Attaccamento e relazioni di coppia

COPPIA3

Quando ci si ritrova ripetutamente nelle stesse situazioni sul lavoro o nelle relazioni, bisogna guardarsi dentro e chiedersi:” quale è il mio contributo nel creare queste situazioni che si reiterano?”.

La Teoria dell’Attaccamento, di cui ho parlato nei post precedenti, offre una spiegazione semplice. Il modo in cui i nostri genitori ci hanno amato e la qualità della loro relazione con noi nella nostra infanzia sono diventati il modello delle successive relazioni sentimentali.

Da bambine, infatti dipendiamo da chi si occupa di noi per darci amore, cure e sopravvivenza. Questo legame permette di sentirci felici e complete. I bisogni non soddisfatti, invece, portano paura e dolore. E, nella nostra ignoranza e ingenuità infantile, non abbiamo nessuna idea di come rimediare al sentimento di insicurezza. Come risposta, allora, adottiamo meccanismi di gestione primitivi, che vanno dal piangere per ottenere attenzione, al ritirarci o al negare persino di avere certi bisogni.

Durante l’infanzia chi si occupa di noi ci insegna ad adattarci alla società. Noi, osservatrici e malleabili, apprendiamo cosa fare per ricevere amore e accettazione.

Impariamo a reprimere e a non rispettare quelle parti che la società trova inaccettabile non degne di amore. Tutte noi siamo state ferite durante l’infanzia, chi più chi meno, e alcune parti della nostra vera natura sono state soppresse nella nostra mente inconscia.

Il legame emotivo che abbiamo avuto con chi si è occupato di noi è un modello per la qualità delle nostre relazioni sentimentali successive: l’abilità di aprirsi agli altri, gestire lo stress, di sviluppare l’autostima, di allevare i bambini e così via.

Il tipo di attaccamento che abbiamo vissuto ha un notevole impatto che dura tutta la vita: diventiamo adulte, abbiamo un lavoro e delle responsabilità e ci sono ancora alcune parti che sono rimaste bambine e devono crescere.

Per vivere una vita piena dobbiamo sviluppare noi stesse, con amore e non spinte dalla paura e dall’ansia.

Ci sono tre stili di attaccamento: sicuro, insicuro evitante, insicuro ambivalente resistente. Ognuno di essi produce forme diverse di relazioni intime, modi diversi di impegnarsi, di individuarsi e di diventare se stessi nella relazione con l’altro.

Attaccamento sicuro => l’amore sicuro: le persone che lo hanno vissuto trovano relativamente facile avvicinarsi agli altri. Sono a loro agio quando si occupano di altri e anche quando altri si occupano di loro. Diventano adulti sicuri che non si preoccupano troppo né di essere abbandonati né temono di creare intimità con la persona che amano. La persona con attaccamento sicuro si orienterà verso persone per lo più sicure, che dimostrino palesemente i propri sentimenti, e con cui poter condividere in maniera comunicativa i momenti tristi e quelli felici della propria esistenza, in modo da confermare la propria percezione di persona degna di essere amata e curata.

Attaccamento insicuro evitante => l’amore freddo/distaccato: provano disagio nello stare vicino agli altri, hanno difficoltà a fidarsi e trovano difficile permettersi di dipendere da qualcun altro. Questi sfortunati individui, al contrario dei soggetti sicuri, non sviluppano la loro personalità a partire dalla sicurezza di una base sicura cui far riferimento: non godono, cioè, in alcun modo di sicurezza affettiva. Ne consegue la formazione di “…Un modello mentale del sé come di persona non degna di essere amata, che deve contare solo su di sé, e un modello mentale della madre come di persona cattiva dalla quale non aspettarsi alcunché” Essi si sentono nervosi quando qualcuno si avvicina troppo la loro vita sarà improntata tutta sul desiderio di conquista di un’autonomia e autosufficienza personale che escludano, in caso di necessità, il ricorso agli altri, considerati individui inaffidabili e su cui contar poco. Questa vera e propria strategia di vita, in realtà, non è altro che una misura di prevenzione contro il rischio di ulteriori delusioni, dovute ad esperienze di eventuali rifiuti.

Attaccamento insicuro ambivalente resistente => l’amore ossessivo: In campo amoroso,tale soggetto sarà più volte trascinato dal vortice della passione, pensando di aver trovato la persona giusta. In realtà, andrà incontro ad idealizzazioni eccessive di persone che presentano, al contrario, proprio quei tratti caratteriali che egli stesso odia. Solo successivamente, si renderà conto di aver commesso uno sbaglio nella scelta, e a quel punto, soffrirà irrimediabilmente. Abbiamo, inoltre, sostenuto che il bambino che sperimenta una relazione con una madre imprevedibile, sviluppa dei modelli del sé, come di una persona da amare in maniera discontinua, ad intermittenza. Da quanto scritto, ne consegue che, all’interno di una relazione amorosa adulta, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sé, come persona degna di amore, allora penserà di essere amato profondamente e rispettato dal partner, ma quando prenderanno il sopravvento i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà facilmente trascinato nel tunnel della gelosia più estrema, dando vita ad una relazione ossessiva, possessiva.

Vediamo ora dove siamo arrivate nella terra dell’attaccamento, prendetevi tutto il tempo necessario, non c’è fretta, e provate a rispondere a queste domande….. siate sincere e forse imparerete qualcosa di più su voi stesse … un passo in più nel cammino per ri-trovarsi ….

  • Pensa alle persone che ti hanno accudito o influenzato quando eri bambina. Chi sono? ….
  • Scegline cinque o sei e pensa alle tue interazioni con loro. Scrivi i loro tratti positivi e quelli negativi. Cosa ti piaceva quando stavi con loro? … Cosa non ti piaceva? …
  • Infine per ogni persona, indica qualcosa che avresti voluto ma non hai mai avuto. Non esitare a mostrare la tua rabbia, le tue ferite, il tuo dispiacere.
  • Quali somiglianze noti tra queste e il tuo partner attuale? …
  • Quali tratti hanno in comune? …

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