Il cambiamento tra piacere e dolore

cambiamento

“ .. diventiamo il cambiamento che cerchiamo nel mondo …” Gandhi

Per lavorare al cambiamento delle proprie abitudini, oltre al piacere di inseguire i propri obiettivi di miglioramento, può servire, e molto, il dolore di guardare in faccia la realtà e dire le cose come stanno. Essere onesti con se stessi.

Tantissime persone vogliono essere felici, a condizione di non fare alcunché di impegnativo per esserlo. Nulla che porti a migliorarsi, se faticoso.

Eppure è così facile da comprendere: per essere qualcuno che non sei mai stato o per aver qualcosa che non hai mai avuto, è necessario essere disposti a fare qualcosa che non hai mai fatto.

Se dovessi definire in breve la funzione di piacere e dolore, le due leve del cambiamento direi:

  • Piacere => fare qualcosa per inseguire il piacere di risultati, obiettivi o scelte fatte da noi stessi
  • Dolore => fare qualcosa per paura delle conseguenze dell’inazione

Evitare il dolore sembra l’unica cosa che sappiamo fare bene, invece che cercare il piacere. Infatti vivendo con lo scopo di evitare qualcosa che non ci piace, non è detto che ci imbatteremo in qualcosa che ci piaccia; anzi!

Probabilmente continueremo a scoprire nella vita tutto ciò che ci provoca dolore o stati improduttivi e disfunzionali, perché non siamo stati capaci di mettere a fuoco ciò che volgiamo, desideriamo ciò che ci attira, ci provoca piacere: stati produttivi e funzionali. La continua paura di sbagliare persona, porta a trovare spesso proprio la persona sbagliata: manca il focus sull’alternativa, cu quello che vogliamo.

Ed ecco che un’ora di persone vive cercando di sfuggire (mentalmente) dal proprio lavoro, dal proprio rapporto di coppia, dalla propria vita, accontentandosi di bassi standard di professionalità sul lavoro, di stati emotivi appena sufficienti per restare in un rapporto di coppia e così via.

Poiché non c’è grande abitudine a motivarsi tramite i propri valori e i propri obiettivi ma tramite punizioni, da grandi siamo molto più spesso indotti a compiere un cambiamento spinti non dalla leva del piacere, bensì dal dolore.

Ragionare per valori e obiettivi, scelti da noi stessi o che comunque condividiamo, vuol dire usare un processo mentale che da’ forza, propulsione e motivazione.

Quello che impedisce a molte persone di farlo, è la mancanza di motivazione ( leggi qui) , ma questo spesso deriva dalla mancanza di obiettivi ben formulati! ( leggi qui)

Quando abbiamo un obiettivo siamo molto più motivati; passato un po’ di tempo dal suo raggiungimento, la motivazione cala finchè non ci diamo nuovi obiettivi, senza esagerare altrimenti perdiamo il tempo presente.

Muoversi per il piacere di farlo ha un sapore diverso dal muoversi per evitare il dolore del non farlo. Uno dei principi più importanti è iniziare con i fatti ad essere l’esempio di quello che si dice e di quello che si vorrebbe essere e fare …….

“ … le parole insegnano ma

gli esempi trascinano.

Solo i fatti danno

credibilità alle parole …”

Sant’Agostino

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