Senti chi parla ….

sè che osserva

Sei mai stata ripresa perché non stavi ascoltando? E hai risposto: “Scusa, ero da un’altra parte con la testa?” Bene: se eri da un’altra parte dov’eri? E come hai fatto a tornare?

Per rispondere a queste domande è necessario imparare a riconoscere due parti di noi: il “sé pensante” e il “sé osservante”.

Il “sé pensante” è la parte di noi che pensa, pianifica, giudica, confronta, crea, immagina, visualizza, analizza, ricorda, sogna a occhi aperti e fantastica. In genere la si chiama “mente”. Gli approcci psicologici come il “pensiero positivo”, la terapia cognitiva, la visualizzazione creativa, l’ipnosi e la programmazione neurolinguistica si focalizzano tutti sul controllo del modo di operare del “sé pensante”.

Il “Sé osservante” è radicalmente diverso dal “sé pensante”. Esso è consapevole ma non pensa: è la parte di noi responsabile della concentrazione, dell’attenzione e della consapevolezza. Può osservare o prestare attenzione ai nostri pensieri, ma non li può produrre. Mentre il “sé pensante” pensa alla nostra esperienza, il “sé osservante” la registra direttamente.

Anche se conosciamo tutti parole come “consapevolezza”, “concentrazione”, e “attenzione”, la maggior parte di noi nel mondo occidentale sa poco o nulla del “sé osservante”, concetto per il quale non possediamo neppure un termine.

Proviamo ora a fare il seguente esercizio:

Chiudi gli occhi per circa un minuto e limitati a notare che cosa fa la tua mente. Sii pronta a cogliere eventuali pensieri o immagini come se fossi un fotografo naturalista che aspetta che dal sottobosco emerga un animale esotico. Se non compaiono pensieri o immagini, continua ad osservare; prima o poi si presenteranno … Fai caso a dove sembrano collocati: di fronte a te, sopra di te, dietro di te, di fianco a te o dentro di te. Fatto questo per un minuto, riapri gli occhi

Quello che hai sperimentato erano due processi distinti. Prima c’era il processo di pensiero: cioè, sono comparsi dei pensieri o delle immagini. Poi c’era il processo di osservazione: cioè, hai potuto notare o osservare quei pensieri e quelle immagini.

Se lo hai fatto, questo piccolo esercizio ti ha dato l’idea della distanza che c’è fra noi e i nostri pensieri: le immagini e i pensieri sono comparsi, poi sono spariti e noi abbiamo potuto osservarli andare e venire. Detto in altre parole, il “sé pensante” ha prodotto dei pensieri e il “sé osservante” li ha osservati.

Il nostro “sé pensante” è un po’ come una radio sempre accesa in sottofondo. Per la maggior parte del tempo è “Radio Sventura e depressione” che trasmette storie negative ventiquattro ore su ventiquattro: ci ricorda le cose brutte del passato, ci mette in guardia verso quelle che ci aspettano in futuro e ci aggiorna regolarmente su tutto quello che non va bene in noi. Di tanto in tanto trasmette qualcosa di utile e di allegro, ma non troppo spesso.

Quindi, se siamo costantemente sintonizzati su questa radio, siamo intenti ad ascoltarla e, peggio ancora, crediamo a tutto ciò che sentiamo, avremo stress e tristezza garantiti.

Purtroppo non c’è modo di spegnere questa radio. Nemmeno i maestri Zen riescono in tale impresa. Qualche volta si zittirà per conto suo per pochi secondi, ma noi semplicemente non abbiamo il potere di farla smettere. Di fatto in linea di massima più cerchiamo di spegnerla, più si alza il volume.

Tuttavia c’è un approccio alternativo. Ti è mai capitato di avere una radio accesa come sottofondo ma di essere così concentrata su quello che stavi facendo che in realtà non l’ascoltavi? Senti che la radio è accesa ma non le presti attenzione.

Una volta che sappiamo che i nostri pensieri sono solo frammenti di un linguaggio, possiamo trattarli come un rumore di sottofondo: possiamo lasciare che vadano e vengano senza concentrarci su di essi e senza farci disturbare.

La capacità di lasciare che i pensieri vadano e vengano nel sottofondo mantenendo l’attenzione su ciò che si sta facendo è molto utile. Immagina, ad esempio, di essere in mezzo ad un gruppo di persone e che la tua mente dica: “Quanto sono noiosa! Non ho niente da dire. Vorrei potermene tornare a casa!”. E’ difficile poter fare una bella conversazione dedicando tutta l’attenzione a questi pensieri; la tecnica seguente potrà insegnarti a lasciare che i tuoi pensieri “fluiscano” mentre tu mantieni l’attenzione su quello che stai facendo.

Leggi le istruzioni e poi fai una prova ….

  • Fai dieci respiri profondi, il più lentamente possibile (se preferisci tieni gli occhi chiusi).
  • Ora nota la tua cassa toracica che si alza e si abbassa e l’aria che entra ed esce dai polmoni. Nota le sensazioni che accompagnano l’inspirazione: il torace si gonfia, le spalle si sollevano, i polmoni si espandono. Nota cosa provi quando espiri, mentre il torace si sgonfia, mentre le spalle scendono, mentre l’aria fuoriesce dalle narici. Concentrati per svuotare completamente i polmoni. Espira fino all’ultimo filo d’aria, sentendo i polmoni che si sgonfiano, e fai una piccola pausa prima di inspirare nuovamente. Mentre inspiri nota come la pancia si protende gentilmente in fuori.
  • Ora lascia che ogni tuo pensiero e ogni immagine vadano e vengano sullo sfondo, come se fossero automobili che passano davanti a casa tua. Quando compare un nuovo pensiero o una nuova immagine, prendi brevemente atto della loro presenza, come se stessi salutando un automobilista di passaggio con un cenno del capo.
  • Mentre fai questo mantieni l’attenzione sul respiro, seguendo l’aria che fluisce all’interno e all’esterno dei tuoi polmoni. Potrebbe essere utile dirti silenziosamente “pensiero” ogni volta che si presenta un pensiero o un’immagine.
  • Di tanto in tanto un pensiero catturerà la tua attenzione; ti “prenderà all’amo” e ti “porterà via” facendoti perdere il filo dell’esercizio. Nel momento in cui ti rendi di essere stata presa al laccio, dedica un secondo a notare cosa ti ha distratto; poi “sganciati” gentilmente e riporta la tua attenzione al respiro.

Ora rileggi le istruzioni e …. prova ……..

poi se ti va puoi scrivermi o postarmi un commento per raccontarmi la tua avventura …..

 

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