I “miti” che ritardano il cambiamento (I Parte)

nuvola ombrello

Molte persone sono insoddisfatte di come va la loro vita. Sono annoiate o frustrate dal lavoro, sentono di essere costrette a lavorare troppo o troppo poco, oppure che nella posizione che ricoprono non hanno la possibilità di sfruttare appieno le loto potenzialità.

Altre sono scontente dei rapporti sentimentali che hanno cominciato e vorrebbero trovare il modo di interromperli, altre ancora non riescono più a sopportare di vivere ancora con i genitori.

Allora perché tutte queste persone non fanno qualcosa per uscire dalla situazione che le rende tanto infelici? Esitano e per lungo tempo rimangono dove sono, a volte per anni, prima di azzardare una mossa, aspettando e sperando che le cose attorno a loro mutino in modo che saranno sgravate dal peso di dover prendere le decisioni in prima persona.

Forse cominciare a darsi da fare per effettuare importanti cambiamenti può apparire un azzardo, in fondo c’è sempre la possibilità di fare scelte sbagliate o che la nuova situazione si riveli peggiore della precedente.

Se solo ci fosse qualcuno con la bacchetta magica ……

Rimanere nella situazione in cui ci si trova sembra molto più sicuro, specialmente se si tiene conto delle incertezze insite in ogni nuova scelta, e le scuse per rimandare i cambiamenti o per prendere delle decisioni non mancano mai …

IL MITO DEL “TEMPO GIUSTO”

La scusa di dover aspettare il tempo giusto maschera spesso il timore di fare un passo nella direzione del cambiamento, anche se quel passo sembra promettere a lungo termine una vita più felice.

Nessuno nega che occorre molto coraggio per lasciare le situazioni vecchie e stabilizzate, a volte occorrono pressioni esterne veramente notevoli per spingere una persona a effettuare il cambiamento necessario. Anche in questo caso poi, non abbiamo nessuna garanzia che la nuova condizione si riveli più soddisfacente della precedente, ma la vita non è una questione di garanzie, bensì di opportunità. Procrastinare le decisioni non fa che prolungare l’infelicità, è più si permette la continuazione di uno stato di scontentezza, più risulta arduo trovare dei rimedi in un periodo successivo.

IL MITO DELLA SICUREZZA

Spesso ci si oppone ai cambiamenti perché si ha paura di quello che potrà riservarci il futuro: non importa quanto sia noioso il lavoro, quanto sia insoddisfacente il partner, ci appare sempre più sicura la scelta di conservazione rispetto all’avventura in campi inesplorati. La riluttanza a lasciare un lavoro che non ci soddisfa viene spesso coperta con la scusa della “tenacia”, quell’attesa della maturazione degli eventi nella speranza che il capo si accorga del nostro valore e ci proponga quindi una promozione con il risultato, spesso, di rimanere nello stesso posto sempre in attesa e speranzosi con la realtà , invece, che rimane immutabile.

Una situazione insoddisfacente sul posto di lavoro può portare ad un grande turbamento: quando si vede ignorato il proprio talento e si crede di non essere ricompensati a sufficienza, si diventa irritabili e impazienti. Quante sono le ulcere e gli esaurimenti nervosi dovuti alla repressione della rabbia e delle frustrazioni che potrebbero essere evitate se si trovasse il coraggio di affrontare la questione con il “capo” o si decidesse di cercare un altro lavoro.

Anche se non ne possono più del loro lavoro, sono molti quelli che non vogliono perdere la sicurezza del posto fisso, non rendendosi conto che la sicurezza è solo un’illusione.

Pensare di essere al sicuro solo se non si azzardano cambiamenti significa ingannare se stessi, poiché cìoè sempre la possibilità di essere licenziati al lavoro o abbandonati dal proprio partner senza aver commesso alcun errore.

Infatti è sempre possibile essere retrocessi al lavoro oppure l’azienda fallire, o ancora far parte di “sfoltimento” o tagli e tutto questo è al di fuori del nostro controllo. Rifiutare di esprimere i nostri desideri e bisogni nel timore di provocare guai e di mettere a repentaglio il nostro posto “sicuro” o la nostra “sicura” relazione può alla fine farci ritrovare con tutti quei problemi che non avremmo mai voluto avere e, sebbene il lavoro o la relazione continuino a essere “stabili” per un altro po’ di tempo, la nostra salute e il nostro benessere generale non lo sono più.

Sta a ciascuno di noi scegliere se continuare ad essere infelice cronicamente, oppure se provare ad affrontare una nuova impresa, la creazione di circostanze favorevoli per il futuro …..

… continua nel prossimo post …

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