La crisi come anticamera della ricerca.

crisi

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, chè la dritta via era smarrita….” Dante Alighieri

Un percorso di crescita e consapevolezza non è qualcosa che si intraprende a cuor leggero. Mettere in discussione le proprie certezze, il proprio stile di vita, la nostra stessa identità può essere molto faticoso e anche doloroso.

Solo se ci si rende conto di non conoscersi veramente e si avverte di essere molto di più di quello che appare siamo motivati ad andare alla ricerca di noi stessi.

Solo se si prova una profonda insoddisfazione e si ammette sinceramente che quello che abbiamo trovato nella vita non è quello che si cercava veramente ci si mette in cammino per nuove terre.

Solo se ci si accorge che il raggiungimento delle mete sognate è frenato da condizionamenti, rigidità, paure che vengono da un “allora” nebuloso ci spingeremo a conoscere quello che blocca il nostro viaggio.

Ecco perché la decisione di iniziare un percorso di consapevolezza nasce quasi sempre da una crisi.

Nessuno ama le crisi, tutti noi vorremo fare a meno della sofferenza, tuttavia esse rappresentano il passo fondamentale di ogni percorso evolutivo, in quanto svolgono l’importante funzione di farci prendere coscienza che qualcosa di importante non va nella nostra vita e spesso non va da lungo tempo.

La crisi è un sintomo, non la causa della sofferenza e molto spesso essa è l’ultimo di una serie di segnali che sono stati ignorati. Se si giunge a questo punto significa che abbiamo accumulato una grande insoddisfazione avendo evitato di affrontare i bisogni della propria anima.

Moltissimo sono le modalità che mettiamo in atto per non ascoltare i messaggi di scontento che provengono dalla nostra parte più profonda: alcuni si chiudono nel loro mondo illusorio facendo finta che vada tutto bene; altri si distraggono e disperdono in inutili ed estenuanti battaglie contro gli altri proiettando su di loro tutte le insoddisfazioni che provano; altri ancora si immergono totalmente nel lavoro fino ad isolarsi completamente e infine altri, pur avvertendo il malessere, temporeggiano per molto tempo “sopportando” con rassegnazione.

Fortunatamente però per quanto siamo sordi ai messaggi dell’anima arriva il tempo in cui ci troviamo a fare i conti con noi stessi.

“Era inevitabile che dopo qualche anno di una tale vita il mio spirito reclamasse un maggiore spazio, una maggiore armonia e profondità. Era come se sentissi una voce, la mia stessa voce, che mi invitava a tornare sulla mia strada, più vicino al mio vero Sé. Ma esisteva davvero una strada che era la mia strada, e se sì, dove era? E come riuscire a contattare il Sé profondo in una società che sembra fatta apposta per fartene allontanare?” (E.Cheli “Percorsi di Consapevolezza”)

La crisi dunque è una fase necessaria e imprescindibile per ogni percorso evolutivo, è da lì che prende le mosse il viaggio verso se stessi.

Solo grazie alla sofferenza della crisi accettiamo di metterci in discussione. Solo il dilagare prorompente delle, emozioni che non si possono più trattenere riesce a rompere la corazza delle rigidi abitudini e dei meccanismi di difesa che abbiamo sviluppato dentro e intorno a noi.

E solamente a questo punto siamo pronti per intraprendere il nostro cammino di ricerca, crescita e trasformazione per arrivare a ciò che la nostra anima anela: essere realmente quello che siamo, liberi di vivere con pienezza la nostra vita.

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liberamente tratto da:

E.Cheli “Percorsi di Consapevolezza” -Xenia

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