Cosa vuol dire amare se stessi?

amarsi

“ Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore

lunga tutta una vita ..” O.Wilde

 

Qualche punto da tenere presente e un percorso in tre tappe facendomi aiutare dalle parole di Claudia Rainville ( ” Nati per essere felici, non per soffrire”- Ed.Amrita).

  •  Amarsi è concedersi d’essere così come si è, concedersi di vivere le proprie esperienze
  • amarsi è pensare a te senza dimenticare gli altri e pensare agli altri senza dimenticare se stessi
  • Amarsi è rispettarsi
  • Amarsi è trattassi bene
  • Amarsi è avere stima di sè
  • Amarsi significa darci quello che può renderci felici
  • Amarsi è riconoscere il proprio valore
  • Amarsi è perdonarsi per gli errori commessi
  • Amarsi è cercare continuamente di migliorarsi, per Amarsi ancora di più

 

La 1° tappa per amare se stessi consiste nell’accettare e nell’apprezzare quello che si è. Se un girasole vuole essere una rosa, sarà infelice tutta la vita. Ma se accetta di essere un girasole, scoprirà tutta la ricchezza della sua peculiarità e sarà felice.


 


 

Fai una lista di tutti i tuoi aspetti fisici che non accetti; per esempio: il peso, i capelli, la statura, le gambe e così via.

Può trattarsi anche di tratti del carattere, per esempio: la possessività, il disordine, l’aggressività, la gelosia, l’essere dispersivo, etc ..

Ora osserva come puoi migliorare questi tuoi aspetti.


 


 

Accettare non significa esserne soddisfatti ; significa ammettere, riconoscere , in modo di poter far fronte ai problemi o alla situazione, come sappiamo, fuggire dinanzi ad un problema non significa risolverlo.

Se potessimo soltanto accettare che tutti gli esseri umani hanno qualità da sviluppare e punti deboli da superare, sarebbe più facile accettarci per come siamo. Nella nostra interpretazione delle cose, però, essere amati equivale ad essere perfetti: i primi della classe, i più belli, i più buoni, i più intelligenti … Erano, infatti, spesso i più preferiti. A volte ci sentivamo incapaci di conseguire un primo posto, allora ci ribellavamo contro quei “primi” e contro l’autorità che ritenevamo ingiusta nel distribuire complimenti e affetto.

Da oggi in poi prova a prendere l’abitudine di dire a te stesso: ” posso permettermi di… ”

  • Posso permettermi di pensarla altrimenti
  • Posso permettermi di essere diverso
  • Posso permettermi di voler vivere la vita a modo mio

 

Ti puoi permettere di essere tutto quello che sei; tuttavia se ti rendi conto che un tuo atteggiamento ti costa intermini di felicità e di relazioni con gli altri, starà a te chiederti da dove venga , che cosa voglia dire e intraprendere un processo trasformativo.

Se noi possiamo essere come siamo anche agli altri è concessa la stessa cosa. Il fatto però che l’altro abbia pieno diritto di essere come è non significa automaticamente che la cosa ci vada bene; a questo punto smetto di voler cambiare l’altro, ma scelgo me stesso, scegliendo di vivere delle situazioni che mi stanno bene e agisco per amor mio.



Fai ora almeno una lista di dieci cose per cui hai voglia di congratularti con te stesso.



 

Apprezzare ciò che sei significa congratularti con te stesso invece di svilirti. Ci sono persone che passano il tempo a parlare male di  ma poi non sopportano che qualcuno muova loro la minima critica.

Ci è stato insegnato:”non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te”, ma nessuno ci ha insegnato :” non fare a te quello che non faresti mai agli altri”. Se non ci amiamo come possiamo chiedere agli altri di amarci? Tutto quello che facciamo a noi stessi è l’autorizzazione, per gli altri, a farci altrettanto, nel bene come nel male. Se non pensiamo mai a noi stessi, se ci dimentichiamo di noi annullandoci per gli altri, gli altri, a loro volta, ci dimenticheranno.

Tutto comincia da noi. Il mondo che ci circonda è il nostro specchio.

Quello che fai a te stesso è l’autorizzazione per gli altri a farti altrettanto, quindi:

  • Se ti giudichi o ti critichi, gli altri ti giudicheranno e ti criticheranno. Prima di dire che il tale continua a criticarti, verifica se non sei tu a criticarti per primo. Se è così, allora sii più tollerante con te stesso e vedrai gli altri diventare più indulgenti nei tuoi confronti.
  • Se ti rimproveri, gli altri ti rimprovereranno. Inoltre se ti senti colpevole, i rimproveri Ltrui amplificheranno ” l’effetto biasimo” che ti infliggi da solo.
  • Se eviti di ascoltare i tuoi sentimenti, nessun altro li ascolterà
  • Se rifiuti il posto che ti compete, nessuno te lo darà
  • Se manchi di autostima, come puoi aspettasti che gli altri ne abbiano per te?
  • Se hai poca fiducia in te stesso, come puoi aspettarti che gli altri si fidino di te?
  • Se ti dimentichi di te in continuazione, non potrai prendertela se gli alti ti dimenticheranno.
  • Se ti manchi di rispetto, non potrai accusare gli altri di mancarti di rispetto.

 

È vero però anche l’inverso:

  • Se ti vuoi bene, gli altri ti ameranno
  • Se pensi a te, gli altri penseranno a te
  • Se hai rispetto per te stesso , gli altri ti rispetteranno
  • Se tu ti apprezzi, gli altri ti apprezzeranno
  • Se sei onesto con te stesso, gli altri saranno onesti con te
  • Se sei indulgente con te stesso, anche gli altri lo saranno
  • Se hai fiducia in te, gli altri ti daranno fiducia.

 

 

“colui che sa amare, ama se stesso;

se sa amare soltanto gli altri, allora non ama affatto”

Eric Fromm

 

 

 

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