Tag: resilienza

Il riparo è già dentro di noi

albero strade

Voglia di tana, di area protetta: indispensabile, in tempi difficili. Và trovata dentro di sé sviluppandola resilienza: in fisica è la capacità della materia di assorbire i colpi senza rompersi.

Ecco, certi individui sono così: capaci di andare avanti dopo batoste tremende, di cadere e rialzarsi. Oggi, una qualità ineludibile.

Per svilupparla prescrivo alcune pillole strategiche:

  • Prima => Non evitare la crisi ma attraversarla. Come diceva il poeta Robert Frost: “Se vuoi venirne fuori, ci devi passare in mezzo”.
  • Seconda => fare i conti con le debolezze senza nasconderle, per trasformarle in punti di forza. Per esempio chi affronta un abbandono (ma vale anche per i licenziamenti e i lutti) spesso ingoia le lacrime e ostenta sicurezza. Invece bisogna avere il coraggio di ammettere che si sta da cani: offrire di sé un’immagine reale è un atteggiamento più forte, vincente.
  • Terza => sapere che la vera area protetta è il sogno. Una domanda che faccio spesso è: “Dove ti piacerebbe essere tra sette anni, a fare cosa?” . Una specie di viaggio onirico guidato che costringe a proiettare noi stessi nel futuro. Perché non è mai il momento sbagliato per sognare. Anzi, a volte sono le fantasie, le logiche non ordinarie, a rivelarsi illuminanti. E a indicarci a sorpresa la soluzione di un problema.

Giorgio Nardone, psicoterapeuta .

Fondatore con Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, evoluzione della scuola di Palo Alto

Ancora sulla “resilienza”

resilienza 1

“ le difficoltà rafforzano la mente così come il lavoro irrobustisce il corpo” Seneca

Come promesso ieri, prima di passare all’ulteriore nota dell’Armonia”, un breve approfondimento sulla “resilienza”

Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirci sopra. Gli antichi chiamavano il gesto di risalire sulle imbarcazioni con il verbo “resalio”. Forse il nome della capacità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, deriva da qui.

Resilienza  è un termine che può assumere diversi significati a seconda del contesto, in psicologia, la resilienza viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare e superare le avversità della vita e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato.

Essa é piú della semplice capacitá di resistere proteggendo il proprio io da circonstanze difficili, é pure la possibilitá di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli essere umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma è avere la capacitá di usare l´ esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro.

Le recenti ricerche sull’ argomento hanno evidenziato come ogni persona abbia in sé le risorse e le abilità per affrontare al meglio qualsiasi crisi e difficoltà. Queste abilità possono essere insegnate a partire dalla più tenera infanzia e incrementate Si può concepire la resilienza come una funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto con l’esperienza, i vissuti e, soprattutto, con il modificarsi dei meccanismi mentali che la sottendono.

Le caratteristiche della resilienza sono:

  • “insight” o introspezione: la capacitá di esaminare sé stesso, farsi le domande difficili e rispondersi con sinceritá
  • Indipendenza: la capacitá di mantenersi a una certa distanza, fisica e emozionale, dei problemi, ma senza isolarsi
  • Interazione: la capacitá per stabilire rapporti intimi e soddisfacenti con altre persone.
  • Iniziativa: la capacitá di affrontare i problemi, capirli e riuscire a controllarli.
  • Creativitá: la capacitá per creare ordine, bellezza e obbiettivi partendo dal caos e dal disordine.
  • Allegria: disposizione dello spirito all´ allegria, ci permette di allontanarci dal punto focale della tensione, relativizzare e positivizzare gli avvenimenti che ci colpiscono.
  • Morale: si riferisce a tutti i valori accettari da una societá in un´ epoca determinata e che ogni persona interiorizza nel corso della sua vita

Secondo gli specialisti, l’atteggiamento resiliente è dinamico e passa attraverso diverse fasi di difesa per contrastare traiettorie evolutive negative.

  • Una persona resiliente passa attraverso una fase di rivolta e il rifiuto di sentirsi condannata alla sofferenza.
  • In un secondo momento, sopraggiungono il sogno e il senso di sfida, cioè il desiderio di uscire dal trauma, prefiggendosi un obiettivo.
  • Si nota anche un atteggiamento di rifiuto, che consiste nel crearsi un’immagine di persona forte pur di difendersi dalla compassione altrui, anche se resta sempre una certa fragilità interiore.
  • Infine, il senso dell’umorismo che una persona resiliente tende a sviluppare nei confronti del proprio trauma. E’ un modo per non compatirsi e per smettere di essere visti dagli altri come vittime della vita.

Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e un’opportunità, piuttosto che come una minaccia;di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

A determinare un alto livello di resilienza contribuiscono diversi fattori, primo fra tutti la presenza all’interno come all’esterno della famiglia di relazioni con persone premurose e solidali. Questo tipo di relazioni crea un clima di amore e di fiducia, e fornisce incoraggiamento e rassicurazione favorendo, così, l’accrescimento del livello di resilienza.

Gli altri fattori coinvolti sono:

  • una visione positiva di sé ed una buona consapevolezza sia delle abilità possedute che dei punti di forza del proprio carattere;
  • la capacità di porsi traguardi realistici e di pianificare passi graduali per il loro raggiungimento;
  • adeguate capacità comunicative e di “problem solving”;
  • una buona capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni.

Per concludere la resilienza è data dall’interazione tra

CIÓ CHE IO HO (risorse esterne) =>

  • persone che mi circondano di cui mi fido e a cui voglio bene;
  • persone che mi pongono dei limiti, così che io sappia fino a che punto posso arrivare e dove mi posso fermare;
  • persone che, attraverso il loro comportamento, mi mostrino come agire in maniera giusta e corretta;
  • persone che vogliono che io impari a fare le cose da solo;
  • persone che mi aiutino quando sono in pericolo, sono malato o ho bisogno di imparare.

CIÓ CHE IO SONO (forze interiori) =>

  • una persona che può piacere e che può essere amata;
  • contento di fare le cose per gli altri;
  • una persona che ha rispetto per se stessa e per gli altri;
  • responsabile delle mie azioni;
  • sicuro che ogni cosa andrà bene.

 CIÓ CHE IO POSSO FARE =>

  • parlare agli altri di cose che mi spaventano o mi preoccupano;
  • trovare il modo per risolvere i problemi che incontro;
  • controllarmi;
  • trovare qualcuno che mi aiuti quando ne ho bisogno.

Tutto questo implica cercare nuove opportunità di crescita, assumendosi il rischio di vivere la propria vita come protagonista e non come spettatore.

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Per saperne di più:

B.Cyrulnik – E.Malaguti ,Costruire la resilienza, Ed.Erickson

Putton – Fortugno , Affrontare la vita. Che cosa è la resilienza e come svilupparla, Ed.Carocci

La resilienza

resilienza 2

“ Quando ti capita una difficoltà pensa che è un dio che,

come un maestro di ginnastica, ti fa affrontare

un avversario giovane e vigoroso ..”

Epitteto

 

Resilienza  dal latino “ resiliens, resilientis”  – saltare indietro, rimbalzare -] è un termine, che può assumere diversi significati a seconda del contesto; in psicologia la Resilienza viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare e superare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente. E’ un processo che porta a trasformare le difficoltà in sfide. Se la difficoltà ci fa abbassare la testa, la sfida ce la fa alzare.

La Resilienza aiuta a contestualizzare, relativizzare e a trasformare le avversità in sviluppo delle proprie potenzialità, realizzando che siamo più forti della disperazione, coprendo che le lotte servono per stimolare processi di cambiamento e di autorealizzazione.

La resilienza designa l’abilità di reagire con calma, coraggio, ottimismo e intelligenza emotiva alle minacce imposte dalla vita: comincia con l’accettare la realtà per quella che è, per i fatti che sono ormai accaduti e che non possono essere più modificati. La persona resiliente, consapevole della propria impotenza nei confronti di quello che è già successo, riscopre che l’unico potere che ha è di accettare la realtà che non può modificare e di trovare in questa la leva del cambiamento.

Resilienza è l’abilità di reagire, considerando relative, contingenti e temporanee le sconfitte, le crisi e le preoccupazioni, anzi queste vengono considerate alla stregua di sveglie che suonano per risvegliare talenti ancora addormentati.

Quando siamo pienamente sveglie, con tutti i sensi all’erta, cogliamo meglio la complessità e i miseri della vita e ci accingiamo a risolverli con maggiore maturità.

Sebbene la persona resiliente avverta lo stress, il dolore e le preoccupazioni non spreca energie in lamenti sterili. Affronta invece la sfida come una prova che aiuta a costruire un carattere più forte e rafforzare l’io.

La persona resiliente sa che gli incidenti, le perdite, le crisi accadono indistintamente a ciascuno di noi ma evita di crogiolarsi a pensare: “Perché proprio a me, cosa ho fatto per meritare questo?”. Invece pensa:” Cosa poso fare per affrontare questa difficoltà?  Come la posso gestire? Cosa è necessario cambiare? Come posso modificare la situazione?”

La persona resiliente si concentra sul potere autentico di reagire in modo intelligente alla situazione, prendendo le appropriate decisioni su cosa fare dopo. Impedisce che gli eventi negativi la instupidiscano né consente a domande senza risposta di confonderla o di farle perdere la concentrazione su quello che conta veramente. Né si guarda indietro con la struggente nostalgia o lo sterile rimpianto per le cose che nel presente sono diverse da com’erano o da come sarebbe bello che fossero. Sa che il futuro comincia dopo che l’evento è successo, nel momento in cui decide di prendere una certa direzione e non un’altra, chiamando a raccolta i talenti, le risorse e le energie di cui dispone.

La persona resiliente può essere riconosciuta anche dal senso di responsabilità, autodeterminazione e fiducia in se stessa. Coltiva l’ottimismo che trasforma le difficoltà in vantaggi, verificando così che il coraggio è più forte del destino e che ogni problema è maestro di vita: insegna qualcosa di importante che sarà utile una prossima volta.

La persona resiliente sa di essere sempre testimone delle proprie azioni. Riconosce perciò l’importanza di seguire dei criteri morali, di avere una propria Moralità: la terza nota dell’Armonia …

se vuoi sapere ancora qualcosa sulla Resilienza prima di addentrarci nella terza nota dell’Armonia, seguimi nel prossimo post …….

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