Accettare il bambino che siamo stati

bambino piccolo

“E come posso sapere chi è la mia Altra Parte?” 

“Correndo dei rischi, ma non cessando mai di cercare l’Amore.”

 Paulo Coelho da Brida

Il senso di sé non si costruisce in un momento, ha una sua storia, si sviluppa nel tempo.

Se vogliamo valutarci in maniera realistica e positiva è necessario tornare indietro nel passato, incontrare la bambina o il bambino che siamo stati, ricollegarci ad essi, riabbracciarli e com-prenderli.

Molte persone commettono l’errore di credere che per crescere occorra sbarazzarsi della propria parte piccola. Può sembrare un paradosso ma, al contrario, per crescere è necessario dare rilievo a questa parte di sé ed integrarla nella personalità attuale.

Le persone che non si accettano spesso sono ossessionate dal bisogno di essere accettate dagli altri; questo succede persino quando ricevono un’approvazione, un complimento od una valutazione positiva , tutte cose non sufficienti a placare la loro ansia, essendo loro stessi i primi artefici del rifiuto.

Molti, senza neanche saperlo, sono crudeli nei confronti del loro bambino interiore; non accettano la loro parte infantile per non esser stata all’altezza delle circostanze, per aver desiderato quello che non poteva avere.

Essi hanno una totale mancanza di comprensione per il dolore del bambino che sono stati, per il contesto in cui hanno vissuto e le condizioni che lo hanno portato a compiere determinate scelte. Per queste persone l’esperienza dell’infanzia è stata talmente dolorosa da portarli ad una massiccia repressione di alcune parti di sé. Alcuni hanno negato la loro parte infantile a tal punto che hanno difficoltà perfino ad immaginare che un giorno sono stati piccoli: in genere si tratta di individui che nella loro vita hanno dovuto, per sopravvivere, rinnegare questa loro parte rimanendone alienati. Altre persone, invece, non sono mai cresciute, non hanno sviluppato una personalità adulta e sono rimaste fissate nell’infanzia, senza integrare la parte infantile in una personalità emotivamente matura.

Crescere significa anche diventare il genitore di se stessi, prendersi per mano e rassicurare il bambino che è in noi.

Spesso tendiamo a trattare la nostra parte piccola nello stesso modo in cui è stata trattata dai nostri genitori, considerando questa come l’unica possibilità a nostra disposizione, perpetuando, così, gli stessi modelli di comportamento che nel passato ci hanno fatto soffrire.

E’ invece importante riabbracciare questa nostra parte, difenderla, proteggerla e riconciliarci con lei. Se non integriamo in noi questa parte e la neghiamo o la reprimiamo, la nostra identità resta frammentata. Se questa parte non viene ri-conosciuta e com-presa, ma resta rifiutata e abbandonata può dare origine a molti problemi e disagi: da un comportamento egocentrico, ad una dipendenza, all’incapacità di gestire la propria vita. Se invece viene integrata e presa con sé, può diventare una fonte preziosa di energia, slancio vitale, spontaneità, gioco e immaginazione…..

Finito di leggere questo post… ti è venuta voglia di conoscere il tuo bambino??? Prova…. mettiti in gioco…osa…..

Chiudi gli occhi e immaginalo davanti a te…. dedica un po’ di tempo per parlare con lui/lei….Cerca di scoprire di più su di lui….. Fagli delle domande…

  • Cosa ti piace?
  • Cosa non ti piace?
  • Cosa ti spaventa?
  • Come ti senti?
  • Di cosa hai bisogno?
  • In che modo posso aiutarti a farti sentire al sicuro?
  • Come posso farti sentire felice?

Fai una bella chiacchierata con il tuo bambino/bambina interiore. Sii disponibile nei suoi confronti. Abbraccialo, amalo e fai tutto quello che puoi per soddisfare i suoi bisogni.

Fai in modo che sappia che indipendentemente da ciò che accadrà, tu sarai sempre con lui. Puoi iniziare da qui a creare un’infanzia felice…..

2 pensieri su “Accettare il bambino che siamo stati

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