Quando il pensare confonde il sentire …..

armatura

Il sentire è la cosa più nostra che abbiamo. Il pensare invece non è tutto nostro, poiché è costituito da credenze e idee per lo più ereditate culturalmente.

Il pensare, inoltre, è facilmente manipolabile, infatti mediante le molte forme di condizionamento sociale si possono portare gli individui a ritenere vere, giuste e naturali cose che non lo sono affatto e viceversa a considerare false o inesistenti cose reali.

Il sentire invece non è manipolabile: non si può spacciare una sensazione spiacevole per piacevole, lo si può far credere con le parole ma alla prova dei fatti il bluff salta fuori.

Ad esempio qualcuno può convincevi che la cioccolata è cattiva, ma se avete il coraggio di sottoporre a verifica tale affermazione, assaggiandola, non potrete fare a meno di provare una sensazione dolce e piacevole (almeno per i più …) che smentirà ogni tentativo di farvi credere il contrario.

Una delle sfere della vita in cui il sentire dovrebbe essere predominante è quella dei rapporti sentimentali. I sentimenti appartengono al sentire, non tanto fisico quanto emozionale.

Perché dunque tante persone sono incerte riguardo ai loro sentimenti e non sanno ad esempio se amano oppure no? Uno dei motivi può essere che la loro capacità di sentire è atrofizzata, quindi il segnale arriva troppo debole per essere riconosciuto come amore.

Altro motivo, più complesso, è l’interferenza tra pensare e sentire: il cuore avverte una sensazione di amore, mentre la mente dice che quella non è la persona giusta oppure non è giusto amarla.

La confusione nasce dal non essere consapevoli della complessità che c’è in noi, del fatto cioè che una parte di noi può pensare in un modo e un’altra sentire in modo opposto.

In entrambi i casi è necessario schiarire le nostre percezioni e imparare a distinguere tra pensiero e sensazione/emozione.

Quando il sentire è nitido non c’è alcun dubbio; se c’è un dubbio vuol dire che il sentire è debole e si confonde con il pensare.

Il pensare non è tuttavia qualcosa di negativo , lungi da me farvi credere questo, il problema è che è stato così enfatizzato da aver monopolizzato anche la sfera del sentire. Diciamo che invece di occuparsi delle cose di sua pertinenza è andato a impicciarsi anche di quelle che non gli appartengono, creando, a volte, situazioni davvero ingarbugliate.

Oltre al problema di riconoscere i sentimenti nel loro vero significato, la disarmonia tra pensare e sentire produce anche altri effetti negativi, tra cui l’incapacità ad aprirsi, a lasciarsi andare all’affettività e all’intimità, che porta molte persone a ricorrere a mezzi esterni quali ad esempio l’alcol o l’ecstasy, che fungono da inibitori della mente onnipresente, ma hanno non pochi effetti collaterali.

Se da bambini fossimo stati addestrati a sviluppare la consapevolezza emozionale ( è da anni che mi batto per introdurre dei percorsi di “alfabetizzazione emotiva” nelle scuole) e a distinguere i sentimenti dai pensieri non avremmo difficoltà di questo genere nella vita ….. ma purtroppo troppo spesso le cose sono andate diversamente …

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