Parlando di emozioni

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“Ragione e passione  sono timone  e vela della nostra anima navigante” K.Gibran

 Ho già trattato l’argomento in un post precedente   in cui mi soffermavo soprattutto sulla differenza che intercorre tra affetto, sentimento e umore e su due emozioni contrastanti la Felicità e la Sofferenza, oggetto di ricerca perpetua la prima e di modi per evitarla la seconda.

Oggi vorrei invece approfondire l’argomento trattando la chimica delle emozioni (lo spunto me lo ha  dato il libro di Debora Conti “Ascolta i grilli e scendi dall’Ottovolante”).

Un giorno è fatto di 24 ore cioè 1440 minuti: se dormiamo in media 8 ore, ne restano 16 in cui siamo svegli cioè 960 minuti. Tu cosa provi per la maggior parte di questo tempo? Come si sente il tuo sistema nervoso, inteso come sistema che genera e distribuisce emozioni nel corpo? Sei soddisfatta della chimica che il tuo corpo riceve per la gran parte del tempo?

Dico la “maggior parte del tempo” perché sarebbe impossibile decidere di provare gioia ogni minuto del giorno (e con questa affermazione mi immagino i respiri di sollievo di chi ha preso come una missione il forever happy). La vita è fatta anche di imprevisti : telefonate shock, brutte sorprese, urgenze da terminare…. Calcolando che tutto questo ci può prendere 1/5 del nostro tempo di veglia (192 minuti) , per i restanti 768 minuti cosa provi??? Come vuoi che il tuo corpo si senta per essere al meglio? Ci hai mai pensato? Quale chimica vorresti regalare al tuo sistema nervoso durante questo tempo?

La chimica che scorre nel corpo se prolungata, contribuisce a formare il nostro umore. Se l’umore è costante può essere paragonato al carattere e se l’umore continua ad essere quello, presto il carattere di una persona diventa l’umore che prova per la maggior parte del tempo.

Una persona di umore cattivo può essere definita scontrosa, pur sapendo che il carattere che gli alti giudicano pessimo è nella maggior parte dei casi determinato da un’abitudine umorale, e non certo da predisposizione genetiche!

Ora prova a fare questo esercizio:

 => elenca dalle cinque alle dieci emozioni che fino ad oggi hai fatto scorrere nel tuo corpo per la maggior parte del tempo: utili, non utili, buone o cattive per il benessere e la salute, orientate alla risoluzione dei problemi oppure alla loro stagnazione.

=> poi stila un bilancio. Se esistono troppe emozioni che reputi non utili cerchiale e sostituiscile;

=> riformula un nuovo elenco delle emozioni che vuoi provare per la maggior parte del tuo tempo di veglia (tolto quel famoso 1/5 per gli imprevisti)

In questo modo hai scelto cosa distribuire nel corpo, hai scelto quale benzina fare, quale bevanda prendere…. Scegli tu la metafora che più ti piace, la cosa importante è che ti abbia deciso come sentirti.

Ora prova a rispondere a queste domande:

  • Cosa succederebbe se oggi ti sentissi così per la maggior parte del tempo? E domani? E dopodomani? E per tutta la settimana? …
  • Cosa potresti fare per ricordarti al mattino che vuoi sentirti così?
  • Cosa potresti dirti per sentirti in questo modo?

Da questo momento non ti resta che provare a vedere se ti piace ed esercitarti.

Ricorda che soltanto tu hai il potere di

gestire le tue emozioni!!!

Qualsiasi emozione è riconosciuta per la sua precisa manifestazione fisiologica. Tutti sappiamo riconoscere la differenza tra panico e rilassamento.

Inoltre, osserva il potere delle parole, che siano pronunciate o solo pensate: basta dire “panico” o chiedersi “come ci si sente nel panico?” per sentire che il respiro si blocca e poi dirsi “rilassamento” perché il nodo alla gola scompaia.

Per struttura di una emozione si intende come la si rappresenta.

Prova a fare quest’altro esercizio:

=> pensa ad una sensazione di ansia leggera e per renderti conto che la riconosci dentro di te rispondi a queste domande:

  • Come la senti?
  • Dove l’avverti più forte?
  • Come pensi si diffonda nel tuo corpo?
  • Se dovessi attribuirle un colore, quale sarebbe?
  • Se potessi darle una consistenza, quale sarebbe?
  • Se ti venisse in mente una metafora, quale sarebbe?

Se chiedessi ad un’altra persona di descriverti la sua ansia noteresti che le sue risposte sarebbero ben diverse dalle tue. Questo accade perché ognuno di noi ha le proprie strutture di riconoscimento dovute alle sue esperienze uniche, percepite in modo unico catalogate poi nella memoria a lungo termine.

Come puoi dedurre dalle domande sopra, la struttura di riconoscimento di una emozione è costituita da alcuni oppure tutti i seguenti elementi:

  • Consistenza: solida, gassosa, liquida
  • Colore
  • Peso: leggero, pesante…
  • Temperatura: fresco, caldo, gelido, tiepido…
  • Odore: puzza, profumo …
  • Punto di origine: collo, petto, stomaco, testa, spalle …
  • Modalità di diffusione o movimento: circolare, a spirale per tutto il corpo …
  • Ritmo di movimento e diffusione: lento, veloce …

Consapevolizzare queste caratteristiche è di fondamentale importanza per  riconoscere che tipo di emozione stai provando in un determinato momento e di conseguenza modificare o gestire al meglio le azioni derivanti.

Ora prova a fare l’esercizio di riconoscimento  per tutte le emozioni formulate nella tua personale lista e visto che immagino che si tratterà soprattutto di emozioni positive, insisti su come le senti e come si diffondono nel corpo.

E, se ti piace, immagina di andare oltre: immagina che ad esempio la gioia, la serenità, entusiasmo, l’orgoglio, la fiducia, la pace … non si fermino lì, ma vadano a toccare ogni cellula, ogni globulo rosso, ogni nervo, ogni ghiandola, ogni pelo, ogni capello, e poi che vadano oltre il corpo e si diffondano nell’ambiente circostante, partendo da te verso l’esterno…….

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