La Mappa non è il Territorio

mappa non territorio

Così recita uno dei pilastri su cui si poggia il complesso edificio della comunicazione e della comprensione di se stessi in primis e degli altri subito dopo.

La frase è di Alfred Korzybski (http://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Korzybski ) ingegnere, filosofo e matematico polacco il quale ha sintetizzato il concetto secondo cui noi esseri umani abbiamo dei limiti conoscitivi dettati dal nostro sistema nervoso e da come strutturiamo il nostro linguaggio. Partendo da questi limiti generici che rappresentano un primo importante filtro tra noi e la realtà esterna, a cui si sommano degli altri limiti culturali e individuali, è importante affermare a voce alta la legge dell’individualità. Non esistono, cioè, due o più persone, situazioni, processi, dinamiche uguali, perfettamente identici in ogni singolo dettaglio.

Tornando alla “mappa” e il “territorio” tu come definiresti una mappa, una cartina geografica? Ogni volta che controlli una carta stradale o in macchina scruti il navigatore, ti affidi ad una rappresentazione di quella che è la strada che devi percorrere. Può essere più o meno dettagliata ma si tratta comunque di un disegno in scala. E sai benissimo che quando consulti la mappa, non hai a che fare con il territorio stesso. Così come sai altrettanto bene che è utilissimo avere una traccia da seguire quando non conosci il luogo in cui ti trovi: semafori, vicoli, strade a scorrimento veloce, rotonde, sensi unici possono diventare dei labirinti da cui sembra impossibile uscire, quando li si percorre per la prima volta.

Le mappe dunque sono indispensabili: ne abbiamo bisogno per muoverci da un luogo all’altro, finchè non riusciamo ad orientarci e impariamo a memoria la strada.

Lo stesso vale per noi: tutti abbiamo una personale visione del mondo, basato su delle mappe interne che abbiamo costruito attraverso il linguaggio, i cinque sensi che ci permettono di interagire con l’esterno, le esperienze vissute. Dunque non facciamo esperienza diretta del mondo, ma filtriamo quello che accade come se avessimo una fitta rete costituita da:

  • Etnia
  • Religione
  • Orientamento politico
  • Cultura
  • Sport
  • Ambiente
  • Aspetto fisico
  • Hobby
  • Famiglia
  • Sesso
  • Valori
  • Età
  • Istruzione
  • Credenze sui temi più disparati.

Tutto questo e moltissimo altro ancora contribuisce a renderci unici ed inimitabili.

E’ attraverso questa rete che costruiamo una rappresentazione interna e personale della realtà, dando vita alla nostra Mappa, ai nostri significati, ai nostri valori, ai nostri comportamenti. Quindi la nostra mappa interna non è il territorio, inteso come mondo esterno, è piuttosto un modello all’interno del quale scegliamo e agiamo. Di ogni evento abbiamo un ricordo e una rappresentazione interna.

Questo spiega perché spesso la percezione che ho io di una situazione non corrisponde alla percezione che hai tu. C’è una distanza in colmabile tra il mondo che tutti viviamo e l’esperienza che ognuno ne fa.

E tu che  mi leggi sei consapevole che la tua Mappa non è il Territorio??? Anche al lavoro, quando discuti magari con i colleghi? O a casa parlando di come trascorrere una “giornata speciale” con la tua famiglia? Con i tuoi amici su come organizzare un “viaggio indimenticabile”?

Sembra semplice da accettare “Si,sì, è il mio personale e discutibile punto di vista …” , “Nel mio modo di vedere le cose sarebbe meglio fare …” , “Il tuo modo di affrontare la situazione è esattamente opposto al mio e va benissimo perché è frutto di ciò che hai vissuto fin a ora e della persona che sei …”

Seeeeeeeeeeeee … chi vogliamo prendere in giro??? Molto più frequentemente di quanto ammettiamo o ci accorgiamo, tutti noi eleviamo la nostra Mappa a UNICA MAPPA POSSIBILE, la sola a essere valida.

Ogni volta che dimentichiamo quanto le nostre rappresentazioni interne siano diverse per ognuno di noi e si discostino dalla realtà oggettiva, perdiamo un’occasione per scorgere e scoprire letture diverse che potrebbero esserci utili …..

 “ … Il vero atto di scoperta

non consiste nel trovare

nuovi territori, ma nel vedere

con occhi nuovi …”

Marcel Prou

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