Isolare il pensiero

PENSIERO

Nel post precedente ci siamo occupati di isolare la sensazione primigenia causa del blocco emozionale in questo post tratterò la modalità per isolare il pensiero che unito alla sensazione da origine all’emozione che crea disagio.

Il pensiero correlato con il sentimento problematico può avere avuto origine con noi, o essere semplicemente la nostra reazione ad una determinata situazione.

Se così è, verrà probabilmente manifestato con una frase tipo “Vedo che tutti sono infelici”. Immaginiamo che questo pensiero sia stato elaborato durante una riunione familiare durante la quale abbiamo espresso la nostra rabbia. Se abbiamo percepito che tutti sono infelici nel vederci arrabbiati, abbiamo probabilmente dato ordine alla credenza e al sentimento secondo cui “tutti diventano infelici quando ci arrabbiamo”. Tale sentimento può svanire quando ne parliamo, in fase di rielaborazione, con qualcuno o quando viviamo un’esperienza familiare in cui la nostra rabbia genera una risposta altrui del tutto diversa.

Sfortunatamente succede invece molto spesso che, soprattutto in tale ambito, tendiamo sempre a ricevere le stesse reazioni e gli stessi giudizi dagli altri. Ad un certo punto la nostra percezione dell’infelicità di chi ci circonda si correla con la rabbia, ed i due fattori restano perennemente associati; di conseguenza, ecco presentarsi la situazione di blocco e ogni volta che vediamo qualcuno arrabbiarsi corroboriamo lo schema di pensiero secondo cui qualcuno vicino a noi è infelice.

I pensieri possono anche avere origine da chi ci circonda: alcuni li assimiliamo istantaneamente, altri solo nel tempo.

Se, per esempio, siamo cresciuti in una famiglia critica nei confronti di una certa comunità etnica, o delle classi benestanti, oppure convinta che gli artisti debbano essere per forza poveri, può succedere di fare nostre queste idee. In altri casi, selezioniamo alcuni concetti dal sistema di credenze con cui siamo a contatto: ad esempio nostro padre potrebbe sostenere che le donne sono stupide, nostra madre, che ci pare invece intelligente, potrebbe avere difficoltà a gestire bene il libretto degli assegni. In questo caso, unendo i due fatti, potremmo giungere ad elaborare questo concetto: “ le donne sono stupide per quanto concerne il denaro”.

Individuare il pensiero o la credenza, più importante può essere problematico: in ogni momento potremmo, infatti, avere un’infinità di pensieri in testa, molti dei quali potrebbero essere le conclusioni dettate dal sentimento esperito in una situazione specifica. Quello che a noi interessa, invece, è arrivare al cuore della convinzione, non perdendoci in una miriade di convinzioni createsi in noi nel tempo.

Un esercizio che propongo spesso ai miei clienti che si trovano in una con-fusione emotiva è il seguente: dopo aver dato loro carta e penna, li invito a descrivere il sentimento che li turba e quindi, a fare un’affermazione, cioè ad esprimere un pensiero o una credenza relativi ad esso.

Torniamo all’ipotetica cliente di inizio post, quella che ha introiettato dal padre la credenza che le “donne sono stupide” e unendola alla difficoltà della madre a gestire il denaro ha elaborato il concetto che  “le donne sono stupide per quanto concerne il denaro”

Ella potrebbe venire da me portando questa sua affermazione riguardo al suo sentire : “Mi sento spesso male quando spendo. Mi dico che non dovrei farlo ma, peggio sto, più spendo”.

Da cui ne consegue: “ho un cattivo rapporto con il denaro”.

Per verificare che siamo veramente giunti al nocciolo della questione, stimolo la cliente a continuare ; all’ultima affermazione, le chiedo di aggiungere “come mai?” e la prego di rispondere. Provo a procedere in questo modo finchè non emerge in lei la consapevolezza della natura del disagio che sta provando.

Continuando dal precedente corollario la sequenza potrebbe essere la seguente:

Corollario: “Ho un cattivo rapporto con i soldi: mi accorgo di non  riuscire a metterli da parte”.

Corollario: “Non riesco mai a metterli da parte, in fondo sono una donna!”

Corollario: “ Come donna, non riesco mai a metterli da parte, si sa le donne hanno un cattivo rapporto con i soldi”.

Corollario: “Le donne hanno un cattivo rapporto con i soldi: è mio padre che dice sempre così, lui lo crede”

Corollario: “Mio padre ritiene che le donne abbiano un cattivo rapporto con il denaro perchè ha paura di lasciarlo in mano loro”.

Corollario:” Ha paura di lasciarlo in mano loro, in questo modo non avrebbero più bisogno degli uomini”.

Corollario: “ Se non avessero più bisogno degli uomini, potrebbe essere lasciato da sua moglie”.

 

Ecco una strada per arrivare al nocciolo del problema!

A questo punto siamo pronti a sviscerare la situazione che ha bloccato il sentimento …..

 

Nel prossimo post l’ultimo passaggio: come saldare il debito …..

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