Mese: marzo 2015

Alla ricerca della bellezza assoluta … una fiaba

fiori di campo

“ …Un giorno il vento trasportò lontano il seme di un fiore di campagna e lo depose vicino ad un vivaio pieno di fiori coltivati, perfetti, piantati per essere ammirati e comprati, tutti uguali e con ni petali perfettamente identici.

Il terreno era buono, il clima ottimo e dal seme spuntò presto una piantina.

Quando fu abbastanza grande, si guardò intorno e si disse: “come sono piccola e brutta rispetto a quei fiori dal portamento così nobile! E come sono piene di imperfezioni anche le piantine che mi circondano! Voglio fare amicizia solo con i fiori perfetti!”.

E così cercò di parlare con loro e ogni giorno gli mandava dei messaggi col vento, ma i fiori perfetti non rispondevano mai: avevano troppi pensieri a occuparsi di sé per poterne avere anche per un fiore di campagna così diverso e poco appariscente. Ma la nostra piantina ne soffrì moltissimo e ne fu tanto umiliata che invece di seguire il suo progetto, che era quello di essere un bel fiore spontaneo e vigoroso, decise di diventare un fiore coltivato, come quelli che vedeva da lontano nel vivaio e che non volevano essere suoi amici.

“Devo essere perfetta” si disse allora. “Non devo sbagliare proprio in nulla!”. E si mise alla ricerca della perfezione pretendendo sempre di più da sé e dal mondo che la circondava. Ma per fare questo dovette amputare tutti i suoi germogli più vigorosi, come aveva visto fare al potatore con i fiori coltivati, che per poter essere venduti dovevano essere tutti uguali e senza anima, altrimenti l’anima li avrebbe resi unici e diversi.

E così, giorno dopo giorno, la piantina cercò di imitare sempre i fiori dal portamento nobile e tutte le sue energie erano dedicate a questo sforzo.

Ma amputa oggi, amputa domani, alla fine si ritrovò senza più rami. Si guardò intorno e vide altre piantine del prato: erano tutte cariche di rami, di foglie, di fiori, di frutti. Le farfalle vi si posavano, le pai andavano e venivano col loro carico di nettare, il vento scivolava scherzoso facendole ondeggiare nella brezza.

“Ma qui c’è la vita!” si disse all’improvviso con grande sorpresa. “Ognuno è contento di essere se stesso insieme agli altri!”.

La piantina ebbe una stretta al cuore e guardò i suoi rami più vigorosi che giacevano a terra secchi da quando lei li aveva amputati. Guardò le altre piantine del campo che la circondavano e le vide come erano, nessuna perfetta, ma tutte diverse l’una dall’altra. Ognuna era unica perché aveva un’anima, unica anche lei, che bisbigliava nel vento raccontando la sua storia e quella della terra nel corso del tempo e nessuna era uguale ad un’altra.

Allora una lacrima scese silenziosa lungo il suo stelo: si fermò nel punto deve c’era una vecchia ferita da ramo amputato e da lì a poco spuntò un nuovo germoglio.

La piantina lo guardò felice: da quel giorno ne ebbe molta cura e ritornò ad essere un fiore spontaneo e ad amare il prato che la circondava, carico di vita, sempre uguale e sempre diversa, come è sempre successo, da che mondo è mondo, dall’inizio degli inizi di tutti i cicli del tempo …”

Alba Marcoli

“Il bambino perduto e ritrovato”

Oscar Saggi Mondadori

___________________________________________________

Rinunciare alla nostra bellezza e unicità per tentare di raggiungere quell’ideale di perfezione che pensiamo possa essere la cura di tutti i nostri mali,ci fa perdere la parte più vera di noi stessi quella meravigliosa imperfezione che ci permette di godere della diversità che ci circonda.

Nell’ordine omologato non c’è posto per la vita, quella vera e reale, quella anche dell’incerto e del fallibile, quella dei mari d’erba in cui ogni filo è diverso dall’altro, eppure contribuisce a formare un tutto armonico e ordinato; quella della folla in cui ogni persona è un universo a sé, unico e irripetibile, ma contribuisce a costruire i mille volti dell’umanità; quello dello scorrere del tempo sui visi degli uomini e delle donne, in cui ogni ruga racconta qualcosa e fa l’unicità dell’espressione e della vita racchiusa in quel viso.

Il terreno del perfezionismo è un altro, è spesso quello delle bambole perfette e sorridenti, tutte uguali e senza anima, ben pettinate, con il vestito giusto già pronto per l’occasione giusta …

E’ il mondo da cui sono bandite le bambole di pezza, costruite con le proprie mani e con quello che ognuno si ritrova in giro, scarti e avanzi di stoffe già usate per altri scopi, ognuno a testimonianza di qualcos’altro vissuto nel tempo con una sua propria storia …. Ma da quegli scarti e da quegli avanzi nasce sempre un prodotto unico e irripetibile, con un’anima.

E difficilmente è un oggetto perfetto, proprio come la vita è stato costruito per tentativi ed errori e ne porta la testimonianza …..

Addio bianco e nero

colore rosa

Troppe volte pensiamo che la nostra vita sia fatta solo di bianco o di nero, di positivo o di negativo.

Se una giornata inizia “storta” difficilmente prendiamo in considerazione la possibilità che con il passare delle ore si possa “raddrizzare”, viceversa “se ci dice bene” viviamo con il terrore che il momento “si” possa passare … perché tanto si sa il bel tempo dura poco…..

Provate a fare questo semplicissimo esercizio….

Prendi un foglio e traccia su di esso una riga verticale che lo divida esattamente in due parti.

Procurati due matite , una rosa e una nera.

La rosa indicherà la positività, i momenti sì, le emozioni piacevoli, il nero la negatività, le burrasche del cuore, i momenti “storti”, le emozioni spiacevoli.

Alla fine della giornata, prendi un momento tutto per te e cerca di individuare l’emozione prevalente della giornata appena trascorsa.

Una volta che è individuata, tieni il foglio davanti a te e associa mentalmente il colore alla giornata: rosa o nera?…

Ora ripercorri con il pensiero le ore appena trascorse e le emozioni che hai provato, anche le più sfumate. E man mano che le “incontri” scrivile sul foglio inserendole nella metà rosa o nera a seconda del colore alle quale le associ.

Quando hai finito alzati, distraiti e torna lì dopo qualche minuto.

Guarda il foglio attentamente cercando di rimanere neutrale, semplicemente osservando le emozioni che si sono alternate nella giornata.

Ripeti l’esercizio per qualche giorno.

Grazie a questa tecnica otterrai una visione più panoramica e realistica della tua vita e ti renderai conto che questa è colorata di entrambe le polarità del vivere in un continuo fluire di “pieni e vuoti”, emozioni e stati d’animo differenti e opposti sono sempre compresenti, anche quando una giornata appare, a prima vista, tutta bella o tutta brutta, positiva o negativa…….

Aquile, uccelli e altri pennuti

aquila 1

Ci sono uccelli che raramente si alzano dal suolo, limitandosi a razzolare sul terreno, come i polli. Non se ne sono mai chiesti il perché, in quanto la loro vita li soddisfa

Altri preferiscono volare insieme allo stormo, come gi uccelli migratori. Si spostano in luoghi diversi, a seconda delle stagioni, e si sentono al sicuro solo quando sono inseriti in un contesto sociale.

Ce ne sono altri che, invece, amano volare da soli, come le aquile. A questo non basta vivere come gli altri. Hanno bisogno di scoprire cose nuove, di farsi domande, di cercare sempre più in alto. E così si librano nel cielo, mirando al sole, incuranti dell’ignoto …..

Ora ….. immagina te stesso come un uccello …. A quale ti sembra di rassomigliare di più? … cerca di vederne il piumaggio … la forma delle ali … raffigurati ciò che sente e ciò che fa …. In che modo ti piace volare ? … in che modo stai volando? …..

Adesso chiedi a te stesso:

Mi accontento della solita vita di tutti i giorni, oppure credo che potrei fare molto di più? …. Avrei il coraggio di tentare? …. Lascia che le risposte emergano dal punto più profondo di te stesso …. Osservati ….. Ascoltati ….

Firework!

fuochi artificio 2

Ti sei mai sentito come una busta di plastica trasportata
dal vento, che vuole ricominciare tutto da capo?
Ti sei mai sentito sottile come un foglio di carta,
e come un castello di carte, ad un soffio dal cadere?

Ti sei mai sentito già sepolto in profondità?
delle urla a tre metri sotto terra che nessuno sente
Sai che c’è ancora una possibilità per te?
Perché c’è ancora una scintilla in te

Devi solo dar fuoco, la luce, e lasciarla splendere
Fai tua la notte come il quattro di luglio*

Perché tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, mostra a tutti il tuo valore
Fa’ loro esclamare Oh, oh, oh
Mentre ti lanci nel cielo

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare Oh, oh, oh
Li lascerai cadere giù

Non ti devi sentire come se non valessi niente
Sei originale, non puoi essere rimpiazzato
Se solo sapessi ciò che riserva il futuro
Dopo un uragano c’è un arcobaleno

Forse è colpa tua se tutte le porte sono chiuse
quindi potresti aprirne una che ti porterà alla strada giusta
Come un lampo di luce, il tuo cuore soffierà
E quando è il momento, lo saprai

Devi solo dar fuoco, la luce, e lasciarla splendere
Fai tua la notte come il quattro di luglio

Perché tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, mostra a tutti il tuo valore
Fa’ loro esclamare Oh, oh, oh
Mentre ti lanci nel cielo

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare Oh, oh, oh
Li lascerai cadere giù

Boom, boom, boom
Anche più luminoso della luna
Ed è sempre stato dentro di te
Ed ora è il momento di lasciarlo uscire

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare Oh, oh, oh
Li lascerai cadere giù
Boom Boom Boom
Anche più luminoso della luna

Katy Perry

Vuoto Pieno Unità

MONDRIAN

Piet Mondrian – “Grande Composizione A”

Pieno o vuoto, ombra o luce, corpo o anima, essere o non essere. Inesorabilmente il positivo respinge il negativo ma con la stessa irrimediabilità lo attrae, lo chiama a sé.

L’uno esiste in funzione dell’altro; l’uno per l’altro; l’uno per l’altro. In opposizione ad un pieno, c’è solo un vuoto, che lo possa riempire e la pretesa di pienezza, senza un vuoto che la possa contenere, resta solo impertinenza.

Se vuoi la luce, la luce vera, devi cercarla nel buio con il coraggio della notte.

Spogliati di ogni luce di superficie, spegni luccichii e bagliori, fai buio. Accetta il nero, convivi con l’oscurità, guardaci dentro.

Una piccola luce si accende…poi un’altra…e un’altra ancora…..

VUOTO….

Nan-in, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che voleva studiare Zen. Nan-in servì il tè. Riempì la tazza del visitatore e poi continuò a versare.

Il professore osservò il tè che stava traboccando, fino a che non potè più contenersi: “E’ strapiena. Non ce ne sta più!”

“Come questa coppa”, disse Nan-in, “tu sei colmo delle tue opinioni e preconcetti. Come posso mostrarti lo Zen se non svuoti la tua tazza?”

Nyogen Senzaki

L’essenzialità è una conquista. Il vuoto capace di generare sostanza non si dà in modo gratuito ma solo al termine di un percorso; un atto di spoliazione tanto drastico rispetto alle leggi della vita quotidiana quanto è connaturato alle leggi più intime della nostra vita interiore….

Ora prova il vuoto…. cominciando dallo spazio ….

rettangolo

Scegli una stanza che ti sia

famigliare; un luogo che

custodisca la tua trasformazione,

il tuo processo di “svuotamento”.

I muri, i mobili e gli oggetti

trasudano gesti, ricordi, eventi,

pensieri,amore,dolore.

Svuota la stanza. Libera lo spazio.

Linee rette definiscono le pareti e

disegnano il pavimento.

Angoli…Spigoli..Contorni…

Siediti al centro della stanza vuota. Fissa il tuo sguardo sul muro.

N o n   c ‘ è   p i ù   n u l l a ,  s o l o   b i a n c o   e   l u c e . . . . .

Osserva il silenzio più assoluto. Liberati di tutte le parole, quelle dette e quelle non dette. Zittisci ogni suono e rumore; prima fuori di te, poi dentro di te.

Solo quando tutto tace puoi cominciare a “SENTIRE”. ASCOLTA IN SILENZIO. ASCOLTA IL SILENZIO.

PIENO

Riempi il fisico. Inspira

lentamente e profondamente;

travasa dentro tutto ciò che

è fuori; riempitene il più

possibile i polmoni, il corpo….

Trattieni…. Espira, vuotando

il corpo e la pancia fino ad infossarla

“La pratica respiratoria tende ad immettere nel corpo il

ch’i (aria) più sottile affinchè lo nutra e pian piano elimini

la parte densa e impura, portandolo alla stessa sottigliezza

 e purezza  del Cielo immortale. Ciò si ottiene inspirando

dal naso l’aria che, mediante la visione interiore, viene

guidata e fatta circolare in tutte le parti del corpo, dove

deve essere trattenuta il più a lungo possibile, espirandola

alla fine dalla bocca”

Lieh-tzu, “Il Vero Libro della Sublime Virtù del Cavo e del Vuoto”

 

Ora mangia una mela. Rossa, piena … mangiala tutta … assaporala … riempiti la bocca con la sua polpa …

 

Ed ora…accostati nuovamente al muro.

Avvicinati lentamente fino a che il bianco

svela la sua trama. La parete, tutt’altro

che piatta, rivela la propria topografia:

escrescenze infinitesimali, tracce di pennellata,

di setole pesanti, segni di stuccatura.

Sotto le spoglie di un muro vuoto,

un piano fitto di segni che affiorano,

svaniscono, si accavallano…..

Lascia un segno nello spazio, un oggetto: un solo ed unico elemento che riempia la stanza..

IL VUOTO E’ ORA PIENO

UNITA’ 

“La polarità di positivo e negativo è destinata a divenire unità. Non c’è concavo senza convesso, non c’è convesso senza concavo. Entrambi si fondono in una unità significativa Nel procedimento creativo come nella vita, pieno e vuoto è una polarità una coincidenza di opposti, come nel negativo di una fotografia in cui la luce diventa ombra e l’ombra diventa luce” (A.Archipenko)

PIENO   VUOTO

INSPIRA   ESPIRA

PIENO   VUOTO

INSPIRA   ESPIRA

L’alternanza perpetua di questo unico movimento pervade te, la tua stanza, le cose dell’uomo e della natura, il cosmo, l’universo ….

Affacciati alla finestra e porta il tuo sguardo oltre i limiti del muro; osserva gli alberi che si stagliano sulla linea d’orizzonte:

VERTICALEORIZZONTALE.

Cielo e terra si incontrano….

Maschile e Femminile s’intrecciano….

Spirito e materia si con-fondono….

Tutto ciò che è in rapporto complementare tende all’unità.

Ogni elemento si perde nel proprio antagonista

come in un gioco di fluidi che si incontrano, si

toccano, lottano, si uniscono ma nell’Uno conservano la propria distinzione….

+   –

PIENO   VUOTO

DENTRO   FUORI

ORIZZONTALE   VERTICALE

AMORE   ODIO

BIANCO   COLORE

SOLE   LUNA

VITA   MORTE

La felicità?  “l’unità di positivo e negativo”

TAO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: