Ossessione – Delirio – Possesso

gelosia ossesso

Nel post precedente abbiamo visto la misura di una buona gelosia; siamo arrivate a constatare che un po’ di gelosia è sopportabile, anzi ti dimostra che l’altro ci tiene, che ti vede, che ti vuole. Troppa ti mette la corda al collo e ti fa sentire in prigione, sotto assedio, sotto inquisizione. Però sull’idea di un po’ e di troppo non è affatto semplice intendersi. Quanto è un po’? quanto è esattamente troppo? Come si stabilisce se uno è malato e se è solo innamorato? Quale è il limite tra normalità e patologia?

Per fare un po’ di chiarezza possiamo riferirci a quelli che sono considerati i principali tipi di gelosia patologica.

DELIRIO DI GELOSIA o “SINDROME DI OTELLO” => il geloso delirante è paranoico. E’ completamente abitato dalla convinzione che l’altro lo tradisca, cerca continuamente indizi e prove ma in effetti la sua gelosia è impermeabile ad ogni confronto con la realtà, anche se questa dovesse dimostrargli inconfutabilmente che si sta sbagliando. Tenta in ogni modo di strappare la confessione al partner e attua rimedi contro la sua supposta infedeltà restringendone l’autonomia o assoldando investigatori. Il comportamento del geloso delirante non è teso alla scoperta di qualcosa, che si pensa già di sapere, ma piuttosto a far ammettere all’altro la colpa. Da qui una continua richiesta di confessioni assillanti, portate avanti talvolta in modo reiteratamente subdolo, altre volte con l’arma del ricatto, talvolta infine ricorrendo alla coercizione e alla violenza fisica. L’ammissione del tradimento viene presentata sempre come «La Medicina» che porrà fine ai tormenti e ai dubbi che ne conseguono. Talvolta il partner accusato, nella speranza di porre fine ad una situazione insostenibile, ammette un magari inesistente tradimento. Lungi dal placarsi il delirante, che ha finalmente avuto la conferma delle sue certezze, intensifica la sua aggressività e tenta di far ammettere ulteriori infedeltà. Questo tipo di gelosia può giungere ad atti violenti nei confronti del partner o del presunto amante.

GELOSIA OSSESSIVA => ricollegabile ad un disturbo ossessivo compulsivo. Qui è il dubbio a farla da padrone. Questo tipo di gelosia è quella che induce il geloso a trasformarsi, senza posa, in un detective a tempo pieno che può impiegare nelle attività di ricerca delle infedeltà del partner il più e il meglio del suo tempo. I gelosi ossessivi riconoscono l’infondatezza dei loro sospetti, arrivano anche a vergognarsene, ma sono, loro malgrado, trascinati e sommersi dalla tormentosità del dubbio. Così c’è chi sottopone tutti i giorni la moglie a martellanti interrogatori, chi controlla minuziosamente la castità del suo abbigliamento o la corrispondenza del partner e chi magari anche la biancheria intima alla ricerca di attività sessuali illecite. Queste persone riescono a rendersi conto delle loro esagerazioni, ma «non ce la fanno» a cambiare condotta, né a scacciare dalla propria mente certi pensieri pur sentiti come assurdi.

SINDROME DI MAIRET => è una gelosia di confine tra normalità e patologia. Chi la prova è posseduto stabilmente dall’idea di essere tradito, ci pensa continuamente, tuttavia riesce a mantenere aperto e costante un confronto con la realtà.

La gelosia che è riconducibile a questi tre tipi è un sentimento che è finito fuori dai confini di quello che è “normale” e, sicuramente da quello che è accettabile.

La gelosia che appartiene a questa griglia, soprattutto se ci riferiamo ai primi due punti, è quella di chi azzera e nega l’alterità dell’altro per possederlo completamente. E’ fatta di sospetti che rifiutano qualsiasi prova contraria, di convinzioni deliranti che non hanno fondamento nel reale, di continui pedinamenti, controlli incrociati, interrogatori. Questa gelosia è “troppo”.

E’ quella malsana e aberrante di chi dice: mi appartieni, faccio di te quello che voglio, ti annullo, ti nego il diritto di essere altro. Che altrimenti detto suona sinistramente: “ti nego il diritto di esistere”.

Il possesso non c’entra mai con l’amore. Nel possesso non si può mai realizzare un incontro che si possa definire tale.

E non solo la gelosia “cattiva” avvelena e manda a rotoli le storie ma miete vittime, nel senso più concreto del termine. Si uccide trascinati da questo sentimento che troviamo in cima alle statistiche relative alle cause di omicidi. Sono agghiaccianti, pure, gli ultimi dati relativi alle violenze domestiche subite dalle donne a opera del partner e dell’ex, imbizzarrito e accecato dalla gelosia, in preda all’istinto di cancellare definitivamente l’altro.

La gelosia maneggiata con cura, sempre. C’è qui, come in qualunque altra faccia dell’amore e del desiderio, un solo concetto che vale in senso assoluto e in qualunque declinazione lo si consideri: il rispetto autentico dell’alterità dell’altro.

Se si tiene bene a mente , come un perno portante, la convinzione che l’altro è altro da noi, si potrà sicuramente sbagliare, ma difficilmente i danni saranno devastanti, difficilmente si farà carne da macello della storia e della persona.

Cosa si può aggiungere di altro sulla gelosia? Che c’è da imparare a coltivare una certa capacità di osservarsi e che quindi è sempre necessaria una buona dose di criticità nel rispondere ai modelli e agli stereotipi. Che non è vero che più ami e più sei autorizzato a fare quello che ti pare e nemmeno il contrario, che siccome ami allora devi sopportare, devi soffrire, devi patire.

Che un aiuto serio e competente è necessario se il “mostro con gli occhi verdi”, come lo ha chiamato Shakespeare, ci rosicchia il cuore, ci rende pazzi, ci impedisce non solo di amare ma di vivere ……

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