Sui confini e sui limiti

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I limiti non sono fini a se stessi. I nostri limiti e confini servono a proteggere un territorio, una zona che ci appartiene, della quale vogliamo disporre liberamente e di cui ci assumiamo la responsabilità. La delimitazione non è fondamentalmente una questione di confini, ma di territorio da difendere.

I confini in senso concreto (da quelli territoriali di uno stato alla siepe del giardino) rappresentano il passaggio dal territorio di un altro. Così come accade con i confini in senso concreto, lo stesso avviene con i confini in senso figurato: anch’essi segnano il passaggio dal nostro spazio personale a quello di un altro individuo o al mondo esterno. Per questo motivo i confini determinano anche il nostro rapporto con gli altri, con il mondo in generale e anche con noi stessi.

Le tensioni e i conflitti sorgono sempre lungo le linee di confine. Chi conosce i propri limiti, li percepisce, li rispetta e ha il coraggio e la forza sufficienti a segnalarli e difenderli può garantirsi un’esistenza armoniosa e pacifica con gli altri e con se stesso. Percepire e rispettare i nostri limiti e confini ci impedisce di chiedere troppo a noi stessi e, al contempo, ci permette di sviluppare al meglio le nostre possibilità, di evolvere e di assicurarci lo spazio che ci spetta nella nostra esistenza.

L’idea di essere limitati non suscita grande entusiasmo, tanto meno in un’epoca nella quale il delimitare se stessi viene confuso con il limitare le proprie potenzialità, un’epoca dominata dall’idea di possibilità illimitate e da tutte le conseguenze che essa genera: costante senso di insoddisfazione, richieste eccessive poste a se e agli altri, non essere mai nel “qui e ora”.

All’ideologia dell’illimitatezza appartiene anche l’illusione di poter raggiungere qualsiasi traguardo, e dico qualsiasi, se solo lo si desidera. E se non si riesce ad ottenere il massimo dei risultati, significa semplicemente che non ci si è sforzati abbastanza …

L’ideologia del “no-limits” serve in primo luogo a giustificare i forti e i potenti.

Ma dove si trovano esattamente questi nostri limiti? Molte persone, spesso troppo sensibili,coloro incapaci di percepire se stessi con l’attenzione sempre rivolta verso l’esterno non conoscono affatto i propri limiti e, di conseguenza non sono in grado di rispettarli o di difenderli dagli altri.

Così facendo, spesso pretendono da se stessi troppo o troppo poco, percepiscono gli altri come invasori del proprio territorio oppure, a loro volta, invadono lo spazio altrui senza rendersene conto.

Una persona che ha rinunciato via via a percepire se stesso e il proprio corpo pur di adattarsi all’ambiente che lo circonda, finisce per perdere anche il contatto con i propri limiti fisici. E’ ovunque e in nessun luogo, mai nel proprio corpo.

Di questo si rende conto solo quando è troppo tardi, quando ormai ha preteso troppo da se stesso, è andato un’altra volta oltre i limiti.

In tal caso il suo corpo si fa sentire attraverso dolori e sintomi e questo a sua volta non rafforza certo il suo entusiasmo nel percepire se stesso.

Molte, troppe persone sono animate da una sorta di ambizione interiore. La nostra ansia di perfezione ci induce spesso ad andare oltre e ci porta ad esaurire le forze ancor prima di renderci conto di cosa stiamo facendo.

Questa pretesa eccessiva non è priva di conseguenze: all’improvviso compare un disagio generale spesso accompagnato da sintomi di vario genere. A quel punto siamo costretti a limitare le nostre forze, poiché ci sentiamo deboli e privi di energie. Tutto costa troppa fatica.

Ecco allora che ci chiudiamo di fronte al mondo e alle sue pretese eccessive: ci ritiriamo in noi stessi, ben all’interno del nostro territorio chiudendo ogni apertura, alzando muri, cessando ogni scambio.

Ci sentiamo incapaci di raggiungere alcunchè e soprattutto di difendere i nostri confini . Unica soluzione possibile rinchiudersi in una torre d’avorio al riparo dal mondo esterno.

La soluzione? Imparare ad ascoltarsi a 360° , imparando a decifrare tutti i possibili segnali di disagio emotivi e fisici ed agire di conseguenza prima di essere invasi e prima che la corda che teniamo fra le mani tirando tirando si spezzi …..

“Uno non ha che dichiararsi libero, ed ecco che in quello stesso istante si sente limitato. Abbia solo il coraggio di dichiarasi limitato, ed eccolo libero.” Goethe

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