Guardarsi, ascoltarsi, osservarsi.

guardarsi ascoltarsi osservarsi

Conoscersi è un processo inesauribile, è avere chiaro quali sono i miei punti di forza e quali le mie debolezze, cosa mi piace e cosa non mi piace, cosa voglio e cosa no.

E’ essere consapevoli di ciò che si è, e non solo registrare tutto quello che uno pensa o crede di essere.  L’argomento è difficile e sta all’origine di una grande quantità di questioni filosofiche, esistenziali, morali, etiche, antropologiche e psicologiche.

C’è una differenza importante fra credere e sapere. Quando dico “credo” faccio una scommessa, mentre quando dico “so” realizzo una manifestazione assertiva della mia certezza che non richiede né prove né dimostrazioni.

Naturalmente, una persona può sapere e sbagliarsi, può rendersi conto che credeva di sapere e garantiva che era così e scoprire solo in seguito l’errore commesso. Non c’è contraddizione: quando parlo di “sapere” parlo di una convinzione, non della riuscita di quell’affermazione.

L’autoconoscenza è, quindi, la convinzione di sapere come si è.

Per la Gestalt questa certezza può essere solo conseguenza di un rendersi conto, un insight progressivo, il processo che risulta da uno sguardo senza pregiudizi diretto attivamente verso la mia interiorità che “mi spinge” a scoprire chi sono.

Prendere coscienza di chi si è vuol dire ri-conoscersi e non costruirsi. E anche se, comunque, ci conosciamo sempre un po’ di più, liberarsi dalle trappole che incontriamo su questo cammino richiede molto coraggio e molto lavoro personale su se stessi.

“Per quanto tempo devo continuare a studiare al tuo fianco per raggiungere l’illuminazione?” chiese al maestro il nuovo discepolo.

“Dipende da tante cose” disse l’anziano “è difficile saperlo…”.

“Comunque sia, vorrei avere un’idea …” insistette il giovane “due anni? Cinque? Dieci?”.

“Diciamo dieci anni” rispose l’anziano.

“E’ troppo tempo …” riflettè il giovane, e dopo un minuto continuò :” E se decidessi di occuparmi solamente a pensare e meditare su ciò che apprendo? Se non uso la mia mente per nient’altro di diverso da queto obiettivo, se  mi occupo solo di ricevere l’illuminazione, quanto tempo ci vorrebbe in quel caso?”

“Aah” rispose il vecchio saggio “se sei capace di farlo veramente, allora ci metterai per lo meno vent’anni…”

Il tempo delle cose dipende sempre dalle persone e dal modo in cui esse agiscono.

Riuscire a capire chi siamo, comunque, non è una cosa che si fa in qualche settimana o in qualche mese e per farcela bisogna lavorare duro, osservarsi molto, senza pregiudizi e guardarsi continuamente, ma senza mai passare tutto il tempo a fare solamente questo.

E’ importante osservarsi da soli e nelle interazioni con gli altri, nei momenti più difficili e in quelli più facili, è necessario vedere tanto il meglio quanto il peggio di se stessi. Osservarsi mentre gli altri mi guardano per cercare di capire in che modo vengo visto ai loro occhi.

E dopo essersi osservati a lungo, si deve ascoltare molto.

Ascoltare non solo se stessi ma anche gli altri senza tuttavia mai dipendere dalla loro parola, cercando di capire quello che dicono. Senza mai obbedire al consiglio degli altri, ma tenendoli sempre in considerazione. Senza mai dipendere dall’opinione esterna, ma registrandola sempre con chiarezza.

Troppo individualismo? Si forse …. Sono tuttavia profondamente convinta che solo se mi conosco potrò trovare lo spazio per offrire al mondo il meglio che ho da dare. Solo conoscendomi posso conoscerti, pensare a te e occuparmi di te …

Senza dubbio potrò “aiutarti” di più quanto più saprò di me stessa, quanto più cammino avrò percorso, quanta più esperienza avrò accumulato e quante più volte  mi sarà successo qualcosa di simile a quello che ti sta succedendo.

Certo ci sono migliaia di storie della vita di persone che hanno aiutato gli altri senza aver nessuna conoscenza, nell’ignoranza più assoluta e con il cuore aperto fra le mani come unico strumento. Sono gli eroi della vita quotidiana.

E’ vero. La conoscenza che si ha delle cose non è tutto e non deve esserlo …. Tuttavia continuo a scommettere e a credere che è molto difficile dare ciò che non si ha …..

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