Come saldare il debito e ri-nascere …..

rinascere

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Eccoci all’ultimo passo per liberarci dal famigerato blocco emotivo che impantana il nostro progredire verso una vita piena e soddisfacente.

Una volta esaminate le singole componenti del sentimento, desideriamo liberare il corpo e la mente dai vincoli a cui sono stati finora sottoposti: l’unico modo per farlo è accettare e amare il “sentimento”.

E’ necessario, cioè, presumere che esso, pur avendoci creato il disagio e l’ansia, aveva una sua funzione. Se vogliamo veramente liberarcene, non basta distruggerlo: relegandolo all’oblio, restiamo vuoti, e tale vuoto dovrà essere riempito. Il sentimento originario, infine, si ripresenterà: se riusciamo a liberare il sentimento bloccato, ma non troviamo un nuovo modo per soddisfare il nostro bisogno, ne elaboreremo uno nuovo, atto a riempire il vuoto. Questo nuovo stato emozionale creerà altrettanto danno di quello passato.

Se invece consapevolizziamo il bisogno, coperto dal sentimento problematico ed adottiamo un modo più adeguato per soddisfarlo nel rispetto di noi stessi, ci liberiamo facilmente da sensazioni e credenze negative, aprendoci al rifluire dell’energia. In tal modo permettiamo la crescita di quelle parti di noi che sono rimaste intrappolate.

Esistono vari tipi di debiti o di bisogni, ma i due principali sono: quelli generati dalla paura e quelli generati dall’amore.

I debiti generati dalla paura si fondono sul timore delle conseguenze; derivano da una pulsione interiore a evitare le responsabilità, dall’amore per se stessi o per gli altri. Tutti abbiamo le nostre paure, il che non significa che siamo cattive persone ma che, probabilmente, durante la nostra crescita il nostro sistema energetico non si è sviluppato completamente perché qualcosa o qualcuno non lo ha permesso. Tali debiti ci paralizzano: il piccolo ferito resta in noi, bloccato nel sentire, e ci dominerà, nel timore di perdere il controllo. Solo quando soddisferemo le sue esigenze, potrà tornare nuovamente ad essere bambino.

Alcuni di questi debiti potrebbero essere:

  • Devo evitare di crescere
  • Devo evitare di correre rischi
  • Devo evitare di farmi male
  • Devo evitare di ricordare esperienze dolorose
  • Devo evitare di ripetere esperienze dolorose
  • Devo evitare il fallimento
  • Gli altri possono prendersi cura di me.

I debiti generati dall’amore sono di per sé, sacrificali: implicano, cioè, la scelta di mortificarsi per fare stare meglio gli altri o per evitare di essere feriti

A questa schiera appartengono:

  • Devo salvare la vita a qualcuno
  • Devo alleviare il dolore di qualcuno
  • L’altro viene prima di me
  • Devo espiare le mie colpe
  • Devo essere utile
  • Devo imparare una lezione

Identificare un debito riguardante un problema emozionale richiede una totale onestà nei confronti di se stessi o di un altro individuo.

Ricordiamoci che il cambiamento è un processo , una presa di coscienza anche dei nostri limiti per far venire alla luce un soggetto nuovo che , nonostante la fatica, ha l’espressione serena di una donna che ha appena partorito uno splendido bambino: se stesso!

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Esistono molte tecniche per scoprire il debito da pagare che ci rende schiavi nello stato di blocco, quelle che io uso più frequentemente nei percorsi di crescita che propongo sono:

Scrivere la storia della propria vita:

Prendete un blocco e una penna. Pensate ad un problema che vi causa insoddisfazione e frustrazione. Scrivete la storia della vostra vita in funzione di tale problema: a tal fine potete seguire il cammino dell’Eroe, ovvero di una persona che impara qualcosa, attraverso varie prove, e che diviene migliore, più forte e capace di condividere con gli altri la sua esperienza.

Voi siete l’Eroe della storia, il soggetto con il problema emozionale, che cavalca direttamente verso di esso, che lotta e lo supera, che vive per raccontare la sua esperienza e che infine torna a casa. Voi siete l’Eroe che dalle difficoltà ricava il bene.

Le tappe del viaggio sono le seguenti:

  • Iniziate a “casa” descrivendo la situazione familiare e quello che vi causa il problema.
  • Uscite di casa. Cosa vi succede, mentre viaggiate per il mondo?
  • Combattete contro il drago, ovvero contro il problema emozionale che vi crea il disagio. Descrivetelo, conoscetelo. In che modo è meglio avvicinarlo? Trattarlo? Combatterlo?
  • Sconfiggete il drago. In che modo supererete l’ostacolo rappresentato dal drago/sentimento? A quale risorsa dovete ricorrere per sconfiggerlo? Che saggezza è necessario avere per trasformare il drago?
  • Tagliate la testa al drago. Cosa avete appreso dalla lotta?
  • Accettate la ricompensa. Che cosa significa per voi questa lotta nell’ambito della vostra vita? Quali energie, conoscenze e ricchezze è necessario che accettiate per cambiare?
  • Tornate a casa. Tutti gli eroi tornano da dove sono venuti. Come vi sembra adesso il punto di partenza?

Dopo aver scritto la vostra storia provate a riflettere sul significato che ha per voi oggi

 

Un altro esercizio utile è il seguente:

Identificate un problema che non riuscite apparentemente a risolvere. Ponetevi queste domande:

  • Che sensazioni avete quando ci pensate? Scrivetele sotto forma di elenco.
  • Quali credenze si associano ad ogni sensazione? Scrivetele sotto forma di affermazione , ad esempio:

 

 

Sensazioni suscitate dal problema

Credenze correlate con il problema
 
Tristezza Ferisco gli altri quando affermo la mia verità
Paura Posso essere ferita dagli altri se chiedo qualcosa
Panico Nulla può fermare questo schema

 

  •  Valutate ogni credenza ed associatela ai pensieri, come ad esempio:

 

Credenze correlate col problema Pensieri
 
Ferisco gli altri quando affermo la mia verità Posso ferire. Possono affermare la mia verità.
Posso essere ferito dagli altri quando chiedo qualcosa Posso essere ferito. Posso chiedere qualcosa.
Nulla Può fermare questi schemi Io ho degli schemi. Gli schemi non possono essere fermati da nulla, a quanto mi risulta

 

Prendete i pensieri ed associateli alle sensazioni così come vengono percepite:

  • Mi sento triste quando affermo la mia verità e gli altri mi feriscono e, così, decido quando condividere qualcosa o no.
  • Ho paura quando chiedo qualcosa, e vengo ferito. Così, domando ad altri, finchè trovo qualcuno disposto ad aiutarmi.
  • Cado in preda al panico quando scopro di avere degli schemi, e non so come bloccarli. Così, chiedo a chi non li ha di aiutarmi.

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