti …

Aveva detto le 10 o le 11? No, sono sicura aveva detto le10? Che strano lui è un tipo che avvisa se è in ritardo. Forse è impegnato al telefono di casa e non può chiamarmi o rispondere al cellulare. Chi è così importante da tenerlo al telefono quando dovrebbe essere qui? Magari è quella vipera della sua ex, lo sento che è ancora interessata a lui. Ce la ritroviamo davanti dovunque andiamo. Tutte quelle volte che lui risponde al telefono e parla in modo sibillino … ma certo che sarà lei. Quando arriva gliene dico quattro. Ma che mi ha preso per stupida?

E puntualmente quando il nostro lui arriva scusandosi peri il ritardo perché non trovava parcheggio, noi siamo cariche di energia esplosiva che detona nella sua più totale incredulità. E siamo capaci di rovinare la nostra giornata con discussioni senza senso che alimentiamo con l’eccesso di energia emotiva che è montata in noi a causa della “voce”.

La voce parla in continuazione; a volte è così rumorosa che non ci fa dormire o ci sveglia nel mezzo della notte non facendoci più riaddormentare. E’ capace di affermare con forza una cosa e un momento dopo sostenere l’esatto contrario mandandoci in totale confusione.

Come mai questa voce parla così incessantemente? Le ragioni possono essere varie. Una di esse è lo stato di squilibrio interiore dovuto ad un accumulo di emozioni di rabbia, paura, ansia, gelosia, insicurezza. L’energia che queste emozioni pompano nel corpo viene liberata attraverso l’attivazione della voce. A volte, essa parla perchè ricorda quello che ci è stato detto nei primi anni della nostra vita riguardo a quello che avremmo dovuto fare o meno per ottenere amore e attenzione dalle nostre figure di riferimento. Allora ogni giudizio e rimprovero veniva acquisito come assoluta verità. Ancora oggi, in determinate circostanze, la voce ci ricorda quello che dobbiamo fare e non fare perchè crede, in questo modo, di farci evitare punizioni o conquistare amore e attenzione.

In altri momenti della nostra vita, la voce ci racconta le esperienze che stiamo vivendo, rendendoci un servizio inutile perché ci distoglie dall’essere calati totalmente nell’esperienza. E mentre ci racconta il mondo intorno a noi, le esperienze che viviamo vengono portate nel dominio dei nostri pensieri e mischiate a tutti gli altri flussi di pensieri. Questo mix altera profondamente l’esperienza della realtà, ed è qui che iniziamo a mescolare i fatti accaduti con i nostri giudizi e le nostre interpretazioni, creando un modello tutto personale di significati. Quindi quello che arriva alla nostra coscienza è il nostro modello mentale della realtà, ma non la realtà.

In questo senso la mente fa un ottimo lavoro gestendo le nostre esperienze attuali allineandole con quelle passate e le aspettative per il futuro, dandoci una sensazione di maggior controllo. Lo scopo? Provare un senso di dominio sugli eventi; infatti possiamo manipolare e controllare i nostri pensieri anche se non possiamo manipolare o controllare la realtà. Il prezzo di questo processo? Vivere nella mente, invece di essere pienamente presenti a quello che ci accade.

Proviamo ora a chiederci: Chi sono io?

Molti si costruiscono una gabbia, spesso anche dorata, nella quale perpetuano ad infinitum una storia di sé che non porta loro soddisfazione o gioia perché non è la loro storia. Ecco l’importanza di una profonda riflessione su chi siamo.

Provate a seguirmi andando al di là delle parole …..

Ci identifichiamo con il nostro nome, ma non siamo il nostro nome che è un’etichetta che convenzionalmente ci diamo per distinguerci gli uni dagli altri. Dire “Io Sono Gabriella” sottolinea la mia natura unica ma la trascende pure ponendo l’accento su quel “IO SONO” a prescindere.

Non siamo neanche la nostra professione perché vorrebbe dire che in altri momenti della nostra vita, se ad esempio cambio lavoro o vado in pensione, non sono più io.

Non siamo neanche il corpo riflesso nello specchio perché il corpo e il viso che vediamo sono completamente diversi nei differenti momenti della vita. Chi è che vent’anni fa vedevamo nello specchio e chi è che vediamo oggi? Ecco …. Siamo sempre noi coloro che guardano, in una continuità dell’essere.

Siamo noi che guardiamo e facciamo esperienza degli oggetti al di fuori e dentro di noi.

Quindi non siamo la nostra professione, il ruolo di moglie, fidanzata, single o genitore che svolgiamo. Non siamo le nostre emozioni, come non siamo i nostri pensieri e non siamo la nostra voce nella testa.

Chi siamo? …… la consapevolezza di esistere. E noi esistiamo con o senza determinati pensieri, con o senza ricordi, con o senza etichette.

Torniamo a notare la voce nella nostra testa. Non preoccupiamoci di ciò che dice o di come lo fa, semplicemente notiamola. Noi siamo coloro che ascoltano e notano. Noi siamo il testimone, l’osservatore.

La realizzazione che non siamo la voce della mente ma semplicemente chi la ascolta, è spesso il primo passo verso la trasformazione personale, verso la realizzazione della nostra storia.

La trasformazione personale inizia con il riconoscere quelle parti di noi che hanno paura e hanno bisogno di essere protette. Uno dei modi per farlo è quello di continuare a ricordare che non siamo quella voce che parla nella nostra testa.

Ogni volta che abbiamo un problema cerchiamo di risolverlo cambiando quello che è fuori di noi e raramente questo funziona. Prima o poi torniamo ad incontrare lo stesso problema. La soluzione sta nell’individuare quale parte di noi vive l’esperienza come un problema. Per fare questo è necessario entrare nella posizione del Testimone osservatore. Fare ciò ci evita di essere parte del problema: siamo solo chi osserva ed è testimone di qualcosa. Questo esercizio ci consente di non perderci, di non farci risucchiare dai problemi. E ci allena a vedere dentro di noi per cercare le soluzioni, perché la soluzione non è modificare quello che è fuori di noi.

Quindi alla domanda “Chi siamo?” possiamo ora rispondere che siamo il Testimone, che dalla posizione in cui si trova, guarda ed è consapevole di eventi, oggetti, pensieri ed emozioni che scorrono davanti a lui.

Questo è essere al centro di noi stessi, la nostra vera casa, il centro del nostro Sé.

 

Riflessione dopo la lettura di : G.D’Alessio – Il potere di cambiare – Ed.Rizzoli

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