Litania della vittima

VITTIMA

Puoi smettere di fare la vittima in qualunque momento. Dipende solo da te. Dunque datti una mossa . E tanto per cominciare leggi questo post ….. (dalla quarta di copertina di “come smettere di fare la vittima e non diventare carnefice” di Giulio Cesare Giacobbe).

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Non è giusto, ogni volta è la stessa cosa!

Non possono farlo!

E’ sempre così, non cambierà mai, è sicuro!

E comunque non è colpa mia, ce l’ho messa tutta!

E’ così!

E’ stata colpa di mamma, di papà, di mio marito o dei miei figli … ora è colpa degli altri … presto sarà colpa del governo, dell’inquinamento, del buco dell’ozono!

Sono la vittima assoluta, generale, ed ho paura, ho paura!

Oh sì, ho paura:

  • paura di stare da sola, paura di essere respinta dagli altri;
  • paura di amare, paura di non essere amata;
  • paura di amare troppo, paura di non amare abbastanza;
  • paura di parlare, paura di tacere;
  • paura di agire, paura di non fare nulla;
  • paura di dire di sì, paura di dire di no;
  • paura di avanzare, paura di indietreggiare, paura di restare ferma;
  • paura di ballare, cantare, ridere;
  • paura di piangere, paura di arrabbiarmi;
  • paura di prendere il mio spazio, paura di non prenderlo;
  • paura che l’altro si prenda il suo spazio, paura che l’altro non lo prenda;
  • paura di morire, paura di vivere ….

Ma nascondo bene la mia paura: mi fa troppa paura!

In fondo, credo di aver soprattutto paura di avere paura.

Per provare ad evitarla proverò a meditare, a ritirarmi, a diventare zen ….

Oppure posso contrattare, posso impuntarmi sulle parole, per non guardare in faccia la mia paura. Sono una maestra con le parole, le uso come fossero sentimenti, così mi permettono di dare agli altri la colpa di quello che vivo: “Mi sento manipolata, abbandonata, sfruttata, tradita, rifiutata, esclusa, attaccata, ignorata, disprezzata…”

Così aspetto che gli altri cambino per fare andare meglio e cose.

Quando gli altri, tutto gli altri, saranno cambiati, finalmente le cose andranno meglio.

Sì, ho paura della mia paura e se ci entro dentro rischio di uscirne. E se esco, perdo in un colpo solo, la mia comoda sofferenza e il mio ruolo preferito: il mio potere di monopolizzare l’attenzione di tutti, il mio potere di far girare tutto intorno a me, tutto questo è stato fino ad ora il modo di ritagliarmi il  mio spazio.

E’ questo che mi blocca: ho paura di non aver paura perché fino ad ora questo mi ha fornito una identità e un modo di essere!!!! …..

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