Cercare è vivere …..

cercare

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Socrate

Passiamo buona parte della vita a cercare. Molto spesso non sappiamo cosa, talvolta crediamo di saperlo,ma quando l’abbiamo trovato riprendiamo a cercare: altro, altro da noi, da quello che siamo e che abbiamo.

Questo incessante movimento appare a qualcuno come un impulso a crescere, a “realizzarsi”, come si dice con un termine abbastanza superficiale e formale.

A qualcun altro esso può sembrare il frutto della necessità di colmare una specie di assenza, di insoddisfazione perenne che non si placa mai, dovuta ad antiche carenze affettive e relazionali che ci hanno lasciato un segno indelebile nel cuore.

Comunque ci appaia, cercare è vivere, perché nel flusso inarrestabile di ciò che è, cresce, cambi e muore intorno a noi è necessario trovare un senso, un’origine, una prospettiva.

Per cominciare a cercare non abbiamo bisogno di molti strumenti: ci basta ascoltare il senso di leggero vuoto che la nostra anima ci suggerisce.

Cercare è un esercizio per la mente e per gli affetti, ci sottrae alla banalità delle abitudini, ci aiuta a guardare oltre il nostro naso e ci costringe a non dare per scontate le nostre opinioni. In poche parole, ci rende persone più aperte e curiose, sensibili alla bellezza del mondo e un po’ meno influenzabili dalla paura e meno inclini, quindi, alla pigrizia.

Quando incontro persone che “cercano” e nel mio lavoro ne incontro molte, vivo una felicità dell’anima, perché so che il risultato di questo cercare è sempre la scoperta di una verità, il ritrovamento di un filo apparentemente perso che ci porta più vicino alla meta: darci un senso ….

Uno degli atteggiamenti più belli di questo atteggiamento aperto alla ricerca, è quello di arricchire la nostra identità. Se ci difendiamo troppo da quello che è diverso da noi, tendiamo infatti a vivere per tutta la vita nella stessa stanza, ad alimentare la convinzione che quello in cui crediamo, quello a cui siamo abituati e quello che ci fa comodo siano, in sostanza, il vero universo, quello giusto, quello migliore.

Immaginiamo, ora, che la nostra visione del mondo si trasformi in un paesaggio, in un panorama che contiene tutto quello che vogliamo: case, città, campagna , montagne etc.

Ora saliamo su un elicottero e prendiamo il volo: più ci alziamo da terra e più il panorama tende a sfuocare nei dettagli, ma ci appaiono altre cose, altre valli e latri mari, altre regioni della vita che, chiusi nel nostro piccolo paesello, mai avremmo sospettato potessero esistere.

Possiamo decidere di atterrare, conoscere nuovi dettagli. Per esempio possiamo mangiare nuovi cibi e cercarne la bontà, anziché paragonarli a quelli a cui siamo abituati, possiamo accettare il punto di vista di una persona che la pensa diversamente da noi e cercare di sentirlo come vero, possiamo cioè sentire che allargare la nostra identità non ci fa “perdere”, ma arricchire e crescere.

Certo, l’esplorazione fa un po’ paura. All’inizio è necessario stare attenti a non mangiare funghi velenosi, a non accoppiarci con il nemico. Ma poi si diventa bravi, si impara ad essere prudenti e si diventa via via più forti ed esperti.

Quando si comincia si sa che per tutta la vita non si potrà smettere, perché l’esplorazione ci fa incontrare abissi profondi e meravigliosi, spesso nascosti dietro un’apparenza del tutto quotidiana che diamo per scontata ….

La ricerca non è soltanto funzionale a ciò che si sta cercando; la ricerca contiene in se stessa la ricompensa della sua fatica. Dacia Maraini

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